bianco latte

Da tanto non mi scappava un bel pippone di scEnza!
Ma, come al solito, una discussione in partenza scema sul blog del bressa (a tema “ma quanto cazzo latte bevono i crucchi?) mi ha stimolato la pippologia.
Per cui vediamo cosa si può tirar fuori dall’argomento “latte” e “crucchi” e il fatto che come dei barbari bevano cappuccino a tutte le ore e in un quantitativo che ci provocherebbe mal di pancia nei secoli dei secoli.
Questa cosa del latte è perfino a volte tirata in ballo (a mio avviso a sproposito) da tante persone new age che conosco e che mi dicono che dopo una certa età “bere latte” è innaturale, nessun animale beve latte dopo lo svezzamento, e Madre Natura forse sbaglia?
Madre Natura sbaglia spesso e volentieri, ma questo è un altro post.
Nessun animale beve il latte dopo lo svezzamento: se è per questo non mangia neanche la pizza margherita, dopo lo svezzamento, e neanche prima, o le melanzane alla parmigiana.
Io amo il latte e non potrei farne a meno. Non lo bevo solo quando sto davvero male.
C’è gente che non ama il latte o che non lo digerisce.
C’è gente come i tedeschi che bevono latte o bevande ignobili a base di latte tutto il santo giorno e stanno benissimo.
C’è gente come i cinesi che se beve latte anche una volta sola li ricoverano in preda a coliche tremende.
Che ci sia di mezzo il demonio?
No. È solo colpa della ß-galattosidasi.
Semplifichiamo a bestia usando un modello molto riduttivo: un batterio che si chiama Escherichia coli. Anche questo batterio mangia il gelato e beve cappuccino, e lo digerisce né più né meno dei tedeschi. J
Lo fa usando un operone inducibile. E stica. (non vi arrendete, fra poche righe dico che diavolo è).

La ß-galattosidasi è un enzima. Un enzima a sua volta è una molecola che “serve a fare qualcosa”.
È come un attrezzo, ci sono enzimi che tagliano altre molecole, che le saldano, che le attivano o che le spengono. Mi piacciono gli enzimi.
Dal punto di vista molecolare un enzima è una proteina, e una proteina è una sequenza di piccoli mattoni, chiamati aminoacidi che, come una lunga serie di vagoni, formano un treno.
Sono meglio di un treno a dire il vero, perché possono stare tutti in fila, oppure possono arrotolarsi oppure possono formare dei foglietti o altre forme strambe, a seconda della sequenza di aminoacidi e dell’ambiente in cui si trovano.
È come una serie di perline con le quali potete fare una collana, una palla dell’albero di natale o le decorazioni di una maglietta.
Quali aminoacidi compongono una proteina e in che posizione sta scritto in un’altra molecola assai ganza, il DNA, il pezzo di DNA che serve per fare una proteina si chiama gene.
Un gruppo di geni in connessione tra loro si chiama “operone” ed è una cosa divertentissima.

Ve lo posso far vedere come è fatto un operone?

operone

Immaginiamo questo operone come una catena di montaggio, dove in ogni zona colorata viene fatta una cosa specifica.

È come un binario, assomiglia un pochino a una cerniera, dove il carrellino deve scorrere per andare avanti.

per ora ignoriamo il sito CAP (p1): ci interessa relativamente per il pippone e mettere troppa carne al fuoco non è utile.

Concentriamoci su:

i: in questa zona di DNA viene sintetizzata una proteina che si chiama REPRESSORE: come un tappo molecolare questa proteina, una volta sintetizzata, si va a legare al sito o (sito OPERATORE) e lo intasa. In altre parole, blocca il carrellino della cerniera che non cammina più.

P2: in questa zona si attacca il carrellino della cerniera, che è la proteina che serve per sintetizzare l’enzima, si chiama “Polimerasi” e “scorre” sul binario nella direzione p2, o, z, y, a.

O: in questo sito, si lega invece, il REPRESSORE prodotto da i, bloccando il carrellino in p2.

Z, y e a sono invece le parti di DNA che servono per la sintesi della proteina, quelle che devono essere percorse dal carrellino che raccoglie le informazioni che servono (e che sono scritte in z, y e a) per fare l’enzima che ci serve per digerire la panna montata. (santo subito).

qui si vede come, il repressore brutto e cattivo, prodotto nel sito i è legato al sito O, bloccando il carrellino “Pol”.

repressore-legato

Ma che succede se arriva del lattosio?

arriva-il-lattosio

se arriva del lattosio, questo si lega alla proteina repressore, perché il repressore è più “affamato” di lattosio di noi, e per amor suo si stacca dal sito operatore.

il-lattosio-si-attacca-al-repressore-e-lo-stacca

tolto il repressore dalle scatole il nostro carrellino può partire, come una macchina quando si lasciano i freni.

la-polimerasi-parte

l’enzima che digerisce il lattosio viene quindi creato e il batterio può andare in gelateria sereno.

