per carità date aria a quel partito

non posso farne a meno. mi ero ripromessa di tenermi per un po’ lontano dalle beghe del pd e del “cazzo io ve l’avevo detto”.

ma non ce la faccio, la politica, anche “locale” è stata per anni la grande passione della mia vita. smettere è stata una sconfitta che mi pesa ancora e che ancora mi addolora.

copio e incollo interamente Ezio Mauro.

Senza indulgenze

di EZIO MAURO


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La richiesta d’arresto di un deputato in Basilicata, per presunte tangenti legate al petrolio, l’arresto del sindaco di Pescara per il sospetto di tangenti sugli appalti. Dopo i casi di Napoli e Firenze, sul Pd l’onda giudiziaria cresce e anche se bisogna ripetere come sempre che dobbiamo attendere i risultati dell’inchiesta prima di formulare giudizi, questo è il momento di afferrare quel partito per i capelli, prima che affondi.

Nessuno può pensare, onestamente, che il Pd sia un rifugio di faccendieri. Ma non c’è alcun dubbio che se nel Paese il problema della corruzione è riesploso, nel confine critico tra la politica e gli affari, i Democratici si mostrano oggi vulnerabili e permeabili al malcostume nella loro periferia assessorile, mentre le speranze e le attese che accompagnarono la nascita del Pd erano ben diverse.

Scricchiolano entrambi gli elementi della coppia con cui il Pd presentò la sua novità: la moralità pubblica, l’innovazione politica. È difficile infatti non legare le notizie che arrivano dalle Procure con la débacle elettorale in Abruzzo, e soprattutto con l’astensionismo di sinistra che l’ha preparata, dando spazio solo a Di Pietro, ambiguo alleato-concorrente.

L’unico rimedio è uno strappo di innovazione che faccia piazza pulita di vecchi apparati e di metodi ancora più vecchi, renda il partito trasparente, contendibile e aperto a forze davvero nuove nella società, col rischio necessario del ricambio. Per fare questo, serve una classe dirigente coraggiosa e consapevole del pericolo mortale che corre, perché indulgenze e ritardi oggi – quando il Paese in crisi avrebbe bisogno di un pensiero e di una politica davvero alternativi alla destra – sono peggio che errori: sono colpe.

 

ha ragione.

da vendere.

è ora di un atto di coraggio, è ora di liberarsi di certi personaggi, è ora di dire basta al ricatto del “senza di me non vincete”. a livello locale e a livello nazionale.

tanto “con loro” non vincerete lo stesso.

e in più finirete con l’insozzare una bandiera, quella della diversità morale della sinistra, che una volta insozzata non si lava più.

se davvero finirete con generare nel paese l’idea definitiva del “sono tutti uguali” io non ve lo perdonerò mai.

affrancatevi da certa gente. da certi metodi, da certe stanze.

non guardate all’ immediato, non agite solo col pensiero rivolto all’emergenza del momento.

cercate di guadagnare in prospettiva, in campo visivo.

fate respirare quel partito che vi siete presi.

aprite le finestre.

iniziate a invitare un po’ di loschi figuri a uscire, e fate entrare aria nuova, metodi nuovi, facce pulite.

altrimenti niente avrà senso più.

e non so neanche se siete in tempo a dire il vero.

e questo mi addolora.

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21 risposte a per carità date aria a quel partito

  1. Gianluca ha detto:

    O Lucia cara…parole sante…ma il problema sta tutto nella storia di quel partito che era anche tuo. I nomi li leggi? I profili e le storie personali dei coinvolti li vedi? Come è stata formata la classe dirgente del PD? Su quali principi etico-morali? Cosa intendono per riformismo? Le riforme moltiplica enti? L’urbanistica del mattone? Chi ha trattato con Rapisarda a Firenze, come se fosse un verginello? Chi ha gestito affaire rifiuti e global service a Napoli? E Del Turco? C’è un cancro nel PD? Può essere. Ma le prime metastasi partono dalla storia dei partiti che lo hanno formato. Il problema è che il PD è ancora poco un qualcosa di diverso dalla sommatoria dei vecchi gruppi dirigenti. In particolare a livello nazionale. Ho scritto una nota di Foa su FB. Se ne hai voglia dacci un’occhiata.

