sul fiume

ieri gita in battello. come i turisti che si rispettano.

così ho visto dresda da una prospettiva che non avevo mai adottato.

vivere in una città divisa da un fiume crea un di qua e un di là.

io sto di qua, altstadt sta di là. mi piace molto. quando stavo a lucca invidiavo i parigini per questo motivo (oh, beh, anche per un altro fantastiliardo di cosette in effetti…), i fiorentini, i pisani… (perfino i pisani, badaté).

a liussembiurghio stavo di qua dalla pétrusse, dalla stessa parte di boulevard de la liberté, della stazione e di place des martyrs, dalla parte opposta la posta, place d’arme e la statua di Niki.

a volte scendevo sul fiume, passeggiavo fino al primo passaggio pedonale per andare dall’altra parte, e l’essere “bloccata” da un lato era un misto di fastidio e piacere.

il fiume a dresda è una cosa che si può toccare e sentire, non ha argini dresda e così i prati verdi che lo costeggiano sono un parco cittadino naturale enorme.

d’inverno di può provare a cammminare sull’acqua ghiacciata, ma non mi sono mai azzardata, un tuffo nell’elba quando fuori ci sono otto gradi sotto zero non è raccomandabile.

e starci dentro, guardando dresda a sinistra e a destra, è stata una sensazione nuova. dai ponti si vede la città dall’alto, dal fiume la si guarda dal basso, come i bimbi che vedono i buchi del naso ai grandi, quando alzano gli occhi per parlare.

ieri ho visto i buchi del naso di dresda. il sotto dei ponti, le rive sassolose, le anatre e i cigni alla loro stessa altezza.

i battelli a vapore di dresda appartengono alla compagnia più vecchia e più grande di battelli a vapore della germania. alcuni dei battelli hanno più di cento anni, il più “giovane” ne ha 81, il più vecchio 131.

dentro si vede il motore, verde, rosso e acciaio, lucidato e tedeschissimo, con un altrettanto tedeschissimo “signore del motore” (motorista?): tuta blu, occhialoni, baffi bianchi.

il motore fa girare una ruota tipo battelli sul missisippi e la ruota manda il battello, con un piccolo “aiutino” per le manovre  fornito da una piccola elica.

ho ordinato glühwein per tutti, faceva un freddo becco e mi piaceva avere un ricordo invernale della giornata.

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6 risposte a sul fiume

  1. 4ngel0 ha detto:

    E l’orchestrina Jazz non c’era??

    A volte, passando sul p’onte si sentono suonare…

  2. lucia ha detto:

    no, non c’era, ci sono solo in alcune occasioni, tipo pentecoste, ieri era solo l’ascensione. :)

  3. gipo ha detto:

    Mitico… I battelli con la ruota tipo Mississipi… e zio Paperone con i nipotini non c’era?

  4. ADBlues ha detto:

    Sì, veramente una bella sensazione il guardare le cose da una prospettiva differente.
    L’ho fatto a Strasburgo e lo consiglio a tutti quelli che visitano quella città.

    Ma due foto?

    —Alex

  5. Jane Cole ha detto:

    “dai ponti si vede la città dall’alto, dal fiume la si guarda dal basso, come i bimbi che vedono i buchi del naso ai grandi, quando alzano gli occhi per parlare.

    ieri ho visto i buchi del naso di dresda.”

    Ma quanto scrivi bene??? Queste poche righe valgono tutto il post: BRAVA!

    Io ricordo un capodanno festeggiato a Dresda lungo l’Elba: un miracolo che non mi siano cadute le dita dei piedi dal freddo O_o

  6. lucia ha detto:

    lei mi lusinga dottoressa Pancrazia! un bacio a tutti!

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