Lo so, ho trascurato il sito p1, per chi volesse approfondire è spiegato benissimo su wiki, ma grazio tutti gli altri perché il mio scopo pipponico è un altro:

intanto dirvi che questo operone è dentro il batterio E.coli.

ma noi non siamo batteri, noi siamo assai più complessi.

Ma gli assomigliamo anche un pochino. Negli esseri umani l’enzima per digerire il lattosio viene prodotto da un gene che si chiama LCT e che si trova su un cromosoma.

Fino a circa 5-10000 anni fa, la popolazione umana smetteva di produrre questo enzima dopo lo svezzamento, ma una mutazione fortunella, verosimilmente selezionata in modo assai positivo dal nuovo ambiente (10000 anni fa ci fu la rivoluzione neolitica, si iniziarono a allevare capre, pecore, mucche e affini) permise all’uomo di produrre l’enzima anche da adulto, fu così che nacquero i tedeschi, i milkshake e i cappuccini dopo cena.

A cose “normali” quindi, (cioè in condizioni non patologiche, quando il gene si esprime bene) il meccanismo è lo stesso, più una popolazione sarà esposta al lattosio, maggiore sarà la quantità di ß-galattosidasi che sintetizzerà e meglio digerirà il tiramisù. Vedi i tedeschi.

Meno lo si fa meno lo si digerisce (vedi i cinesi).

Ripeto: tutto questo in assenza di altre mutazioni.

Se per esempio il gene LCT è mutato e il repressore non si lega MAI al lattosio, non ci sono cazzi, la ß –galattosidasi non verrà prodotta e non si potrà mettere la panna sulle fragole.

Un gran peccato, ne converrete…

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21 risposte a bianco latte

  1. 4ngel0 ha detto:

    E la beta-cappuccinopizzasi*??Ce l’hanno solo i teteski??

    * Inibitore del Womyto quando si mangiani delizie come pizza e cappuccino (vale anche per il trancio al tonno)

  2. ADBlues ha detto:

    Oh, questo pippone mi è piaciuto assai (come gli altri del resto) !
    Lo posso riusare, vero?
    Così sarò finalmente in grado di spiegarlo meglio che mi ci incarto sempre a spiegare come vengono sintetizzate le proteine (fin dai tempi della scuola in realtà!)

    —Alex

  3. lucia ha detto:

    uhm… questo è solo un modo di regolare la sintesi di una proteina, ma non è “come si sintetizzano le proteine”…
    magari ci riprovo fra qualche giorno con quello! :D

  4. ADBlues ha detto:

    E vabbè… Semplificavo…
    Tu comunque continua!!!!

    —Alex

  5. gipo ha detto:

    Tutta il meccanismo lo ignoravo…
    … però ho sempre saputo che senza caffellatte la mattina non si carbura ;)

  6. pozzanghera ha detto:

    wow bel pipposcentifico!
    li mando qua quelli che mi chiedono come faccio a bermi un cappuccino dopo cena…e nn sono teteska ;-)
    è che mi son mutata geneticamente dal tempo dei tempi e anche i miei antenati mangiavano tiramisù…ho capito bene!?! :-)

  7. crash ha detto:

    …se ti avessi avuta come prof di biologia al liceo…forse mi sarebbe piaciuta (per come la sai spiegare) questa materia….

  8. stefafra ha detto:

    @ lucia, bel pippone molbio.
    @ pozzanghera,
    dopo una vita di prese per il didietro da parte dei camerieri a cui ordinavo cappuccini a tutte le ore del giorno e della notte, soprattutto dopo cena, ho risolto nell’unico modo possibile, mi sono trasferita all’estero.
    ;-)
    Il fatto é che il caffé riesco a berlo solo se diluito in parti uguali col latte, il latte a casa mia lo bevono tutti senza problemi alcuni quindi direi che siamo tutti mutanti.
    Peró non riesco a pranzare e bere latte coi panini, all’olandese, il latte freddo non mi piace e non disseta come l’acqua, il “karnemelk”, latticello acido, mi andrebbe anche bene, ma é difficile da trovare fuori Olanda.