  2. ADBlues ha detto:

    Tutto sacrosanto e vero.

    Comunque ho notato una certa ricorrenza, a dir poco “strana”: tutte le volte che il berlusca vuole mettere mano alla riforma della giustizia c’è una raffica di arresti ed avvisi di garanzia verso esponenti del PD (o dei DS, insomma, a sinistra).

    Strano, eh?

    —Alex

  3. lucia ha detto:

    il problema é che mi veniva detto che prendevate questo partito per cambiarlo. e io temevo che fosse invece solo un modo per mantenerne i meccanismi peggiori.
    fatemi cambiare idea per favore…
    un bacio grande.
    stasera la vengo a leggere.

  4. luisa ha detto:

    a me sembra che l’assenza di cambiamento si notasse già da un bel po’ di tempo, da quando si parla parla ma poi certe primarie non si sono fatte, scegliendo persone assolutamente coi vecchi metodi, o sono state condotte in un certo modo.
    Io alle ultime elezioni ero all’estero, con gran dispiacere non sono riuscita a tornare e quindi non ho votato. Ma devo dire che a questo punto sono contenta di non aver contribuito a pompare ulteriormente l’ego smisurato di Veltroni (il risultato sarebbe stato solo quello, ahimè).
    Sto perdendo le speranze che possano mai capire. E allora sì, c’è dolo, e grosso.

  5. Tiziana ha detto:

    Hai perfettamente ragione, carissima Lucia.
    Ma sapessi quanto è difficile aprire le finestre. Ci provi e ci provi, e trovi le maniglie bloccate. L’unica soluzione sarebbe sfondare i vetri….

  6. marino ha detto:

    ci sono un mare di problemi, terribilmente complicati, da affrontare e mi pare che siamo molto lontani dal volerlo fare.
    Mi limito ad indicarne uno, essenziale, il “professionismo politico”. E’ il più grosso ostacolo oggi esistente per il cambiamento.
    Riguarda tutti coloro che, sino ad oggi, sono vissuti solo di “politica” sono esperti, molto spesso bravi a navigare nelle istituzioni, a fare accordi a stabilire relazioni, sono in maggior parte persone serie e oneste, sono senza altra scelta “professionale” se escono dalla politica ed hanno per lo più un’età in cui non è facile ricollocarsi in un’attività lavorativa diversa. Hanno in mano gli aspetti organizzativi del partito, senza di loro non si fanno, o se si fanno non si vincono, primarie o ricambi generazionali né di contenuti politici.
    Hanno alcuni difetti grandi.
    Bloccano il cambiamento, se non lo facessero sarebbero sostituiti.
    Sono alquanto distanti dalla vita e dal modo di sentire della popolazione “comune”. Per questo finiscono spesso per parlare solo a se stessi. Anche quando si occupano dei problemi del paese, sembrano farlo con logiche e linguaggi che guardano agli equilibri politici, non al mondo. Non sanno comunicare una nuova visione delle cose, non sanno suscitare speranza, entusiasmo, fiducia in un futuro prossimo e conseguibile. In epoca d’incertezze, paure e gran domanda di “autorevolezza” sono poco credibili.
    Sono difficilmente separabili dalle reti relazionali che li avvicinano a zone “grigie” del potere, troppo spesso hanno accettato logiche di compromesso dalle quali è complicato separarsi.
    Hanno un’età in cui, generalmente, vi è tanta esperienza ma meno energia e sicuramente non è da lì che possiamo aspettarci visioni innovative.
    Insomma dovremmo buttarli, ma non possiamo (è anche e sopratutto per l’azione della stragrande maggioranza di loro che questo paese non è ancora totalmente in disfacimento). Tuttavia non possiamo neppure tenerli, che fare?
    Non lo so, ovviamente, propongo: mettere dentro giovani con metodi che non siano di cooptazione (non servono nuovi giovani funzionari di partito), porre un limite d’età per la presenza nelle liste, chiedere ai nostri dirigenti e rappresentanti istituzionali storici di farsi da parte (aiutando i nuovi ad inserirsi) rifiutare tutti coloro che si oppongono a questo, a costo di creare il vuoto. Accettiamo il rischio di perdere con facce totalmente nuove, di gente che sappia parlare a chi ogni giorno si alza, al lavoro, prende i mezzi pubblici, percorre le strade, fa la spesa, si occupa dei figli, cerca qualche svago, patisce ansie, incertezze, paure, si organizza e cerca vie d’uscita, basate su se stesso, il proprio lavoro, il proprio impegno, nient’ altro per favore.
    Ciao a tutti, con affetto grandissimo.

