niente yogurt stamani

stamani vi metto un´altra storia, che dedico alla nonna di HDC che me l´ha ispirata e a tutte le altre nonne, comprese le mie.

nastri troppo corti per essere usati

In un vecchio mettitutto degli anni cinquanta, questa era l´etichetta di una scatola.

Mia nonna raccoglieva ogni piccola cosa, da sempre: un po´la sua indole lucchese che la portava a non sprecare niente, un po´ il triste retaggio della guerra, che ancora viveva nelle tasche delle nonne, nelle loro vestaglie da casa, nei loro ripostigli odorosi di naftalina e canfora, nei loro cassetti profumati con la lavanda.

I nastri colorati erano molto preziosi: si ricavavano dai pacchetti regalo di negozi particolarmente eleganti, l´orefice, l´orologiaio, il profumiere; e potevano, dovevano, essere usati di nuovo.
E nell´attesa che venisse di nuovo il loro turno rimanevano nel cassetto del cucito, insieme alle trecce di fili colorati, gli aghi di varia lunghezza e i bottoni di vecchie camicie, spaiati una volta e che giacevano abbandonati in attesa di ritrovare i compagni.

Ogni bomboniera di nozze, ogni prima comunione, ogni battesimo, portavano con sé invece dei cerchietti di tulle colorati e dei fiorellini di carta dal gambo di fil di ferro.
Dentro il tulle i confetti e a volte un bigliettino piegato, col nome dei festeggiati e la data del giorno.
Ogni pacchettino di tulle e confetti era tenuto insieme da nastri colorati, tutti sempre troppo corti per poter essere usati. O meglio, potevano, ma non era semplice.

Non era importante. L´importante era che non venissero persi. L´importante era, ogni tanto, poter aprire la scatola, poterli passare tra le mani, goderne il colore, lucido e setoso, passarli fra le dita e sentirli scivolare, immaginare mille usi diversi.

Se solo fossero stati un pochino piú lunghi.

La scatola dei nastri troppo corti per poter essere usati ha fatto parte della mia infanzia e del mio mondo di bambino. Anche a me, come alla nonna, piaceva aprirla, e insieme provare quel piacere della bellezza unito all´amaro dell´inutile. “troppo corti per essere usati”…

E poi me ne dimenticai. Come succede spesso alle cose belle di quando siamo bambini.

Quando la mia nonna se ne andó mi fu chiesto di scegliere qualcosa per me.
E io chiesi il mettitutto. Il mobile celeste che aveva fatto parte della sua vita in modo cosí perfetto.

Nel mettitutto c´erano i barattoli vuoti, che aspettavano la marmellata della nuova stagione, un vecchio martello di legno per battere la carne, ogni tipo di apriscatole: dalle chiavette che servivano per le sardine a quelle adunche per le latte dell´olio, e poi una calamita gigante, che lei usava legata a un filo di lana rossa per raccogliere da terra il ferro da calza senza chinarsi, monete da cinquanta lire e da dieci e da cinque con sopra aratri e delfini, gomitoli di lana tarmolita, metri da sarta consumati, verdi da un lato e gialli dall´altro, un bollino fedeltà del supermercato in fondo alla strada, una vecchia gomma profumata delle merendine che era mia, ma non mi piaceva e avevo finto di dimenticarla lí, un lapis laccato di rosso con le scritte dorate cinesi, una vite, vecchie cerniere, un ditale, anzi, due, una lampadina fulminata dalla forma a fiamma di candela.

Lo vuotai con calma, il mettiutto celeste.
Scelsi scatole di cartone diverse e su ognuna scrissi il nome del contenuto prevalente.
“cucina”
“fili e aghi”
“minuterie”

E quando me la trovai per le mani, presi il pennarello e scrissi:
“nastri troppo corti per poter essere usati”.

Questa voce è stata pubblicata in Uncategorized. Contrassegna il permalink.

10 risposte a niente yogurt stamani

  1. crash ha detto:

    Grande ! …bellissimi ricordi !

  2. Simona ha detto:

    dolcissimo..mi ricorda i miei nonni :)

  3. Aldo ha detto:

    Lucia, scusami, la demenza senile sicuramente sta avanzando ma non riesco a capire che ci azzecca il titolo con la storia (peraltro, come sempre, emozionante) …

    Alzy

  4. pensierini ha detto:

    Bello anche questo. Ci posti anche una foto, del mettitutto celeste?

  5. bernardo ha detto:

    La tua personale rivisitazione del mondo di Gozzano ti viene sempre bene.
    Questo registro e quello caustico son quelli che meglio governi, secondo me, ovviamente.
    salù la famma

  6. biba ha detto:

    Uff, ce l’ho anche io una scatola con i nastrini…
    Mi sa che è proprio ora di fare la nonna (dipendesse da me…)
    A me i tuoi racconti piacciono molto, e quando parli della tua infanzia mi rendo conto che ora certe cose, certi ritmi, certe attenzioni i bambini non li hanno proprio. Non gli si dà il tempo per pensare, per osservare, per riflettere.

  7. HDC ha detto:

    @aldo: per risolvere l’arcano basta guardare due post più giu :)

  8. Aldo ha detto:

    Grazie, HDC, mi ero perso lo sponsor …

  9. Franci ha detto:

    la scatola dei nastri ce l’ho anche io!! così come la raccolta di bottoni spaiati…omamma sto invecchiando!?!

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...