lucettina va a scuola: il bruco caone

la storia di stamani non é una storia di quando lucettina tornava da scuola ma una storia di quando ci andava.

perché anche la mattina, spesso, specialmente nella buona stagione, capitava di andare a scuola a piedi e comunque si potevano vedere un sacco di cose belline.

e quando si incontrava qualcosa di straordinario, come per esempio un sasso particolarmente bello, un pezzo di legno artistico, dei ciclamini o delle violette, la destinataria dei nostri regali era la maestra.

la maestra Nada (che quindi a me faceva sempre pensare che era un po´famosa, perché si chiamava come la cantante) era la destinataria di tantissime nostre attenzioni.

come quella del bruco caone.

successe che una mattina, su un ramo di finocchio, trovammo due bruchi.

brucobellissimi, sembravano il bruco mela. erano quei bruchi verdi pistacchio enormi con le macchie arancioni,  come questo che ho “rubato” nella rete, che il dio del copirait mi perdoni.

li prendemmo, uno per uno, e con dei rametti di finocchio (per dar loro la merenda) li portammo alla maestra.

la maestra fece buon viso a cattivo gioco. almeno, a noi parse apprezzare molto il dono speciale.

le dicemmo che forse potevamo allevarlo in classe, e vedere che farfalla saltava fuori, da un bruco cosí grosso non doveva essere affatto male la “sorpresa”.

la maestra accettó. prese una specie di grande piatto di vetro dalle pareti alte e vi mise i bruchi con dentro il finocchio che avevamo portato.

dopo qualche ora, mentre lei spiegava forse Napoleone, forse la geografia del Piemonte, sentimmo una puzza terribile in classe.

immaginate una classe di venticinque demoni che inziano a gridare come ossessi e che cercano la sorgente del puzzo.

E che la trovano nei due bruchi innocenti.

Che avevano appena fatto due micro palline di cacca bianca.

Le povere bestie furono cacciate con ignominia, noi tornammo a casa con la coda fra le gambe e non si seppe mai che cosa sarebbero diventati.

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35 risposte a lucettina va a scuola: il bruco caone

  1. crash ha detto:

    …una volta ho portato in classe degli orbettini, sembravano delle piccole vipere, dentro a due vasetti di vetro: un odore micidiale, poi uno mi scivolò dentro lo scarico del lavandino….ancora adesso mi domando che fine avrà fatto…

  2. marco ghibellino ha detto:

    crash non credo fossero orbettini ma bisce del genere natrix , natrici dal collare per l’esattezza, sespaventate emettono un odore simile all’anidride solforosa ..le conosciute bombette puzzolenti..da piccolo anche marchino era una specie di mountain men stile “corvo rosso non avrai il mio scalpo”, portavo a casa di tutto serpi raganelle mantidi religiose e il babbo mi incoraggiava e da un lato li dipingeva dall’altro mi regalava libri sugli animali..bellissimo periodo.
    Lucettina aveva l’animo della naturalista dell’illuminismo ehehehe mi ricorda una donna meravigliosa Maria Sibylla Merian (Francoforte, 1647 – Amsterdam, 1717) una naturalista diventata pittrice per ritrarre gli animali che osservava
    http://www.forumtime.it/Forum/index.php?s=72b0d030b5769d0cbd40e0a2fd41809e&showtopic=2720&st=30

    un bel sito questo una carrellata di donne pittrici dal 1400 al 700

  3. crash ha detto:

    no…no…marchino, erano proprio orbettini. Li scovavo sotto le pietre, sembrava che dormissero, era facilissimo a prenderli, però….sapevano un odore…..tipo…hai presente quello delle cimici schiacciate?

  4. ADBlues ha detto:

    Anche la mia classe delle elementari sembrava uno zoo visto che di volta in volta portavamo a turno in classe un sacco di animaletti…

    La cosa più triste fu quando (in quarta mi pare) allevammo per mesi delle uova di rana che divennero girini e poi delle microscopiche ranocchiette.

