paisà

“dove abita fraudelciaro?”

“vicino alla seconda fermata del tredici della goerlitzer”

“ah, accanto alla piscina!”

“piscina???????”

“certo, nordbad! è una bella piscina, ha anche la sauna, ci vado spessissimo”.

dopo due anni e mezzo di casa della giraffa scopro che accanto a casa ho una piscina.

e me lo deve dire herrdoktorbaffo.

non l’avevo mai notato. accidenti. io che fuori dall’acqua mi deprimo…

così ieri, dal 13 in corsa ho dato un’ occhiata se la vedevo.

si vede. accidenti. basta guardare.

“entrata nordbad” c’è scritto su un arco che dà su un cortiletto interno.

dio quando mi ha roso.

così ieri abbiamo deciso. “si va!”

“dove sono gli asciugamani?”

“non lo so, forse li abbiamo lasciati in italia dopo le vacanze all’elba”

bene. bici e pedalare fino in centro, trovare due asciugamani da doccia APPERUNO, come dicevo da piccina, ripedalare fino a casa.

“dove sono i costumi?”

“aiuto…”

alla fine si trova tutto.

si prepara la borsa e si va, due passi e via di fronte alla piscina.

si entra, con le prime fantozziane reazioni di fronte a una cosa nuova.

(tutte, tutte le piscine che ho frequentato hanno degli spogliatoi e degli armadietti con la chiave fatta a braccialetto, eppure ogni volta mi perdo nelle cose da fare, metto nell’armadietto e chiudo dentro quello che mi serve per la doccia, mi scordo prima le ciabatte, poi l’asciugamano,  poi la trousse poi mi rassegno e mi infilo sotto la doccia e sarà quel che sarà).

la piscina è piccola, troppo piccola, ma chissenefrega, è acqua e sa di cloro e tanto ci basta.

ogni tanto partono i getti d’acqua massaggianti e sono una goduria.

poi ci si decide e si raggiunge la sauna.

con sprezzo del pericolo ci si leva il costume e ci si infila in quella da 80 gradi centigradi. occorre dirlo che io sbatto  in ogni angolo facendo un rumore inaudito?

dopo qualche minuto arriva il mastrolindo della situazione e versa acqua con essenza di eucalipto sulle pietre roventi e continuiamo la cottura a vapore.

dopo la sauna, una bella doccia Diaccia e poi relax nella piscina calda.

ora…

immaginate due italiani in una sauna, mescolate nel racconto la scarsa esperienza dell’essere circondato da uomini  nudi nudissimi di tutti i tipi, immaginate che si sentano protetti dalla barriera linguistica, di cosa pensate che parlino?

per decenza vi riporto solo alcune frasi cardine:

“ma secondo te anche loro stanno a commentare tutti gli altri?”

“naa, loro ci saranno abituati”

“ma te sciacqueresti la faccia in un’acqua calda dove ci sono ammollo altri dieci culi?”

“secondo te quante verruche si prendono in questo posto?”

bene, dopo aver bollito a dovere e aver cercato una “exit strategy” dalla vasca,

(“ti prego, esci immediatamente subito dopo di me, così tutti vedono il tuo e non il mio culo”) andiamo a fare la doccia.

usciti dalla doccia, il ragazzo accanto a HDC nella vasca di cui sopra si avvicina e fa:

“scusa, mi presteresti lo shampoo?”

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6 risposte a paisà

  1. Bianca-Hamburg ha detto:

    Opppps!
    Attenta, il mondo e’ pieno di italiani…SONO OVUNQUE. Comunque anche io mi sono divertita a rispondere amabilmente in italiano ad un tipo che snocciolava espressioni irripetibili al supermercato amburghese certo di non esser compreso :-)

  2. 4ngel0 ha detto:

    Mi aggiungo alla lista…

  3. ADBlues ha detto:

    Bwahahahahahahahahahahaha !!!!!!!!!

    Aeroporto di Indianapolis, interno giorno.
    Io al telefono con quella che al tempo era la mia ragazza, mi lascio andare a minute descrizioni della attività che avrei voluto intraprendere con lei una volta a casa, sentendomi protetto dalla barriera linguistica.
    Ho addirittura esclamato a volume alto che “tanto sono circondato da zoticoni americani cosa vuoi che capiscano?”.
    Termino la chiamata.
    Altoparlante annuncia “departure of flight soutwest twentythreesevennine to Chicago o’Hare will be from gate ei twentythree instead of gate ei thirtyfour”. Me ne frego, non è il mio volo ma dietro di me una voce:
    “Mi scusa, io sono albanese e non so bene Inglese, potresti dirmi cosa detto altoparlante?”….

    Oppure (capitata ad un amico):
    Strasburgo, autostrada A35.
    Il mio amico viaggiava a 130 all’ora sulla corsia più a sinistra e si accorge che deve uscire quindi attraversa tutta l’autostrada e prende l’uscita praticamente su due ruote.
    Alla fine della corsia di decelerazione c’è un simpatico gendarme che lo ferma:
    “Monsieur, vous avez fait une manœuvre très dangereuse”
    Al che il mio amico con grande faccia tosta:
    “Mi dispiace, non capisco….”
    “Allora, le dicevo che lei ha eseguito una manovra molto pericolosa….”

    —Alex

  4. donna allo specchio ha detto:

    al supermarket con un’amica. diretro di me una signora che mi stava appiccicata e spingeva la mia roba. Ora, una della cose che non sopporto è la gente che ti si accolla addosso. Mi rende ancora più nevrastenica di quello che sono. dico alla mia amica in italiano, dopo che più volte l’avevo guardata male: “Certo che sta tipa qui non conosce il concetto di spazio vitale”. Lei sposta le sue compere. Io le dico in francese:”Merci” e lei mi risponde “Prego”

  5. any ha detto:

    har har!

  6. offender ha detto:

    A me capitò il contrario: in un locale sul lago di Como con una ragazza americana con la quale ovviamente colloquiavo in inglese, i vicini di tavolo si misero a parlare di noi credendoci entrambi stranieri. Fecero diversi commenti tra i quali quello che secondo loro lei era troppo gnocca per accompagnarsi a me ;-)

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