andrea e la prof di inglese

orbene.

ho incontrato su faccia libro un sacco di gente che era in classe mia quando ero ggggiovane.

avete presente quando si stappano le orecchie alla fine di una montagna, che non ricordavate più che si erano tappate ma quando succede sembra che non avevate mai sentito così bene?

faccia libro mi sta facendo lo stesso effetto.

ricordo cose che non mi pareva di aver vissuto, rido come una pazza risentendo i vecchi amici, e uno di loro stamani mi ha ricordato la professoressa di inglese che terrorizzava tutti ma soprattutto lui.

e allora ho deciso di raccontarvelo. ma prima di parlarvi di lei mi diverto un pochino a parlarvi di lui.

andrea B era uno dei pochi, pochissimi, maschi di classe mia.

una classe di quattro maschi e diciannove femmine. colpa presumibilmente del fatto che fosse uno scEntifico sperimentale linguistico.

i poveri maschi erano ovviamente sormontati da noialtre arpie e sopravvivevano come potevano, facendo quadrato, aiutandosi a vicenda e soprattutto devastandosi dagli scherzi terrificanti.

due avevano lo stesso nome.

andrea.

andrea S si divertiva a fare scherzi da prete a andrea B, che era timido, remissivo e pacifico e anche sfortunatissimo. della serie, se tutti facevamo un casino della madonna e lui se ne stava buono buonissimo tutto il tempo, il professore di filosofia entrava in classe nel momento preciso in cui andrea B diceva a voce alta la prima parolaccia della sua vita.

andrea S era crudele con andrea B: gli mangiava sempre la banana che si portava per merenda, gli nascondeva l’astuccio con tutte le penne, gli appendeva la cartella fuori dalla finestra, gli faceva trovare il banchino girato dalla parte sbagliata e altre cosine divertenti. andrea B diventava paonazzo e incassava in silenzio e con santa pazienza.

solo una volta andrea B scoppiò. e tutti ce la ricordiamo come “la volta della banana”.

era la duecentomiliardesima volta che andrea S gli mangiava la banana. e, se ricordo bene (andrea S e andrea B, correggetemi se sbaglio) andrea B per sicurezza aveva perfino incominciato a portarsene dietro due.

andrea S prese la banana di riserva, l’aprì, le diede un  morso e la richiuse con attenzione.

andrea B prese la banana poco prima di ricreazione per essere sicuro di mangiarla.

e si accorse del morso.

divenne  rosso rossissimo.

gli si allungarono i canini, gli si iniettarono di sangue gli occhi, gli si rizzarono i capelli e si girò verso il banchino di andrea S sibilando:

“ti piace la banana? eccotela!”

e  la spalmò interamente sul banchino di andrea S che era piegato in due dalle risate e non sapeva come frenarsi.

fu la vendetta della banana, da allora credo che andrea S non abbia più osato mangiargliela.

andrea B aveva un particolare timore reverenziale per tutti i professori, timore anche del tutto infondato perchè era bravo e intelligente, non si è mai beccato una materia, aveva buoni voti e se la cavava bene in generale.

ma fra tutti i professori…

lei…

lei era la sua kriptonite.

e ne aveva ben donde.

tutti noi la temevamo.

anche io.

lei era la nostra professoressa di inglese.

per tutti e cinque gli anni del liceo.

arsenico-e-vecchi-merletti.jpg

lei aveva il colletto di pizzo, un caschetto nero con la frangetta e le camicette da signora di londra che ti invita per il tè e ci mette l’arsenico.

lei amava l’inglese.

e sia io che tutti gli altri dobbiamo ammetterlo:

se lo sappiamo, se lo sappiamo tutti bene, lo dobbiamo a lei.

al cieco terrore che ci incuteva quando diceva “bene, interroghiamo…”

al sadico metodo di ordinare i compiti in ordine di voto: dal dieci di “alida… very good… ten” al due del malcapitato di turno.

anche io.

io arrivai dalle medie in condizioni terrificanti.

non solo non sapevo il necessario per affrontare la prima liceo, ma commettevo degli errori agghiaccianti.

dopo un tre e mezzo che mi aveva stroncato le gambe mi chiamò da parte nel corridoio al cambio dell’ora.