    Peccato che non appena gli spuntarono le zampette vollero andare a visitare il mondo…. e finirono schiacciate per terra da una bidella particolarmente cieca che non le vide sul pavimento.
    Piangemmo tutti per almeno una settimana l’orribile morte delle nostre ranocchie! (Dado e Dada, visto che eravamo la sezione “D”)

    —Alex

    PS = Crash: hai capito adesso da dove proviene la leggenda del pitone nel water? :-)

  5. crash ha detto:

    ….ah..ah…ah..grande Alex, a parte che è successo realmente, non mi ricordo dove,….la scorsa estate, ho letto una notizia di un giornale che parlava di un ritrovamento nel bagno di casa di un pitone….e alla fine è stato pure catturato. Hai presente la scena……uno và in bagno, pensa di essere tranquillo….e all’improvviso si sente spingere dal basso…

  6. zauberei ha detto:

    Standing ovescio per la maestra nada per l’aplomb, che donna! che vocazione! Se penso a dei graziosi frugoletti che mi portano dei vermi – che te dici non so vermi e sono altresì colorati! mastica, dicemo noi a roma, per me rimangheno vermi – dico se penso a quei frugoletti penso anche a un bazooka:) E non si è manco arrampicata sul lampadario!

  7. lucia ha detto:

    non sono vermi, sono bruchi! :D (é importante! eheh)

  8. Jane Cole ha detto:

    Anch’io, come zauberei, ammiro l’aplomb della maestra Nada. Io, al suo posto, non sarei stata in grado di mantenere il self control ed avrei espresso tutto il mio disgusto, traumatizzando per sempre te ed il tuo compagnuccio.

  9. ADBlues ha detto:

    Non fanno più le maestre di una volta…
    La mia riusciva a convincere le lucertole a salirle sulla mano dove rimanevano buone buone a farsi carezzare la testa!!!

    Incredibile, no?

    —Alex

  10. jonuzza ha detto:

    fantastica la vita e la personalità di Sybille Merian, grazie Marco

  11. marco ghibellino ha detto:

    può essere crash ma a me il particolare dell’odore degli orbettini mi sfugge sò che erano fragilissimi si spezzano come le code delle lucertole, di nulla jonuzza se leggi quel sito da pag 1 noterai una cosa stranissima…le donne artiste del periodo 1400 1600 italiane sono quasi tutte del triangolo BO VE Ravenna …???? qualcosa nell’acqua? OGM? gghghghg

  12. stefafra ha detto:

    Ho avuto varie maestre (maestre incinte e traslochi…) durante i 5 anni di elementari. Con una particolarmente sclerata in terza, dire che non andavamo d’accordo è un eufemismo.
    Io da piccola adoravo i fossili, e le scale della nostra scuola, di costruzione littoria, erano di rosso ammonitico veronese, un marmo ricco in, lo dice il nome, ammoniti.
    Io facevo sù e giù dalle scale tutti i giorni da 2 anni e un po’, ammirando un bellissimo esemplare che levigato da decenni di scarpine e scarponi scolastici spiccava sul resto del marmo, era una meraviglia grande come un piattino e io mi sarei portata a casa volentieri tutto il lastrone.
    Si era all’inizio dell’anno scolastico con la nuova maestra, e salendo le scale affianco alla lei le faccio, tutta entusiasta “signora maestra, ha visto che bella ammonite c’è su quel gradino?”.
    La maestra manco guarda, mi da una pacchetta sulla testa e fa “sai che hai proprio tanta fantasia..” in tono condiscendente.
    Da quel giorno l’ho odiata, e ho cominciato a capire che gli adulti non erano infallibili e perfino le maestre potevano essere ignoranti.

    È stato un trauma per una personcina estremamente ligia alle autorità tutte come ero io, la carabinierina in erba.

  13. marco ghibellino ha detto:

    i maestri che meraviglia… ne ho avuti amabilissimi e odiosi ma gli odiosi li ho rimossi, c’era il maestro Fabbrini che arrivava a scuola ancora con gli stivaloni da pesca sempre in orario, ma era stato a pesca ghghg che soggetto , io ero hummm diciamo vivace va.. porello classi di trentacinque e passa diavoli

  14. crash ha detto:

    mah…Marco, forse parliamo di due specie diverse: gli orbettini che catturavo (per poi liberarli, tranne quello sfortunato che mi è scivolato nel buco del lavandino) non si spezzavano come …il tonno-rio-mare, e mi lasciavano un odore di freschino per giorni nelle mani…. Adesso che ci penso inoltre lasciavano anche alcune palline di escremento nei vasetti di vetro della marmellata (vuoti). Forse quelli che intendi tu sono i lombrichi, quelli effettivamante si spezzano facilmente e non sanno tanto odore.

  15. cugifà ha detto:

    il mifigliolo, cugi2ma, ha iniziato facendosi portare dalla nonna a scuola i lombrichi ( quelli grossi da pattume),.chiamati dalla maestra Gigetto il Lombrichetto

  16. stefafra ha detto:

    Ma gli orbetti e le lucertole se li acchiappi per la coda la perdono, e lo fanno apposta (autotomia). Hanno addirittura una zo
    In effetti gli orbetti sono lucertole, e non serpentelli come qualcuno pensa, e il nome latino fa capire quanto siano fragili : Anguis fragilis.
    Credo che Marco ci abbia provato e sia rimasto con la codina in mano e magari un po’ di senso di colpa.

