out of hospital 3

stamani il raccontino parla dei bioritmi ospedalieri.

quando si torna dall’aver passato quattro giorni all’ospedale pare di essere stati a hong kong (ciao cla!) e di essere appena tornati con un jet-lag di sei, sette ore.

al friedrichstadt si viveva in uno strano modo, la mattina alle sette passava l’infermiera a sentire che tipo di tè si voleva e a chiedere di alzarsi per rifare il letto.

alle sette e mezzo colazione e visita tottore.

alle undici e mezzo-mezzogiorno pranzo dadaista.

alle sei-sette la cena altrettanto folle.

alle sette e mezzo luce spenta, le mie compagne cominciavano a sonnecchiare.

io un po’ rincoglionita dalla giornata resistevo un’altra oretta, ma poi alle otto e mezzo crollavo.

alle tre e mezzo il trattore bielorusso dava la sveglia.

mi svegliavo, mi mettevo le  cuffie e provavo a guardare la  piccola televisione che ogni lettino aveva in dotazione.

mi sono guardata tre puntate per notte del giudice amy

giudiceamy

(solo io mi ricordo di quando tyne daly era giovane?)

cagney-and-lacey

e altrettante delle sorelle mcleod, alle prese con mucche, cavalli e bonazzi col cappello da caboy.

mcleod

confesso, il fatto di non capire la totalità dei dialoghi non toglieva nulla alla tremenda pallosità degli episodi.

una volta a casa, ieri sera, alle nove avevo gli occhi dei bambini quando passa il mago sabbiolino e stamani alle cinque mi sarei messa a sistemare casa, se solo fossi riuscita a alzarmi.

piano piano tornerò al fuso orario di dresda.

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3 risposte a out of hospital 3

  1. ADBlues ha detto:

    Urki!
    Ma che ospedale da Business Class!
    Addirittura la TV personale…

    Chapeau!

    Come stai adesso? Passato il dolore forte?
    Sempre con la schiena come una tavola da surf oppure riesci a muoverti un po?

    Un abbraccione (senza stringere troppo!)

    —Alex

  2. rossella ha detto:

    gli orari sono gli stessi degli ospedali italiani, almeno al versilia e’ cosi.
    cena alle sei e mezzo e colazione alle 7 di mattina, e il cibo te lo raccomando. per fortuna che mi ero portata un po’ di viveri.
    pero’ almeno li parlano italiano.
    tanti auguri di buona guarigione e non ci tornare piu’ da gudrun che mica ha fatto un bel lavoro…..

  3. valeriascrive ha detto:

    stessa cosa gli ospedali in italia, almeno nella mia citta’.
    terribile.

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