l’autunno del patriarca

“ci sono cose che il popolo ignora, perché il potere, che sa, ne inibisce la conoscenza, e ce ne sono altre che il popolo sa e che il patriarca ignora, perché i suoi servitori vogliono nascondere cose e sentimenti sgradevoli al dittatore”

Cesare Segre, dall’ introduzione a “l’autunno del patriarca” di Gabriel Garcia Màrquez

nei viaggi anda e rianda tra lucca e firenze passo i chilometri leggendo libri e  ormai sono da tempo invischiata nella meravigliosa melassa sudamericana di marquez  che ti avviluppa lasciando senza respiro e ti appiccica il caldo addosso anche se l’aria condizionata del bus gela le dita dei piedi.

sto per finire l’autunno del patriarca ed è tremendo, perchè è stato scritto in sudamerica nel 1967 e pare scritto ieri, in un luogo a noi assai più vicino.

l’autunno del patriarca è la storia degli ultimi anni di un tremendo dittatore, autoproclamato padre della patria, che santifica la madre per editto, che serve cotto a puntino il suo miglior generale accusato di cospirare ai suoi danni (non in senso metaforico, lo fa trovare rosolato come un maialino durante un banchetto), gironzola “col testicolo ernioso” a sorprendere le sue concubine durante le sue crisi di macho, inventa cose assurde come il vendere il mare agli americani, cambiare con un editto il giorno con la notte, e altre cose mirabolanti.

è un vecchio ormai solo, potentissimo, i cui ordini vengono eseguiti con una ferocia anche più grande della sua: “ci sono ordini che si possono dare ma che non si devono eseguire, cazzo!” esclama quando gli giunge la notizia che il suo ordine di far saltare in aria una nave piena di bambini è stato meticolosamente eseguito. e subito dopo fa arrestare, torturare e uccidere gli esecutori delle sue stesse volontà.

e un vecchio violento, malato, che si crede immortale e si chiede se il popolo lo ama oppure no, che manda il feretro di sua madre su per gli altipiani per esporlo all’adorazione del popolo, che ignora di essere sempre lui a vincere alla lotteria grazie a un trucco che solo i suoi fedelissimi conoscono, che non si fida di nessuno e da nessuno è veramente amato, anche se ognuno ha nei suoi confronti il terrore reVerenziale che si nutre per chi dispone della vita degli altri.

nessuno si presta a giocare a domino con lui, gioco nel quale si può solo perdere, per decreto.

in questo momento del libro lo hanno trovato morto, secco, mummificato e col testicolo ernioso “grande come un ranocchio” e si chiedono se sia vero o se sia soltanto uno dei suoi mille trucchi.

Questa voce è stata pubblicata in casa, politica e contrassegnata con , , , , , , , , . Contrassegna il permalink.

13 risposte a l’autunno del patriarca

  1. Franci ha detto:

    …magari fosse vero…

    Ops! ma non si parlava di attualità, giusto?!?

  2. pensierini ha detto:

    i dittatori sono proprio tutti uguali. Peccato che il “nostro” ce lo siamo pure eletto democraticamente. Che sconforto.

  3. pozzanghera ha detto:

    …trovo tu sia un po’ masochista, sul giornale ci trovi queste stesse notizie fresche di giornata, più altre belle amenità proprio inaspettate…forse col romanzo speri di arrivare ad un lieto fine… ;-)

  4. marcoghibellino ha detto:

    il nostro ehehehe …
    bhe comunque non facciamo paragoni coi vari Videla Pinochet Stroessner e via citando , non facciamoli non tanto perchè LUI ci tenderebbe pure e fa pure… onco ai bahi (luci traduci per i non toscani) vedi Fini -Robin Hood, ma perchè se dio vole ancora non siamo ai desparecidos alle torture agli squadroni della morte .

    Lucy quando hai finito quello prova a leggere Manuel Scorza , scrittore Peruviano, autore di: Storia di Garabombo l’invisibile , Cantare di Agapito Robles, La Vampata , Rulli di tamburo per Rancas, Il cavaliere insonne, La danza immobile .

  5. marcoghibellino ha detto:

    poi se ti andasse di staccare un pò passando dal romanzo al saggio, in onore di Priska, ti consiglio La vita segreta del gatto, ovvero la tribu della tigre dell’etologa americana Elizabeth Marshall Thomas ^_+

  6. La perfezione stanca ha detto:

    Mumble mumble … si ma … il terrore non era classicamente reverenziale? … occhessarà mai questo nuovo terrore …. reFerenziale … hi hi hi!
    Lo so, sono una rompiballe, ma cogliere in fallo Lucia è raro e prezioso! E divertente, soprattutto, perchè gli errori di Luci sono sempre buffi, c’è dietro tutto un mondo, un pensiero non manifesto, non sono mica banali errori di grammatica, ovviaaaa!

  7. lucia ha detto:

    ops! ora correggo! :)

  8. 4ngel0 ha detto:

    Che schandalo!

    Che veVgognIa!

    Che OVVoVe!!

  9. Simona ha detto:

    troppo familiare…ma in effetti, forse, almeno il romanzo ha un lieto fine relativamente immediato (non so in quanti giorni divori un libro ;) ).
    Di Marquez io ho letto soltanto “L’amore ai tempi del colera”, e devo dire che non ho più avuto il coraggio di immergermi nella sua melassa, ma magari un libro più politico è decisamente più leggibile…

  10. nico ha detto:

    ho letto “testicolo ernioso grande come un ranocchio” e mi è venuta una fitta … però stavo pensando a Berlusconi … potenza della parola o saturazione da psiconano? … mah …

  11. lucia ha detto:

    simo: è un libro bellissimo ma un po’ “ultramarqueziano” se si può usare questo termine. aggettivi a piovere, assenza totale di punteggiatura, io narrante che cambia in modo totalmente anarchico, uno stream of consciousness sudamericano alla miliardesima potenza insomma.
    sul testicolo ernioso e il ranocchio… io devo dire che l’immagine del vecchio tiranno, che rincorre le ragazzine tenendosi il testicolo gonfio è di un parallelismo sconfortante…

  12. ADBlues ha detto:

    Uh…
    Non potrei leggere un libro del genere.
    mi salterebbe la vena del collo!

    —Alex

  13. marco ha detto:

    La parte sulla morte del tiranno mi rammenta il titolone del Vernacoliere che campeggiava davanti alle edicole la settimana scorsa quando ero in ferie dalle tue parti… basta andare su http://www.ilvernacoliere.com, e’ nella homepage in alto a sx.. :-D

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...