Mina

oca bene, ricordate il post di qualche giorno fa sul gioco dell’oca?

la storia sta prendendo forma e a me piacerebbe dedicare un pochino di spazio alla mia eroina anche su questo blogghino.

quindi ho deciso di scrivere un post speciale per lei.

la sua storia viene allungata seguendo le indicazioni di una carta che il webmaster del gioco: “l’oca”, scopre un giorno sì e uno no.

e ogni volta gli eroi hanno lo spazio di 420 battute per compiere la loro storia.

per cui ho deciso di pubblicare la storia che è accaduta fin qui e ogni due giorni, nei commenti a questo post, aggiungerò il pezzo nuovo.

mi piacerebbe molto sapere che ne pensate della storia, di come si svolge, se avete desideri sulle avventure da far vivere a Mina e se vi piace quello che combina.

chi vuole poi darle una mano a vincere il gioco, deve “diventarne seguace”, cosa che si fa andando sulla sua pagina e resistrandosi al sito.

insomma, metterò questo post nel blogroll e così spero di farvi conoscere questa bimba diventata grande ma ancora piccola che un pochino mi assomiglia e un pochino no.

buona lettura!

ecco la storia scritta fin qui, ogni pezzo è una carta scoperta.

Giorgio era il miglior amico di Mina, scimmia sapiente sopportava le sue pappine e il farsi portare ovunque. Quando Mina piangeva Giorgio la consolava e quando era Giorgio a farsi male era Mina che gli faceva una coccola. Quello che Mina invidiava al suo peluche era che lui non doveva andare all’asilo mentre lei era obbligata. L’asilo era un posto orribile, pieno di bambini, giocavano senza costrutto. Lo detestava.

“mamma, se domani ho la febbre, ci devo andare all’asilo?” “certo che no” La notte successiva Mina la passò sveglia, con Giorgio, pensando intensamente a come ammalarsi. Il giorno dopo era così spossata che la mamma sentì la fronte e sentenziò: “ma sei malata!” e non solo quella volta fu salva, ma da quel giorno in poi fu affidata alla vicina, che decise l’avrebbe tenuta con sé ogni mattina, mentre andava nei campi.

La prima mattina due mani ruvide e calde vennero a svegliarla e a vestirla. Santina, la vicina, era arrivata per portarla con sé. C´era da segare il fieno, giù, verso la Chiesa, e le due si avviarono sul barroccio, una alla guida e l´altra, con le ginocchia dondoloni, dietro. Mina non era mai stata sul barroccio prima e le sembrava di aver vinto una gita alle giostre. Si sentiva quasi in colpa per la troppa felicità.

Con Giorgio in braccio guardava scorrere la strada polverosa e pensava che non sarebbe stata piccola mai più. A Settembre sarebbe andata a scuola e da quel momento tutto sarebbe stato diverso. Sentì per la prima volta il passare del tempo, come lo scorrere dei sassi sotto ai suoi piedi. Per la prima volta in vita sua capì che cosa fosse la malinconia. Ebbe voglia di piangere. Giorgio era un po´triste anche lui.

Scacciò quei pensieri, era un giorno troppo bello. Guardava l´erba, il cielo, gli insetti e pensò al suo sogno: diventare una scienziata. Capire il mondo. Quando le chiedevano “Cosa vuoi fare da grande?” rispondeva “La scienziatapazza” tuttoattaccato. Come Archimede Pitagorico, come Amelia, un po´genio un po´strega. Aveva già qualche invenzione pronta: occhiali col laccio per galline e una colla ottenuta con la pece.

Pensò a quel giorno di sole sul barroccio, al suo essere stata piccola, con una scimmia per mano. Poi guardò la porta dell’aula dove avrebbe illustrato i risultati della sua ricerca: ce l’aveva fatta, aveva preso in braccio quella bambina e l’aveva accontentata. Era una scienziata, che guardava il mondo dal di dentro, con un microscopio e molta pazienza, alla ricerca delle cellule impazzite e del modo di fermarle.

Aveva passato notti insonni su quella relazione. Un solo errore e la sua reputazione sarebbe svanita. Respiró profondamente, aprí la porta, salutó e inizió a parlare. Una relazione breve, chiara e documentata. Uno dei professori si alzó: “Dottoressa ma é sicura di quello che dice? Questo cambia molte cose”. Sorrise e disse di sí. Lo dimostró con eleganza e decisione. “Ottimo” dissero. Ma niente fondi. Lo sa vero?

Tornó per un secondo bambina, vide di nuovo Giorgio, i campi, il sole e il suo ginocchio sbucciato. “Lo so, ma sento di poter andare avanti lo stesso, ho contattato un istituto di ricerca statunitense, sono molto interessati. Posso partire giá dalla prossima settimana se per voi va bene”. Giorgio sorrise. Non poteva fare altrimenti, era una scimmia sempre molto allegra e la sua bocca era cucita con del filo rosso.