“lucia, questo è un libro di grammatica con gli esercizi, parallelamente a quello che facciamo in classe voglio che tu mi faccia dieci esercizi al giorno da questo libro, poi me li porti a correggere”.

lo feci. li corresse. e mi addrizzò.

quando interrogava era così contenta di quello che ci aveva insegnato e che sapevamo che non smetteva mai. interrogava su tutto il programma, per ore e ore. se non finiva chiedeva alla professoressa dell’ora dopo se poteva portarci via per un pochino e continuavamo nel corridoio.

ci diceva “ragazzi studiate shakespeare, perchè non è che senza non si viva, ma con shakespeare si vive meglio”.

insomma, adesso tutti la ricordiamo con affetto.

ma all’epoca ne avevamo il cieco terrore.

e di tutti noi, andrea era il più terrorizzato.

andrea B la temeva in un modo quasi irrazionale.

e ovviamente tutti lo sapevamo e era insieme fonte di preoccupazione e divertimento.

andrea S che tanto lo angariava con le storie della banana e degli scherzi lo proteggeva come un fratello.

avevamo un’ora di narrativa inglese alla settimana (avevamo 4 ore di inglese, in quinta così divise: una di narrativa, una di lettorato, due di letteratura) e leggevamo ogni anno un paio di classici della letteratura.

in quel periodo avevamo “a man for all season” su thomas more. il libro era a personaggi e lei sceglieva chi doveva leggere e impersonare uno dei protagonisti.

lei entrava, posava i libri sulla cattedra.

“well…

let’s take the book.

who reads… 

andrea?”

e andrea S diceva subito: “ok!”

e iniziava a leggere prima che la prof potesse dire che voleva l’ALTRO andrea.

allora la prof svelta…

well… and who is Norton?… Bechelli!”

e questa frase, “Bechelli is Norton”  divenne il tormentone di tutta la quinta.

se non ricordo male Cristian ci fece anche una canzoncina dopo la maturità. (terzo maschio di classe mia).

una volta, mentre spiegava alexander pope vide una vespa entrare in aula.

non smise di spiegare. chiuse il registro. si alzò dalla cattedra e schiacciò la vespa col registro chiuso, la buttò nel cestino e si mise a sedere di nuovo. senza battere ciglio, senza perdere il filo del discorso, senza fermarsi un secondo.

quella era letteratura, e certo una vespa non avrebbe disturbato il flusso dei suoi pensieri.

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31 risposte a andrea e la prof di inglese

  1. Mana ha detto:

    Anch’io linguistico sperimentale, e anch’io Thomas More. Posseduta dal demone british, all’interrogazione dissi con nonchalance che More era l’autore della famosa IUTOPAIA, al secolo Utopia…e infatti poi inglese alla maturita’ l’ho portato allo scritto!!

  2. lucia ha detto:

    sto ridendo come una matta sulla iutopaia. :D
    buongiorno buonanotte mitica mana!!!

  3. ADBlues ha detto:

    Beh, allora siete in buona compagnia visto che il sottoscritto ha dichiarato un lunedì mattina di aver passato la domenica a VAIAREGGIO !

