camicette (laissez moi danser!)

ieri ho stirato la riserva di camicette.

confesso, non amo stirare. e quando le porto d’inverno non le stiro, perchè le metto sotto i maglioni. furbina.

ma presto torno a casa, passando fra l’altro per l’ammerega (sarà devastante, parto di lunedì, lavoro martedì e mercoledì mattina e mercoledì pomeriggio riparto per arrivare giovedì, una roba da phileas fogg) sarà tiepido a casa, spero, avrò bisogno di camicette senza maglioni, e in ammerega anche, da mettere sotto il tailleur da guerra.

e così con santa pazienza e dalida allo stereo (non so perchè per stirare scelgo sempre dalida… mah…) mi sono messa a fare l’angelo del focolare.

stirare le camicette è un altro rito di avvicinamento alla primavera, è un modo per dire “sono pronta, tepore, arriva!”

quando ero una ragazzina al liceo la mia compagna di banco faticò non poco a convincermi che le camicette avevano i bottoni perchè così si poteva scegliere ampiezza e sfacciataggine della scollatura.

io le portavo serrate sotto il mento, tipo seminarista degli anni cinquanta.

poi in effetti ho visto che si possono portare anche più serenamente.

a parte quella volta che tornando dall’india disintegrati marci e sfatti yannick non sapeva come dirmi che era da un po’ che mi si era sbottonato il bottone “di non ritorno” e che non me ne ero accorta.

devo ricordarmi di dare una rinforzata alle asole.

ne ho stirate due bianche, che signora mia fanno sempre comodo, una nera che sfina e una rossa che mi garba.

ah, e una a righe.

mi sono mezza ammazzata arrotolandomi nel filo del ferro, ho sbavato acqua calda dappertutto, ma dalida allo stereo mi faceva dondolare come un orsona e mi sono divertita.

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7 risposte a camicette (laissez moi danser!)

  1. 4ngel0 ha detto:

    Video spettacolo! Dà prIciso il ritmo per affrontare un pomeriggio stirante (oltre che danzante).

    La camicia rossa? Garibaldina! non usa più!

    La camicia nera? Speriamo non riserva…

    A righe? Wertichaly oppure Horizzontaly?

    P.S.
    Bottone di “non ritorno” definizione MITICHA!

  2. Mana ha detto:

    In effetti stirare senza musica e’ roba da guantanamo, e complimenti per il parco camicette! Ma allora la prossima settimana sei dei nostri? L’ammerega ti aspetta…ah, poterti invitare qui a casa mia!

  3. ADBlues ha detto:

    Bada che fare un viaggio così corto non è poi così terribile come sembra.
    Infatti tutto va così veloce che non hai tempo di abituarti al fuso orario!

    Un paio di volte ho fatto anche io una toccata e fuga simile e francamente devo dire che ne sono uscito bene!

    Per il tiepido a casa suggerisco di non farci troppo affidamento… Qui (almeno ad est del Serravalle) il tempo fa veramente cagare…

    Quanto resti in Italia?

    —Alex

  4. emi ha detto:

    io ci sono cose che non metto mai perché dovrei stirarle. e non è un’esagerazione. Mai significa proprio mai. È che non so stirare.
    Qualcuno che mi adotti? posso mettere su la musica, di Dalida ho varia roba :))

  5. Irish Coffee ha detto:

    ecco ci devo provare
    magari con la musica e ballando mi vien più voglia
    e si in primavera lo stirare raddoppia, almeno per me
    ma alla stagione calda non voglio rinunciare
    quindi?
    ferro mio preparati… :)

  6. Andrea B ha detto:

    Stirare è un triste rito che ho iniziato a praticare in Svizzera avendo lasciato la casa materna dove un ferro lo ho visto solo in foto… L’unica per superare il momento catastrofico, è mettere su qualche telefilm al pc e guardarlo mentre stiro le infide camicie: all’inizio con la fortuna del principiante mi venivano meglio, oggi un pò una schifezza… Ma per fortuna i tedeschi e gli svizzeri non sembrano darsene pena…

  7. Felipe ha detto:

    “… stirare senza musica e’ roba da guantanamo”. Allora io mi devo ritenere un carceriere-o un detenuto, dipende dai punti di vista. Quelle poche volte che stiro preferisco rimanere informato su quello che accade nel mondo. In questi casi guardo o ascolto le notizie; la musica mi distrarrebbe troppo.

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