  9. paleomichi ha detto:

    ti odio. scusami tantissimo, non lo faccio apposta ma ti odio
    sono due anni che studio la persistenza della lattasi, ci ho appena scritto un pippone su un giornale scientifico che mi è costato lacrime e sangue (chiedi a Indy), sto a un congresso dove non si parla d’altro che di persistenza della lattasi, ho appena scoperto tramite sequenziamento del DNA di essere non persistente (omozigote per di più) e quindi di essere stata male come un cane la notte dello scorso 10 di luglio per colpa della panna che copriva un dolce spettacolare, e che quindi panna e simili mi sono preclusi…
    e ti ci metti pure tu???
    ti odio

    P.S.(comunque la situazione é un pochinino più complicata, perchè se pure noi poveri sfigati controselezionati non possiamo digerire il lattosio, alcuni di noi hanno dei batteri nell’intestino che lo digeriscono, o che contrastano le coliche e gli altri simpatici problemi. Già che ti sto ti mando pure un articolo ganzo, che a questo punto ho tutto il diritto di punirti ;)

  10. AD Blues ha detto:

    In ogni caso io ad un cappuccino preferisco un Mojito o un Margarita ! :-D

    —Alex

  11. marcoghibellino ha detto:

    AD pensa a giappo e cinesi che mancano di un enzima atto a metabolizzare l’alcool e si ubriacano leggendo le etichette della birra

  12. cugifà ha detto:

    e per il latte alla portoghese?

    ormai il rischio è basso non c’è più chi lo faceva con arte ma la ziarora ha dichiarato (forse minacciato) di voler tentare di rifarlo…..ha chiesto a me la ricetta! (semo messi bene)

    (non centra molto con il pippone ma il pensiero legando il tutto al latte è andato li)

  13. lucia ha detto:

    babe, qui trovi la trascrizione ESATTA da nonnaida… no, dico… a che servono le cugine? :D
    http://luciadelchiaro.blog.kataweb.it/il_mio_weblog/2009/02/15/come-lei-nessuno-mai/

  14. cugifà ha detto:

    la ricetta la sapevo bene ma grazie per il post, solo oggi l’ho commentato all’epoca non lo avevo visto….oggi ha fatto bene e un po’ male

  15. ADBlues ha detto:

    Marcoghibellino: fossi nato giapponese avrei già fatto seppuku… ;-)

    —Alex

  16. cristina (ex-ecomamma) ha detto:

    bella lucia. una spiegazione mooolto carina. sarebbe interessante dedicare un post anche alle cosiddette “intolleranze” alimentari. A quanto pare i figli della maggior parte delle mie amiche ne sono affetti in numero e in qualità variabile. Il latte è naturalmente il nemico numero 1, seguito da pomodori, farine, lievito, le mele (!!)… e chi più ne ha più ne metta.
    E poi, concordo con te, l’operone è una figata e la natura ogni tanto prende degli abbagli colossali !

  17. Simona ha detto:

    bel pippone davvero! ganzo, finalmente ho capito come funziona REALMENTE questa storia della digeribilità del latte! brava Luci!!

  18. biba ha detto:

    A me il latte non è che mi faccia male, da bambina la mia cena tipica era il caffellatte che chiedevo invano con molto caffé, o che non lo digerisca. E’ che proprio non mi piace! Non so più da quanto tempo non bevo un cappuccino… brrrr!
    (oh, giusto per presentare un’opinione diversa, eh)

  19. lucia ha detto:

    ciao cristina! che bella sorpresa! posso approfittare per dire che ecomamma un po’ mi manca?
    baci a tutti gli altri, lattonzoli o meno!

  20. stefafra ha detto:

    I bimbi a volte soffrono di allergie che poi passano, solo che a volte le mamme sono cosí spaventate che non se ne accorgono che é passata. Io mi coprivo di orticaria alla sola vista di una mandorla amara, un amaretto o un semino di mela. Nessun problema, stavo benissimo ma facevo impressione.
    Una leccatina al gelato all’amaretto della nonna bastava a trasformarmi in una fragola, rossa a pallini. Veniva e andava nello spazio di pochi minuti. Credo che la benzaldeide contenuta in mandorle, semi di mela e affini fosse il colpevole.
    Ora, io adoro gli amaretti e le mandorle e ho continuato a assaggiarli di nascosto, inoltre quasi tutte le torte della mia famiglia contengono mandorle, la nonna le comprava sfuse ed é impossibile che in mezzo non ce ne sia una amara, se c’era scattava l’orticaria.
    Verso i sei anni ho scoperto che potevo mangiare amaretti e compagnia allegramente senza allergia e senza far prendere accidenti alla mamma.
    Amaretti , strappetti, marzapane, a me!
    Mi piacciono ancora di piú per via di un certo “gusto del proibito”che ancora associo alla mandorla amara.
    PS: lo só che sono stata fortunata che l’allergia si limitava all’orticaria, niente anafilassi o attacchi d’asma, solo pomfi, non rischiavo troppo a fare la furbastra.

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