internazionalismo dell´arroganza

il mio adoratissimo  babbuth ha lavorato tutta la vita alle poste. ma come diceva lui “siccome so di essere scorbutico vado a lavorare in ufficio, che con la gente non ci so stare”.

putroppo il suo ragionamento non pare essere condiviso dalle sue colleghe, sia di itaGlia che di germaGna.

sto ancora aspettando il bonifico che mi sono fatta prima di natale (praticamente facevano prima a andare a piedi) perché per un cortocircuito spazio temporale dei soldi che escono dal MIO CONTO TEDESCO e entrano nel MIO CONTO ITALIANO sono stati durante il viaggio trasformati in FRANCHI SVIZZERI per un errore del sito online delle poste teteske.

invece di essere gratis mi é quindi costato 20 euro per trasformare gli euro in franchi svizzeri e POI i franchi svizzeri in euro.

(nota bene: mi hanno giá tolto dal conto i 20 euro della commissione e i soldi da trasferire, solo non sono ancora né arrivati in italia né reinseriti in germania, si devono essere innamorati di un portavalori a chiasso).

geniale…

insomma, queste peripezie mi hanno portato a entrare in contatto col mondo delle babbione delle poste tedesche, dopo quelle delle poste italiane.

in italia, mi brucia terribilmente ammetterlo ma é cosí, alle poste si fondono due aspetti terrificanti della vita moderna: da un lato il fatto che  non ti possano licenziare neanche se prendi a schiaffi la vecchina che viene a ritirare la pensione, dall´altro, con questa storia delle poste business le impiegate che prima mandavano raccomandate sono a gestire fondi di investimento, pensioni sostitutive, assicurazioni, buoni fruttiferi e quant´altro, senza avere né l´esperienza né la formazione di un qualsiasi impiegato di banca.

con la differenza che se vado in banca al servizio correntisti l´impiegato é al mio servizio, mi chiede come va, mi offre un caffé e mi fa sedere, prima di chiedermi qual é il problema.

se vado alle poste mi trovo davanti una frangia bionda, un trucco pensante e delle unghie da megera che mi trattano come una cretina.

sbuffano, scuotono la testa, si sentono distrubate dal fatto che proprio adesso, mentre lo smalto doveva asciugare, devono usare la tastiera per capire dove ho infilato i miei soldi.

tutto deve rientrare in una loro ottica precostituita dove non sono previste eccezioni, complicazioni, casi particolari.

“come mai ha un conto tedesco?”

“perché vivo lí”

“e allora che li ha mandati a fare qui?”

“….”

“e come mai li ha mandati in franchi svizzeri?”

“per un errore”

“allora deve contattare la germania, che c´entriamo noi?”

“non puó vedere se sono bloccati da qualche parte?”

“ma che dice??? le pare???”

“ah… mi scusi”

“eh, mi scusi… non sa le cose e chiede…”

in germania invece…

é identico.

stamani mi ha chiamato una tale olga tannenbaum che in un tedesco ultrarapido:
1) prima mi ha fatto il culo, senza neanche chiedere quale fosse il problema.
2) poi mi ha chiesto per quale diavolo di motivo li avevo chiesti in franchi svizzeri (in germania ho detto alle poste tedesche UN MESE FA che c´era stato un errore e loro lo avevano comunicato almeno venti volte con me allo sportello ogni volta di un grado di verde diverso).
3) alla mia sciocca domanda “parla inglese?” ha risposto fieramente NEIN!
4) alla mia preghiera di parlare piú lentamente ha sbuffato e poi ha ripreso tale e quale a prima.
io ho pensato di proporle un gemellaggio con la sua collega dalle unghie rosse di lucca.

insomma: oggi devo tornare alla posta (per la decima volta almeno) parlare con l´impiegato che segue la cosa e del quale ormai so i turni di lavoro, perché se per caso sbaglio impiegato poi devo riraccontare tutto l´ultimo mese (ovviamente non é negli uffici, é allo sportello e devo fare la fila con la gente che compra i francobolli per poi spiegare i cazzi miei con trenta persone dietro che aspettano giustamente di comprare altri francobolli) dichiarare che davvero li voglio in franchi svizzeri (attenzione: questo dato é ormai immodificabile, scritto sul fuoco: “tu li vorrai in franchi svizzeri!”) e poi mandare una dichiarazione giurata alla signorina tannenbaum che spero si sia nel frattempo asciugata le unghie.

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16 risposte a internazionalismo dell´arroganza

  1. crash ha detto:

    Lucia: ti devo fare i complimenti. Una bellissima ed attendibile descrizione. L’ho letta e riletta. E’ proprio così. Secondo me le persone (donna e/o uomo) che lavorano in posta si comportano quasi come costrette: sbuffano, si guardano in giro, ascoltano cosa avviene nell’altro sportello e partecipano alla discussione, raccolgono le clipses cadute, si continuano a “sistemare” il sedere sulla sedia, si tirano su le maniche dei maglioni transiberiani in ambiente con 23° di temperatura, hanno i capelli scompigliati, non usano un trucco decente, masticano – di norma – una gomma che non sa da niente……ma doopoooo…..a casaaa: si trasformano: li/le vedi passeggiare in centro con mocassini e pantaloni a tubo, giubbottino lucido e nero, sorridere…..sembrano persone rinate. Hanno mille interessi: tennis, calcetto, piscina, lavoretti per “arrotondare”, cene con i colleghi (al lavoro stanno con il coltello tra i denti, ma a tavola no !…). Una volta ho ascoltato la “consulente” che spiegava ad una persona anziana la “Mifid”…..pazzesco !!