    —Alex

  4. lucia ha detto:

    consolati. un amico di mia nonna diceva viCareggio perchè pensava che viareggio fosse un toscanismo senza la C!
    :D

  5. Andrea B ha detto:

    I ricordi di scuola sono una cosa bella, soprattutto perchè oggi ci ridiamo benevoli… Ma allora, che tragedie disumane! Ricordo quella volta che andai fuori dalla classe per un bel pò preda di qualche pensiero adolescenziale, e rientrai in piena tragedia: il mio compagno di banco, interrogato in latino, rosso porpora in volto mi fulminò perchè non ero rimasto dentro a suggerire… Giusto in tempo per sentirgli coniare neologismi come “potum” per il verbo potere… La sua interpretazione cabarettistica rimase storica, quasi come lo schiacciatesta fatto con i vocabolari…

    P.S.: Non sono quell’Andrea B :-)

  6. lucia ha detto:

    ci pensavo mentre lo scrivevo, che ci poteva essere confusione per l’omonimia, ma confidavo nella tua precisazione! :)

  7. Andrea B ha detto:

    Molti mi odiano perchè preciso troppo e sempre… Non odiarmi anche tu… :-)

  8. lucia ha detto:

    no no!
    figurati! te l’ho detto, ci speravo.
    e poi su codesto blogghino… figurati! non ho ancora impeciato e impiumato alex e angelo, gli altri sono salvi! eheheheheh!

  9. Andrea B ha detto:

    Scusa l’OT, ma adoro la parola codesto, reminiscenza di quel paio di Natali toscani a giocare a briscola con le bellissime carte regionali… Tempi lontani, ma vivi…

  10. lucia ha detto:

    ma codesto è ITALIANO!!!
    :D
    solo che si usa correttamente solo in toscana.
    copioncollo da wiki che faccio prima:
    * questo (-a, -i, -e) indica qualcuno o qualcosa vicino a chi parla
    * codesto (-a, -i, -e) indica qualcuno o qualcosa vicino a chi ascolta
    * quello (-a, quei, quelle) indica qualcuno o qualcosa lontano da chi parla e da chi ascolta.
    firmato:
    Lucia la pignola!
    ps: come del resto “costì” che indica il luogo vicino alla persona con la quale parliamo e nello stesso tempo lontano da noi.
    e che si usa se non sbaglio solo qui, ma esiste!
    siam precisi…

  11. Andrea B ha detto:

    E infatti, se vieni dalla mie parti, si preferisce indifferentemente chest’… Siamo assai concisi nelle nostre parole, tagliando a destra e manca… :-)

    Grazie però perchè il suono di codesto e costì, pronunciato con l’accento giusto, mi riporta felicemente indietro…

  12. ADBlues ha detto:

    Ringrazio vivamente per lo scampato impiumaggio! :-)

    —Alex

  13. Angelo ha detto:

    Oggi il tuo compagno sarebbe stato denunciato per BULLISMO! Come sono cambiati i tempi. Noi ci divertivamo a mangiare il salame dalle colazioni ed a sostituirlo con delle fette di carta untate ed appositamente disegnate come fette di salame. Che bei teNpi!

    E poi…deve essere una costante. Più i prof delle superiori sono odiati e più te li ricordi con affetto. Io ricordo il mio di matematica, una vera jena…Una volta dette due a tutta la classe.
    Purtoppo è morto, e devo dire che quando lo seppi mi dispiacque molto.

    Ma torniamo a noi…Sulla base di cosa dovrei essere impeciato ed impiumato? Io! Che sono sempre così educato e corretto! E poi! Almeno usa la melassa…per lo meno è dolce…

    Sul codesto lucia ha raGGGione da vendere. Codesto è italianissimo, così come dOventare. Provate a prendere un testo di metà ottocento. Che per caso non è italiano quello?

  14. lucia ha detto:

    un testo di metà ottocento immagino contenga locuzoni quattrocentesche…

    Lucia la dadaista

  15. Andrea B ha detto:

    Costì si vola alto in una domenica giusto dopo la pennica orizzontale…

  16. Angelo ha detto:

    e poffarbacco!

    A proposito di termini “desueti”…il libro dell’Artusi è sempre fonte di grande soddisfazione…Oggi l’occhio mi è caduto sulla ricetta CIGNALE alla dolce-forte.

  17. O belliniiii, e il Talismano della Felicità o che v’ha fatto? No perchè Il segreto della dama non è un nome molto più bello ed aulico del prosaicissimo e volgare salame di cioccolata?

