la trogolezza

de mauro: “Non ho trovato occorrenze per trogolezza.”

a lucca abbiamo questa stupenda parola. credo derivi dal truogolo del maiale, da cui “introgolare”, “trogolone”, e per l’appunto “trogolezza”.

il mio amico roberto, che è di palermo, e per di più scrive, scrive libri seri, mica blogghini, quando mi sente dire trogolezza ride come un matto e non capisce mai esattamente cosa voglio dire.

“che introgoli???” chiede una mamma al bimbo con le manine sporche di MOTA (quello sul de mauro c’è: “mò|ta s.f.  E tosc., fanghiglia appiccicosa e limacciosa”).

oppure “sei un trogolone!” se per mangiare si è sporcato tutta la maglia.

adesso vorrei raccontarvi la storia di una trogolezza speciale, una trogolezza misteriosa e magica, una trogolezza da bambini che ancora tiene per qualche filo uniti due grandi, una trogolezza che mi è stata raccontata ieri e che io adesso racconto a voi.

ve li ricordate gli anni ottanta, siamo stati quasi tutti bambini allora.

e l’estate giravamo con i pantaloncini corti di acetato, dai colori improbabili (i miei erano come la bandiera della germania, ne vogliamo parlare?) e i sandalini di plastica quelli che ti si tatuavano i piedi di sporcizia.

10_b.jpg

non lo so se davvero fossero vestiti così, diciamo che è probabile e tanto mi basta.

ma so che erano piccoli, che erano due, che erano amici e che lo sono ancora adesso.

e che spesso mi hanno parlato l’uno dell’altro con un suono particolare nella voce. come se per ognuno di loro, l’altro fosse una parte di segreti condivisi, di dubbi esplorati in due, di scoperte fatte insieme.

due amici. ecco. quello.

erano piccoli, erano due, erano maschi e erano in campagna. dove sono cresciuti, come me del resto.

quando l’estate cominciava con la prima crosta alle ginocchia, col primo “forone” in bicicletta, col primo giorno che siccome non andavi a scuola ti scordavi di lavarti i denti.

e quando la scuola era finita, e quando il pomeriggio i genitori dormivano e non volevano che tu facessi chiasso allora si cercava un amico, per giocare.

e loro si cercarono, come sempre.

e uno di loro aveva una scatola del piccolo chimico, e l’altro aveva voglia di introgolarci qualcosa.

e presero fango, vermi, erba e varie altre amenità e le mescolarono tutte insieme.

per fare cosa?

il petrolio.

anche a me alle elementari la maestra aveva detto che il petrolio si formava sotto terra, dove marcivano erbe e animali, e quindi capisco perfettamente. un’ottima idea.

soldi facili!

:)

poi si vede, sapendo che ci voleva del tempo, chiusero il barattolo.

e da allora, regolarmente, ogni qualche anno tornano a vedere se il petrolio è pronto.

per ora è a buon punto, mi dicono, anche se ancora va controllato.

sono diventati grandi, tutti e due, uno ha un figlio, l’altro la barba lunga.

non si sa mai, il petrolio ha bisogno di tempo ma loro hanno molta pazienza.

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18 risposte a la trogolezza

  1. Noachis ha detto:

    Che bella storia! auguro a tutti di avere un amicizia così speciale, di quelle che non finiscono mai, anche cascasse il mondo!

  2. Angelo ha detto:

    Bellisimi i sandali di gomma trasparente…chi non li ha mai avuti ai piedi scagli la prima pietra!

    Che tenero questo racconto…ma scusa un attimo…ma per fare il petrolio…invece di far marcire terra vermi ecc…ma non facevano prima a ripulire i sandali?

  3. lucia ha detto:

    misteri della scEnza.

  4. ADBlues ha detto:

    Scaglio la prima pietra.
    Io quei sandali non li ho mai potuti sopportare, assieme a quelli blu con gli occhi!

    —Alex

  5. Simona ha detto:

    ma è bellissimo!!! con questo post mi hai rallegrata per tutta la giornata..

  6. Angelo ha detto:

    @Alex: evidentemente il petrolio non t’interessava :). MA per quelli blu con gli occhi intendi le scarpette blu da prima elementare? Quella da indossare con la calza RIGOROSAMENTE bianca?

  7. ADBlues ha detto:

    Esatto!!!
    Con obbligo di calzino bianco traforato!

    I miei hanno provato a comprarmeli (entrambi; quelli di plastica e quelli “con gli occhi”) ma non sono riusciti a farmeli mai indossare!

    —Alex

  8. Bianca-hamburg ha detto:

    Che carino…e quanti ricordi riaffiorano qui seduta davanti al pc in un paese straniero. Anche io avevo la mia personale “trogolezza”: scrivere sul muretto con il latte che usciva dalle foglie di fico. Ci si impiegava un’eternita’ a finire una frase :-)

  9. zundapp ha detto:

    che bello.
    Nell’85, anno della maturità, dopo aver visto Fandango (il film) io e altri tre dementi abbiamo nascosto una boccia di prosecco qui in appennino, in un posto che non so se riuscirei a ritrovare. Per quello che ne so io è ancora lì. (non so perchè te lo racconto ma la storia di amicizia anni 80 mi ha fatto venire in mente questo episodio…).
    PS tra un pò scongelo, devo ritrovare la spinta…

  10. lucia ha detto:

    forza zundappino! accendi il phon e sciogli il ghiaccio! :)
    la curva è in ansia!

  11. Andrea B ha detto:

    Credo di aver nascosto qualcosa da qualche parte… Ma non mi ricordo cosa nè dove… Ma forse è meglio…

  12. Trogolezza e introgolare mi piacciono così tanto che li sto importando qui a Napoli. E vaiiiii…..

  13. roberto alajmo ha detto:

    Molto bello, come sono spesso le cose tue. Un abbraccio

  14. lucia ha detto:

    red cheeks! :)

  15. Fabio ha detto:

    Sono quello con il bambino, il tipo con la barba ha tralasciato il fatto che questa cosa periodicamente cambia colore e su per giù li ha girati tutti.
    Nessuno ha il coraggio di aprire questa cosa, dove forse c’è un simpatico mondo parallelo dentro che ingenuamente abbiamo creato io e il tipo barbuto (la barba ce l’ho pure io).
    E’ bello rivedere dopo tanto tempo parte della propria storia passata, ma che dire, Lucia la mia storia la sa bene e con lei ne ho vissuta tanta, e quindi è un onore ogni tanto apparire nel suo blog!

  16. lucia ha detto:

    ah, caro il mio cugifá…
    se proprio vuoi ne avrei un sacco da raccontare…
    potremmo creare una rubrica settimanale “le avventure di fabietto e lucettina”.
    ho giá in mente i primi capitoli:
    1) gli stivali di nonna ida (brutta merda!)
    2) dolce e gabbana (ti dico solo una parolina… Barbie… ti dice nulla?)
    3) quando il portafoglio camminava (e noi si schiantava da ridere nella cinquecento di ziaurora)
    4) di chi sono questi piedi?
    che ne dici?
    vado?
    :)
    (sono seria!)

  17. lucia ha detto:

    ovviamente tralascio “cortina d´ampezzo 1984” perché sono una signorina dabbene.
    ma “le avventure svizzere” invece potrebbero andare. sempre che il mi´fratello non ci denunci, te per maltrattamenti me per diffamazione…
    :)

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