una storia piccola

l´elenco delle trogolezze da mangiare mi ha fatto venire in mente una storia, eccola.

dedicata alla nipotina di giovanni, appena nata.

é la storia di un nonno e della sua nipotina.

 la nipotina andava spesso a dormire dai nonni, la casa dei nonni era un luogo sereno e noioso, perfetto per lei, riflessiva, pacata, silenziosa bimba tutta occhi e testa e mani e piedi lunghi e caccole immaginifiche.

la bimba amava il pomeriggio dei nonni, amava salire nel letto dove la nonna faceva il pisolino, costruire un fortino con i cuscini e lí leggere i vecchi numeri di “confidenze” una rivista della fine degli anni settanta, che la zia passava alla nonna una volta letta. la nonna ne teneva una cassetta sotto al lettino e la nipotina la leggeva sempre partendo dall´ultima pagina, con le avventure di bibí e bibó.

sentiva l´odore di ammoniaca che restava un pochino attaccata alla pelle della nonna, che aveva lavato la cucina di tutto punto dopo pranzo. sentiva la carbolina dei vestiti, l´acqua di colonia e il borotalco.

e si sentiva a casa. sicura, tranquilla nel suo fortino di cuscini.

e la sera guardavano un film, il nonno andava a letto presto, prestissimo, e non voleva essere disturbato. si portava dietro una bottiglia d´acqua minerale, uliveto o fiuggi, quando uliveto e fiuggi ancora erano amare e salate, e non c´era del piero.

andava via con la bottiglia e il berretto di lana. e per far ridere la nipotina sculettava, con la bottiglia in mano e il pigiama di flanella cantando “sono il mago zigo zago e mi infilo dentro l´ago!”

e la mattina il nonno si svegliava prestissimo, perché doveva andare a fare l´orto di chissá chi, e partiva, col motorino o con la bicicletta.

e piano piano, alle sei, svegliava la nipotina.

e quello era il loro momento. la nipotina, in camicia da notte, seguiva il nonno in cucina, si sedeva sulla sedia e prendeva due piatti, il pane, forchetta e coltello.

il nonno era distratto e diceva cose molto buffe, “passami l´accetta” invece de “la forchetta” e alla nipotina veniva da ridere, ma non poteva perché dovevano fare piano piano.

e il nonno allora metteva dei porri tagliati fini fini a sfrigolare sul fuoco, e quando erano appassiti ci tirava dentro due uova. e le rompeva un po´con la forchetta.

e poi se le metteva nel piatto. dandone un pochettino anche alla nipotina tutta testa e tutta occhi. che se li mangiava beata.

“buoni nonno!”

stt… fai piano che svegli nonna!

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17 risposte a una storia piccola

  1. giovanni62 ha detto:

    questo è un bellissimo regalo, grazie amica.

  2. giulietta ha detto:

    non c’entra niente…ma che si dice da te sulla questione dell’unesco, che vogliono togliere dresda dalla lista dei patrimoni dell’umanità???? Ciao Lú

  3. lucia ha detto:

    la toglieranno, sicuramente. per via dell´orribile ponte. credo che ci faró sú un post, nei prossimi giorni.
    in breve quello che mi scandalizza é “tanto i turisti vengono lo stesso”. come se essere patrimonio dell´umanitá servisse solo come bollino per turisti e non rappresentasse invece la responsabilitá di mantenere intatto il patrimonio di cui sei custode…
    che dire… chi é causa del suo mal pianga se SPESSO.

  4. 4ngel0 ha detto:

    Questo è lo stesso nonno che fumava il forte nella pipa? che spettacholo! Il problema sorgeva quando si svegliava la nonna, che preparava il caffèllatte alla n’ipotyna…

    P.S.
    Ma il ponte obrobrio è quello di fronte al Waldschloß?

  5. lucia ha detto:

    mi sa che sbagli nonno… nonno guido fumava il trinciato, ma per quello che ricordo io nelle sigarette, non nella pipa.
    e sí, l´obbrobrio é quello. imbecilli di dresdesi. :)

  6. lucia ha detto:

    dimenticavo: quando la nonna preparava il caffellatte alla nipotina la nipotina lo beveva felice senza battere ciglio.

  7. caterina71 ha detto:

    ciao lucia ..un saluto dolce..

  8. 4ngel0 ha detto:

    Si rollava sigarette con il trinciato forte? Che mito! Un pajo di volte ch’ho provato anch’io…ma essendo il trinciato attuale troppo secco e tagliato grosso le sigarette (o i sigaretti, per la precisione) tiravano malissimo…ci devo riprovare…ora m’hai fatto venire la voglia…ora cerco la busta del forte…mi sembra che sia, nella nuova verZione, più umido e tagliato finE!

    Latte e caffè dopo la frittatyna…ommamma! Scommetto che ti ci mangiavi dietro un bombolone ripieno della ormai miticha “Pasta Balena”!

  9. lucia ha detto:

    non lo so cosa fosse. lui lo chiamava solo “il trinciato”.
    e non era una frittatina, erano uova strapazzate ai porri. per la precisione si chiamavano “uova strascicate”. :D

  10. 4ngel0 ha detto:

    Ah…giusto…strascicate rende bene l’idea di come uno caMina dopo tale col’azione!

    P.S.
    Le cartine non ce l’ho…ma la pipa sta fumando col forte dRento!

  11. Simona ha detto:

    che bellissima storia..davvero dolce! :)

  12. crash ha detto:

    condivido il pensiero di Simona, una tenera storia…..colgo l’occasione per notare che spesso Simona mi “ruba” le parole di bocca. Un saluto a tutti.

  13. Cappuccino Kid ha detto:

    dolcissima storia… giusto in tempo per la buonanotte!
    Ciao!

  14. caterina71 ha detto:

    buongiorno lucia….

  15. Simona ha detto:

    :) ciao crash! mi fa davvero piacere..
    Un salutone!!!

  16. unarosadimaggio ha detto:

    I nonni: UNA GRANDE RISORSA.

    Che tenera questa storia.

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