  18. gianlu ha detto:

    :-))
    Che ridere,
    io ne avrei tantissimi ma ti racconto il mio preferito
    Un giorno in classe lettura de I sepolcri del foscolo. Un mio compagno di classe “romaneschissimo” non ne prendeva una.
    Ma il boato (professoressa arpia d’italiano compresa) avvenne alla lettura della seguente frase:
    E vedea larve guerrier cercare la pRugna,

    Abbiamo dovuto abbandonare la lezione (mancavano solo cinque minuti per la verità) per manifesta ilarità.

  19. lucia ha detto:

    la più divertente di classe mia secondo me resta una traduzione di “une lumière pale” (una pallida luce, per i non francofoni) con “un palo della luce”.

  20. Alienor ha detto:

    Was she Mrs. Shortsteps?

  21. il mammuth ha detto:

    meno male che io non ho avuto così paura quando mi hai fatto la prima lezione di computer, però la tua prof mi ha fatto venire alla mente Gigi: prima un po’ di terrore poi, da tutti i figli, tanto amore! Così è la vita seguire ciò che sembra giusto poi…aspettare (se ci saranno) i frutti.
    baci!

  22. lucia ha detto:

    propongo un applauso per l’esercizio di informatica del mammuth! :D

  23. Simona ha detto:

    ..anche se in ritardo, applaudo all’esercizio informatico della tua mammuth :)
    smacche!!

  24. ADBlues ha detto:

    Applauso!!!

    —Alex

  25. Andrea B. ha detto:

    Oh buon Dio, nel giro di due o tre giorni hai trasformato una mia semplice richiesta (-perchè non scrivi qualcosa sulla Cortopassi?- che colgo l’occasione e saluto calorosamente) in un brano veramente bello. Si, ho riso, ho riso a crepapelle (da solo, di fronte al monitor, immagina), ho riso di quei momenti che, tu ci creda o no, mi ero quasi dimenticato. Infatti non saprei dirti se portavo due banane, a questo punto può esserci d’aiuto solo il buon Andrea S. E forse sono molte le cose che non ricordo. Però ricordo che in classe, assieme ad alcune persone di cui non sento e mai sentirò la mancanza, ne avevo altre veramente uniche e che hanno reso i miei 5 anni da incubo, un ricordo dolcissimo. Te, Andrea, Cristian e altre che adesso non sto a scrivere.
    Grazie per il pezzo che hai scritto, mi ha riportato indietro…

  26. Andrea B ha detto:

    Che flash: ho visto il commento e ho pensato di aver commentato e dimenticato… Meno male che il punto finale (e il contenuto del commento) mi ha salvato dal momento di crollo dell’autostima! :-)

  27. Silvia Frediani ha detto:

    Oh Lucia….
    Che effetto che mi ha fatto rileggere questa storia!
    Come pure il fatto di aver ritrovato vecchi compagni ha davvero riportato in superficie ricordi sopiti da tempo.
    La storia della banana… che ricordo vagamente, ma quella della vespa!! Oddio, mi sembra ancora di essere là!! Eravamo nel laboratorio di fisica o chimica, perché stavano facendo dei lavori alla classe, quelle aulette a piano terrà con le pareti di cartongesso… e la povera vespa…. che distraeva tutta la classe, la prof. che ha continuato a spiegare con il libro (mi sa che era il libro sai?) in mano camminando tra i banchi… avvicinandosi con cadenza regolare alla malcapitata e poi poi SBANG! Credo che ne abbiamo riso per mesi, soprattutto con Andrea S.
    Va beh… Io comunque quel periodo lo ricordo ancora con tantissimo affetto… e anche i compagni di classe… anche se ci siamo persi di vista, anche se non ci siamo più sentiti… mi fa un effetto così buffo e oltremodo bello avervi ritrovato su questo facebook…

  28. Andrea S. ha detto:

    …le banane erano due!!!!!!!!!!

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