    Tanto poi ricresce, è un trucchetto che li aiuta a sfuggire ai predatori: gli lasciano un pezzetto di coda e loro se la svignano.

  17. stefafra ha detto:

    Una riga mi è sparita a metà, era: hanno addirittura una zona “pretagliata” predisposta al distacco.

  18. lucia ha detto:

    bello arrivare a sera stravolta e trovare le vostre storie!
    è stata una lunga giornata e non sono stata presente, a parte la difesa dei bruchi dalla denominazione “vermi”. :)
    un bacio della buonanotte a tutti!
    zzzzzzzzzzzzzzzzzzzz

  19. marco ghibellino ha detto:

    difatti stefafra, avevo cercato di postare anche due foto di natrix e di anguis così si svelava se erano quelli ma il kataweb si è rifiutato di accettarle ho inviato ma nulla dopo 2 tentativi ho rinunciato^^

  20. lucia ha detto:

    sono prigioniera del bruco caone.
    cercheró di farmi viva in pausa pranzo!
    :)

  21. Lilith ha detto:

    Meno male che nessun mio alunno, mi ha mai portato vermi, “bài”, lombrichi, bruchi!!!! Ho una fobia pazzesca per questi animalini striscianti e molli!!!
    Invece posso tenere tranquillamente in mano scarafaggi, ragni, lucertole, tarantole, gechi, serpenti, pipistrelli (che adoro!) e ogni tipo di topo o ratto…Sò strana lo so! ;-)

  22. ADBlues ha detto:

    O che bruco grosso!

    —Alex

  23. crash ha detto:

    …..grande Alex….a proposito sapete cosa dice il millepiedi maschio alla femmina? “dai non fare la str…a, dimmi fra quale gambe ce l’hai!”

  24. donna allo specchio ha detto:

    grandi!! mi state facendo mori dal ridere!!

    Qui in Francia il mio nipotino doveva catturare delle formichine per un’esperimento in classe (ho pietà del poveretto che doveva catturare le vespe). Naturalmente sono i genitori che si sono dovuti dare da fare (cara grazie che non hanno chiest il mio aiuto).

    Se fosse capitato al mio ipotetico figliolo penso avrei inviato un bel biglietto rabbioso alla maestra facendo presente che HO LA FOBIA DEGL’INSETTI, tutti e che non è il caso che facciano fare ste cose.

    Ma non è la sola cosa che le scuole hanno chiesto.
    Ad una mia collega hanno chiesto di cucire un vestito da spagnola. E doveva farlo lei. E lei poverina ha passato notti ad imparare a cucire (questo è proprio amore materno). Se fosse capitato a me avrei barato: sarei andata dalla sarta e le avrei pagato il + splendido dei vestiti e l’avrei detto pure alla scuola.

    Non vedo perchè le scuole debbano rompere i coglioni a gente che lavora!!

  25. marco ghibellino ha detto:

    perchè negli altri paesi le scuole non sono parcheggi di pargoli ma luoghi di educazione e responsabilizzazione anche dei genitori , in italia se i pargoli si schiantano a 180 all’ora ubriachi dopo la discoteca è colpa della discoteca o a volte della strada, se fanno bullismo razzismo sessimo della scuola, mai dei genitori per carità

  26. donna allo specchio ha detto:

    scusa marco, ma non vedo come coll’obbligare i genitori ad andare a caccia d’insetti o a cucire un vestito si responsabilizzino i genitori, secondo me li si scocciano solo.

    E non ti parlo di me che ho le possibilità per pagare una sarta o il tempo eventualmente se volessi imparare a cucire (ma francamente manca la voglia, i lavori manuali e la sottoscritta siamo agli antipodi). Pënsa a quei poveracci come la mia collega con contratti a termine o con qualsiasi altro problema e costrette a fare le notti per cucire un cavolo di vestito.

    E se i genitori non hanno ne voglia, ne tempo per “responsabilizzarsi” deve pagare il pargolo?