  2. giovanni62 ha detto:

    dall’ultima osservazione crash mi sembri un/a collega…….
    vabbè…comunque questa storia del trasferimento mi ha fatto sorridere un po’…….grottesco ma vero.

  3. crash ha detto:

    …mi tengo aggiornato, Giovanni. Prima di firmare qualcosa è giusto capire perchè, ma sentire una persona che non sa spiegare nemmeno lei ciò per cui una persona deve porre una firma…è veramente il colmo.

  4. 4ngel0 ha detto:

    Secondo me i GuaDrini te li ha intercettati lo IOR, per punirti della tua miscredenza. Ora hai due possibilità:

    1) Lasci perdere, tanto erano due lire…

    2) Ti travesti da boss mafioso e ti presenti in vaticANO per ritirarli, non prima di aver lasciato un “obolo” e aver assicurato al santo padre il tuo impegno a FAVore dei valori cattolici.

    Oh…poi fai te eh!??

  5. arianna ha detto:

    Hehehehehehe ma sai che mentre leggevo, qui sola sul divano, a voce alta (ridendo) dicevo ” si si si é vero…..si si´in posta sono cosí….” perché é vero. Non importa dove, ma le/gli impiegati in posta sono proprio cosí :-)

  6. lucia ha detto:

    :)
    epilogo della storia: siccome non ce l’hanno fatta a farmeli arrivare in italia mi hanno detto che devo pagare i venti euro per farmeli RIADDEBITARE sul conto! mitici. pacherò venti euro di riscatto dei miei soldi…
    non ho parole…
    ben mi sta, la prossima volta altro che bonifico on line, spalloni di chiasso! :D

  7. Tommaso ha detto:

    Be’, io ho comprato uno spartito su internet: è arrivato in Italia (dalla Francia) a fine NOVEMBRE, l’SDA (il corriere delle Poste) mi ha cercato nel posto sbagliato, il pacco è stato bollato con “indirizzo inesistente” e messo in quarantena a Milano da dove adesso forse riparte alla volta del mittente che proverà a rispedirmelo. Con i pacchi internazionali possono permettersi di fare quello che gli pare perché non c’è modo di fare reclamo. O meglio, il mittente dovrebbe rivolgersi alla posta francese, che dovrebbe comunicare il problema alle Poste, che a quel punto se la dovrebbero prendere con l’SDA.

  8. coccobill ha detto:

    Ma lo scudo fiscale l’hai pagato? :) Forse è questo il problema, trattandosi di franchi sguizzeri tremonti pretende il suo obolo…

  9. marco ghibellino ha detto:

    allucinante ^__^ cmq ….. ho una storia anche io sulle poste ma poichè è lunghetta e mescola errori miei a errori delle poste + quelli di corriere privato + disorganizzazione di una associazione culturale la rimando a giorno più tranquillo

  10. Lilith ha detto:

    Non mi parlate delle poste…a me è arrivata perfino una raccomandata VUOTA!!! Una mia amica di Roma, mi aveva inviato un rossetto che qui non si trovava e per essere più sicura aveva fatto una raccomandata.
    Arrivato il postino ho firmato ignara la ricevuta…solo dopo mi sono accorta che la busta era stata aperta e trafugata del contenuto!! :-((((

  11. zundapp ha detto:

    dovresti incazzarti, dare pugni sul tavolo e chiedergli i danni. io alle poste non ci voglio neanche entrare, proprio per i motivi che hai elencato.

  12. paleomichi ha detto:

    Odio le poste. Mandai un pacco alla mia prof di Parigi il 28 dicembre del 2008. Pagai 37 euro per farlo arrivare in 5 giorni.

    Il suo indirizzo era nel centro di Parigi, (non Roccacannuccia, per capirci), sotto la Torre Eiffel.

    Dopo tre mesi (lei non aveva ricevuto niente) mi arriva un pacco dalla Spagna. Il mittente peró era l’ufficio postale di non so dove in Inghilterra. Era il mio pacco che é tornato a casa, passando per mezzo mondo. Alla fine gliel’ho portato a mano…

  13. giorgiorgio ha detto:

    oh santa madonnina…tutto il mondo è paese, ricevo conferme su conferme…

  14. Roberto ha detto:

    Lucia! Martedì ero a Dresda ho dovuto mandare in Italia uno scatolino di una spanna per una spanna; alle poste della Altmarktgalerie la donnina mi ha chiesto se volevo spedirlo come pacchetto o pacchettino (packet oder packchen). Stavo per mettermi a ridere, ma mi sono ricordato di essere in Germania; e ho scelto il pacchettino. E so che mi capisci :)

  15. nico ha detto:

    la soluzione è dire che se non risolvono il problema chiami i carabinieri (io lo faccio sempre anche quando non c’è nessun problema), vedrai che solerzia!
    N.

  16. Simona ha detto:

    esattamente lo stesso identico atteggiamento in francia!! è proprio vero che per certe cose tutto il mondo è paese!

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