pensieri a ruota libera a tema “censura”

sul 17 c’era un signore cinese. ai suoi piedi un pacco di giornali. in cinese.
ho pensato che li stava andando a vendere ai suoi connazionali che vivono a firenze, e che, come me quando ero a Dresdina, vogliono seguire quello che accade nel loro paese e nel mondo in una lingua a loro familiare.

ho pensato che il mio amico giorgiorgio, quando era in cina, mi raccontava che la censura su internet è pesante, è molto difficile connettersi ai siti “avversi al regime”: o la connessione stacca continuamente o i siti stessi sono oscurati in certe zone.

mi sono chiesta se le notizie che leggono i cinesi all’estero siano diverse da quelle che leggono i cinesi in cina, e in che modo si rapportano con il mondo dell’informazione.

non so leggere il cinese, ma mi sono anche chiesta se il pacco di giornali ai piedi del mio collega di 17 era di origine “cinese” o estera, se era cioè stampato in cina, quindi se conteneva notizie identiche a quelle che leggono i cinesi di cina o se era stampato, che so, a prato, quindi se conteneva notizie composte fuori dalla muraglia della censura.

mi sono anche chiesta in che modo viviamo noi, italiani d’italia, e ho cercato di ricordarmi quando ero una italiana di germania, che ascoltava radio 3 su internet, su internet leggeva repubblica, non guardava la televisione, leggeva anche i giornali stranieri, di molti paesi diversi, e parlava ogni giorno con altre persone che erano al di fuori della “muraglia italiana”.

mi sono anche chiesa cosa sia effettivamente “la censura”: se sia soltanto l’esempio brutale di un governo che oscura siti internet, chiude giornali, perseguita gli oppositori politici oppure se si possa chiamare censura anche il modo subdolo, col quale, negli ultimi venti anni, i cittadini italiani sono stati trasformati in consumatori di format televisivi senza cervello, aspiranti veline o tronisti, gente incazzata che per strada lancia strali e anatemi dal suv alla vecchietta che attraversa, che “mette l’avvocato” che fa causa al vicino, che “lei non sa chi sono io” che l’importante è sempre fottere il prossimo e farsi gli affari propri.

esiste l’orribile censura dei giornali, e poi esiste la censura delle menti. forse mi fa più paura la seconda, perchè la prima un giorno o l’altro finisce, la seconda no.

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6 risposte a pensieri a ruota libera a tema “censura”

  1. 4ngel0 ha detto:

    Anche la seconda finisce, ci vuole più teNpo, ma alla fine passa anche quella…

  2. ADBlues ha detto:

    Mi pare di aver letto da qualche parte che a Prato si stampa in effetti un giornale di notizie in cinese e che questo giornale, attualmente scritto da un due – tre ragazzi abbastanza giovani, chiuderà ben presto perché i giovani cinesi non sanno più leggere e scrivere correttamente il mandarino.

    Tra l’altro cosa inevitabile, la storia ce lo insegna; anche moltissimi italo-americani di seconda generazione sanno ben poco di Italiano.

    Se queste notizie riguardino solo la vita italiana o cittadina oppure anche la madrepatria questo però non lo so dire (magari provo ad informarmi) come non posso sapere se anche su questi piccoli giornali possa arrivare la lunga mano del dragone.

    —Alex

    PS = a tutti i razzistelli da quattro soldi che popolano la mia città (basta vedere che oscenità vengono postate tutti i giorni da miei presunti concittadini su FB, per esempio) consiglierei una bella dose di emigrazione in una città straniera “ostile”, ossia non ospitale e cosmopolita come potrebbero essere Londra o New York; secondo me, molti cambierebbero idea…

  3. ADBlues ha detto:

    PS = la seconda non è censura è condizionamento mediatico, lavaggio del cervello…

    —Alex

  4. Umb ha detto:

    la censura dei giornali credo sia una delle ultime cose che avvengono dopo un lungo processo di “censura” (inteso come limitazione di libertà) che avviene con il tempo.
    sopratutto la censura è sentita per quelle persone che sono riuscite a resistere al processo di manipolazione e lavaggio del neurone orfano…
    rimango fiducioso nelle future generazioni ed ovviamente in quelle attuali.
    quelle future perchè avranno sempre più mezzi per poter verificare, confrontare e farsi una PRORIA idea su qualsiasi argomento e per la nostra perchè confido nella saggezza di insegnare a non fidarsi ma di controllare.
    finiranno i tempi di:
    …ho sentito dire… …mi pare che… …hanno detto che…
    rimpiazzari da:
    chi ha detto? quali sono i dati oggettivi?? quali sono i riferimenti???

    dare libertà di pensiero significa anche avere la forza ed il dovere di rispettare pensieri diversi, ma così si innesca il processo democratico che fa a cazzotti con la censura.
    e’ meglio che mi fermi altrimenti rischio di perdermi …sempre che non l’abbia già fatto
    ciaen da Dresden (ich provanden a nmpararen er deTesken)

  5. marcoghibellino ha detto:

    “rimango fiducioso nelle future generazioni ed ovviamente in quelle attuali.”

    beato te, io mica tanto

  6. Giorgiorgio ha detto:

    I miei colleghi in Cina consideravano il Dalai Lama alla stregua di Bin Laden e si infuriavano se si provava a convincerli del contrario. Erano certi che la repressione di Piazza Tien an man fosse causa degli studenti che avevano ucciso dei poliziotti e nessuno poteva provare ad affermare il contrario. Ovviamente stampa ufficiale e web sono assolutamente allineati a queste versioni, si parla di anni e anni di lavaggio del cervello, una censura capillare e affidata a gente preparatissima che ha creato un substrato di enorme consenso intorno al Partito. I pareri della stampa estera? Bugie, dettate dal fatto che il mondo ha paura della Cina in quanto sta diventando sempre più forte, hanno tutti paura della Cina quindi la diffamano. E in buona parte hanno anche ragione, sono molte le notizie anti-cinesi che riportano cose inesatte, come la faccenda dell’inquinamento durante le olimpiadi, vi sono state mostrate foto ridicole che facevano passare la nebbiarella mattutina per smog…questo ha avvallato le loro ipotesi.

    Ovviamente esiste anche una stampa dissidente, a volte perfino snobbata dal Partito in quanto non ha forza, non viene creduta dalla maggior parte del popolo. Ma nel Sud della Cina qualcosa in più si può trovare…lì l’impero arriva peggio e si può trovare più stampa. E dato che gli immigrati cinesi in Italia vengono quasi tutti dal sud, ho buoni motivi per credere che sia stampa almeno semi-dissidente ! ^__^

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