botton d’oro

mi piacciono i ranuncoli. qui a farneta spuntano, sfrontati e teneri insieme tra i poggi pieni di erba da segare.

cinque petali delicatissimi, che non stanno quasi insieme, rotondi e naif.

la mia nonna li chiamava “le tazzine” oppure i “botton d’ oro”. se ne racconglievano a mazzi, insieme alle “manine di gesù”, (accidenti a ratzinger che mi rovina perfino i ricordi di infanzia, pagherà anche questa, il papaccio) e si andava verso casa sotto il sole.

ho rivisto delle vecchie foto, c’era anche la mia nonna, era grande, alta, una nonnona.

quando è morta era un uccellino magro magro. mi ha fatto giurare che non metterò mai il suo nome a mia figlia (Narcisa) che a lei non piaceva, né Narcisa né Genoveffa. e lei aveva tutti e due.e non ne sopportava nemmeno uno.

e qui a farneta ci sono un sacco di cose che ancora mi raccontano di lei. madonne varie in ordine sparso, che lei si premuniva di rifornire di fiori, le code degli agli nuovi nell’orto con le quali fare la pastasciutta di primavera, il gatto che non è più Grugri, ma che è uguale a Grugri, Melapuzza che ancora si ricorda la filastrocca che lei le aveva insegnato da aspettare paziente per avere un biscotto, e soprattutto me.

che le somiglio sempre di più.

al nonnuth che è la mamma del mammuth.

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Una risposta a botton d’oro

  1. Lilith ha detto:

    Mmmmhhh…stai diventando romantica…si vede che sei innamorata! ;-)

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