  27. lucia ha detto:

    da figlia di maestra elementare che faceva le recite a scuola con i suoi alunni:
    i costumi li faceva o una mamma volontaria o in assenza di volontari erao così concepiti: calzamaglia e fruit della tinta somigliante al costume vero (esempio: cappuccetto rosso: calzamaglia rossa e fruit rossa, lupo calzamaglia marrone fruit marrone e così via).
    così con cinquemilalire tutti erano colorati e vestiti per la recita.
    :)

  28. donna allo specchio ha detto:

    cara lucia tua mamma è una grande!!!
    (ma questo l’avevo capito già anche prima di leggere il post su aristofane … :)

    io invece non avevo una mamma volontaria (mia mamma era piuttosto latitante), ma un istitutrice (seconda mamma) volontaria che è venuta su base volontaria a darci lezione di catechismo e tutti volevano venire con noi perchè arrivava a rendere divertente una cosa pallosa come il catechismo e la religione

  29. marco ghibellino ha detto:

    lo sapevo che si toccava il tasto dolente della “mamma italica ” ( sò le migliori del mondo come le mamme ebraiche di woodyalleniana memoria guai a criticarle) , il portare i genitori a volte , non credo che queste cose accadano tutti i giorni eh?.. , ad affiancare il figlio/a nel suo iter scolastico mi pare una scelta pedagogica seria ed azzeccata, è chiaro che la società attuale con i suoi problemi legati a lavoro spostamenti quadrature di bilanci crea non pochi ostacoli , ed è per questo che parlo di responsabilità ( educativa) dei genitori, se fosse facile sarebbero capaci tutti. Il pargolo paga infatti se il genitore non ha voglia ne tempo e se ne frega, ma qui si entra in un altro discorso e cioè , se i figli scocciano magari pensarci prima di farli no?

  30. donna allo specchio ha detto:

    ed infatti non ne ho di figli, e per quando ne avro trovero mezzi alternativi, (vedi pagare o chiedere a qualcuno che faccia lo “sporco lavoro”).

    In compenso ho dei nipoti acquisiti, figli della sorella del mio compagno e “scocciano” pure quelli, visto che tante volte il mio compagno (ed io di conseguenza) si è dovuto sorbire levatacce per accompagnare a scuola i pargoli e dei weekend a fare dei lavoretti manuali per aiutare la sorella che non aveva tempo, ma queste sono scelte sue che io rispetto.

    Trovo sia giusto responsabilizzare, ma non obbligare chi non puo o non vuole, senno la scuola diventa un peso tutti.

  31. marco ghibellino ha detto:

    trattare argomenti come questi, molto pregnati, via internet è sempre difficile , il fraintendimento , il personalizzare il credere che si parli di chi scrive o di chi legge è sempre in agguato mentre magari si fa un discorso su base più generale . Io sono fermamente convinto che essere genitori significhi dare una presenza ai figli, dimostrare nei fatti che si è accanto dando a volte appoggio, condivisione, aiuto e altre limiti di condotta e valori etici, purtroppo auuttualmente vedo ( parlando in generale) molto disinteresse, i genitori danno…oggetti,soldi sopratutto , parcheggiano il figlio alla tv , raramente vedo la ricerca di quel faticoso momento strappato ad altre incombenze per giocare o ascoltare i figli e questo ahimè lo vedo sopratutto nella mia generazione dei 40-cinquantenni

  32. donna allo specchio ha detto:

    c’è di tutto, io vedo quella ricerca di quel momento strappato ad altre incombenze in alcuni casi; in altri vedo quello che dici tu (bimbi parcheggiati).

    Ma vedo sopratutto una scuola esigente (privata, questo credo giochi), che ogni settimana almeno se ne esce con una richiesta nuova ai genitori e una cognata che fa a scarica barile sul fratello (e la cosa tocca anche me), ma siccome devo tacere per rispettare le loro scelte permettimi di personalizzare e di sfogarmi in questa sede

  33. biba ha detto:

    Però, devo dirvi che io, notoriamente negata per il cucito in quanto figlia mancina di madre abile ma poco disposta all’insegnamento, una volta ho fatto un costume da fantasma con pipistrelli e catene, ed ero orgogliosissima e mi sono anche dimolto divertita! Ma la maestra, a dire la verità, non aveva troppo apprezzato la catena, a mio parere elemento essenziale…

  34. marco ghibellino ha detto:

    ma certo DaS ( sta per donna allo specchio è lungo da digitare ^^ ), temevo solo tu ti fossi offesa e l’avessi preso come un attacco personale,ah queste maestre prive di humor , Biba, ! regalagli il “Fantasma dei canterville” di Oscar Wilde ghghg

  35. donna allo specchio ha detto:

    offesa? no e nemmeno data per intesa, anche se il riferimento alle mamme italiche mi è sembrato un po pesantino nonostante fosse evidente lo scherzo

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