Va bene dottoressa. Sa che non c’è bisogno che le ripeta la mia fiducia, disse il suo professore. la chiamava così: “dottoressa” come se non la conoscesse da dieci anni ormai e come se non le volesse bene come a una figlia. Farla partire era perderla ma che poteva fare? Mina lo sapeva. Ma sapeva anche che quello era il suo desiderio più grande. E lo stava reallizzando. E non vedeva l’ora di prendere quell’aereo.
Era il momento di fare le valigie. Cosa poteva riassumere una vita? Scelse di dare spazio a libri e vestiti, detestava andare per negozi: non voleva correre il rischio di dover provare pantaloni in camerini troppo stretti. Poi passó alle cose alle quali non poteva rinunciare. L´anello di sua nonna, gli orecchini della mamma. E poi vide Giorgio, un po´arruffato in un angolo. Lo prese, gli sorrise e lo mise in valigia.
L´aeroporto. Era pronta per il salto. Aveva salutato i genitori dall´altra parte del metal detector. Si era portata un libro che non avrebbe letto. Un SMS vibró nella tasca “buon viaggio cocca, ricordati che non sei sola, ti tengo per mano”. Ebbe voglia di piangere ma cercó di resistere. Non era sola, non si é mai soli quando si ha un amico per mano. Anche se sapeva che lo avrebbe rivisto dopo tanto, tantissimo tempo

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15 risposte a Mina

  1. Jane Cole ha detto:

    Mi piace moltissimo!!! Mi piacerebbe anche sapere, se è possibile, quali sono le carte che hanno ispirato ogni pezzo.

  2. lucia ha detto:

    giusto!
    allora, la prima carta è “amico” un amico fa qualcosa o entra soltanto in scena”
    la seconda: “speranza” domani è un altro giorno.
    la terza: “il mondo aperto”: l’eroe si apre a nuove possiblità
    la quarta: “attacco”: l’eroe subisce o porta un attacco; può attaccarlo un amico, un parente, un ricordo, un’emozione.
    la quinta: “sogno”: il più grande sogno dell’eroe viene ricordato, o sta per diventare realtà o si infrange.
    la sesta: “autoaffermazione”: l’eroe afferma se stesso.
    ecco qua.
    dalla prossima volta metterò anche la carta. ottima idea Jane!

  3. cugifà ha detto:

    QUESTA E’ PUBBLICITA’ TROPPO SLEALE!!
    :D :D :D :D
    COMUNQUE LA TUA STORIA è MOLTO BELLA!!!!

  4. Silvia ha detto:

    A me Mina piace un sacco.
    Devo dire che con l’ultima carta, in cui sposti la narrazione du Mina grande mi hai davvero conquistata definitivamente, semmai ce ne fosse stato ancora bisogno. Complimenti!!

  5. 4ngel0 ha detto:

    Questa storiella mi seNbra un po’ moscia…Sto aspettando il momento in cui:

    1) Mina comincia a drogarsi.

    2) Mina si dà al cinema HARD per pagarsi la ddjoga.

    3) Mina comincia a cantare tintarella di luna…

  6. Roberta ha detto:

    tu sai che io ti seguo, ma e’ bello poter leggere i tuoi aggiornamenti anche qui…mi piace la tua storia!
    PS=i miei seguaci scemano…:(

  7. lucia ha detto:

    bene! sono contenta che vi piaccia!
    per roberta: perchè non rispolverare l’albatros? fra l’altro a me manca molto!

  8. lucia ha detto:

    ecco la carta e il seguito della storia!
    carta: “l´eroe é disposto a rischiare qualcosa per ottenere qualcos´altro”.
    e ecco la storia.

    Aveva passato notti insonni su quella relazione. Un solo errore e la sua reputazione sarebbe svanita. Respiró profondamente, aprí la porta, salutó e inizió a parlare. Una relazione breve, chiara e documentata. Uno dei professori si alzó: “Dottoressa ma é sicura di quello che dice? Questo cambia molte cose”. Sorrise e disse di sí. Lo dimostró con eleganza e decisione. “Ottimo” dissero. Ma niente fondi. Lo sa vero?

  9. Roberta ha detto:

    lucia: ci pensero’…

  10. Roberta ha detto:

    ps=bella, quest’ultima parte…avvincente!

  11. lucia ha detto:

    eccoci qui alla carta dell´oca di oggi!
    la carta diceva “l´eroe si risolleva da una sconfitta”.
    e questo é il pezzettino di storia.

    Tornó per un secondo bambina, vide di nuovo Giorgio, i campi, il sole e il suo ginocchio sbucciato. “Lo so, ma sento di poter andare avanti lo stesso, ho contattato un istituto di ricerca statunitense, sono molto interessati. Posso partire giá dalla prossima settimana se per voi va bene”. Giorgio sorrise. Non poteva fare altrimenti, era una scimmia sempre molto allegra e la sua bocca era cucita con del filo rosso.


    comunque ho deciso di aggiungere questo pezzo e anche il precedente al corpo del post, cosí per leggere la storia non si deve saltibeccare in qua e in lá.
    ecco.
    :)

  12. lucia ha detto:

    ecco anche la carta di ieri, che ho scritto oggi perchè ieri non avevo tempo.
    :)
    la carta diceva: “l’eroe ha o manca un successo”.
    il testo lo trovate in fondo al post aggiornato per l’occasione.
    ciau!

  13. lucia ha detto:

    ecco la carta di oggi!
    “l´eroe é di fronte a una scelta”.
    il testo é in fondo al post.
    ciau!

  14. Simona ha detto:

    la storia è bellissima, ti ci rivedo un sacco, e un pochino mi ci vedo anch’io… :)

  15. lucia ha detto:

    di nuovo una carta, dice: “l´eroe é pronto a lasciarsi andare, qualcuno lo sosterrá”.
    :)
    il testo é nel corpo del post.
    se vi piace, sta Mina, fatemi sto regalo, votatela in quel benedetto sito, é praticamente ultima!
    :)

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