  7. unodicinque ha detto:

    proprio in questi giorni qui da me si comincia a parlare dei candidati sindaci della prossima primavera; ci stanno scippando delle primaria per la paura che qualcosa possa turbare i piani prestabiliti nelle stanze del potere. Beh io stavolta non ci starò e se non si dovessero fare le primarie annuncerò pubblicamente sulla stampa locale il mio non-voto!

  8. ADBlues ha detto:

    Marino:
    secondo me non servono nuove “leggi” o regole che forzino il ricambio. Il ricambio deve essere nella coscienza politica.

    Tu credi davvero che facendo fuori in un solo blocco tutto lo strato dirigente attuale (diciamo due o tre livelli gerarchici sotto al segretario, nazionale o locale) del PD il partito migliorerebbe?

    Io penso di no.

    Lo penso perchè in politica c’è anche bisogno dei funzionari di partito, quelli che sanno tessere le alleanze, sanno scrivere una legge in modo corretto senza prestare il fianco a strumentalizzazioni o stravolgimenti, sanno di volta in volta rivolgersi alle persone istutuzionalmente corrette, etc.

    Questo si acquisisce con l’esperienza mi dirai, ma è pur vero che l’esperienza si fa’ nei consigli di circoscrizione, nei consigli comunali, etc.
    Riecco allora apparire il politico “di carriera”…

    Se oggi io andassi in TV a dire “mi candido a segretario nazionale del PD” cosa pensi mi direbbero gli elettori? (bada bene, gli “elettori” non l’apparato del partito).

    Il problema non è il PD. Il problema sono gli Italiani, che non s’impegnano.

    Unodicinque: e quando non avrai votato cosa cambierà? ma gari sarai egoisticamente in pace con la tua coscienza ma in più a questo non avrai ottenuto assolutamente niente.

    —Alex

  9. Fabioletterario ha detto:

    Da mettersi le mani nei capelli… Purtroppo…

  10. Lucy van Pelt ha detto:

    Sottoscrivo in pieno – non c’e’ altro da aggiungere!

  11. lucia ha detto:

    intanto un benvenuto a marino! sto continuando a apprezzare sempre di piú le grandi possibilitá di face book. :)
    marino, ci si vede presto no? un abbraccio fortissimo!
    grazie anche a tutti gli altri per i contributi alla discussione, in particolare ai “ragazzi e alle ragazze del pd” (so che almeno un paio di voi lo sono, me lo ha detto un uccellino!).
    un bacio grande a tutti e a presto con molti di voi!

  12. federico ha detto:

    Sì, io credo proprio che mandando via (e a pedate ché se lo meritano!), TUTTI gli attuali dirigenti del Pd, sussistendo all’uopo ogni giusta causa, le cose migliorerebbero, o almeno non peggiorerebbero (a patto, beninteso, che non si chiamino a sostituirli i loro tirapiedi).
    E non è uno sfogo, un urlo non meditato il mio. Pensiamoci bene: che hanno fatto di buono? Per sopravvivere ai loro disastri politici (e limitiamoci a quelli) hanno liquidato l’unico partito minimamente sensato della tremebonda sinistra italiana, i Ds (il che è tutto dire!), ed hanno costruito il nulla sul nulla. Il Pd non ha né cuore né cervello, ha una tavola di valori confusa, non dice una cosa chiara su neppure una delle grandi sfide economiche, sociali ed etiche che minacciano l’unità e la convivenza pacifica del consorzio civile. Almeno servisse a qualcosa questo casino! Ogni elezione è un pianto – eppure ad Occhetto (che certo non rimpiango) fu dato per molto meno il benservito da quelli, corsi e ricorsi, che oggi occupano la stanza democratica dei bottoni. In più, ogni giorno saltano fuori da qualche procura episodi assai poco commendevole. Sia chiaro: non cadiamo nel giustizialismo piazzaiuolo e becero e atteniamoci alla presunzione di innocenza, ma insomma, è evidente che qualche problema c’è, non foss’altro perché anche là dove non vi sono fatti penali emerge spesso una realtà morale e politica a dir poco degradata.
    Fra parentesi, la storia del Pd come progetto generoso, casa dei riformisti, progetto d’avant-garde europea è una grande sciocchezza. Il Pd è nato perché i due soci fondatori erano ormai ridotti a partiti geografici, con percentuali ragguardevoli solo in poche zone d’Italia (che peraltro ora stanno vacillando). Questa è l’unico motivo per cui è nato. E infatti qual è il risultato? “Due miserie in un corpo solo” (Gaber, Qualcuno era comunista).
    Come se ne esce? Non ne ho idea, ma so solo che ogni volta che vedo quelle facce in tv mi viene da vomitare, senza se e senza ma.
    E non si tiri in ballo la destra! Che me ne importa? Quella si sa com’è e non mi ha mai preso in giro, non ha mai nascosto l’aspetto populista e la diffusa avversione alla modernità. Loro sì, invece, e devono andarsene, il prima possibile!

  13. ADBlues ha detto:

    Non basta dire “mandiamoli via”, occorre anche dire chi ci si metterebbe al loro posto. Nomi e cognomi please perchè sennò da “persone vuote” arriveremo al “vuoto di persone” (e conseguenti altri 15 anni di governo delle destre).

    —Alex

  14. roberto alajmo ha detto:

    Le persone che dicono più o meno queste cose sono sempre di più, e in un numero sempre maggiore di posti.
    Mettiamola così: ogni legnata in più è un passo verso la consapevolezza.

  15. f.b. ha detto:

    Lucia, tutto vero e tutto giusto. Però… Rinnovare significa cambiare. I comportamenti e gli atteggiamenti prima che le persone. Fosse questione di cambiare le persone, in qualche modo si farebbe. Ma i comportamenti no… ci vuole tempo. Soprattutto se scopri che hanno messo (o stanno mettendo) radici anche nella generazione che dovrebbe soppiantare la vecchia.
    Come non cambi il carattere di una persona adulta dall’oggi al domani, così non cambi un partito semplicemente cambiando nome e simbolo. Ci vogliono tempo e pazienza.

  16. Donna allo specchio ha detto:

    che tristezza, ragazzi (e che rabbia…)!

  17. f.b. ha detto:

    @marino

    sul professionismo politico mi interrogo da anni senza trovare risposta nemmeno io.
    da un lato vorrei non ci fossero professionisti della politica. dall’altro quando leggo di cosa fanno nelle commissioni parlamentari ghedini & c. mi rendo conto che se lo permettono proprio grazie all’inesperienza dei loro colleghi del pd.
    da un lato mi dico che sarebbe una politica migliore senza queste volpi da scranno che, a forza di tattiche e astuzie e strategie e dalemate varie, hanno perso il contatto con la realtà. dall’altro mi chiedo come un lavoratore dipendente può fare in modo produttivo politica se vi può dedicare solo il tempo libero.

    @adblues
    sugli elettori… se fossimo un Paese normale, gli elettori si sarebbero scandalizzati di fronte a un candidato presidente di Regione che promette colloqui di lavoro in campagna elettorale. Il cervello degli elettori non è migliore di quello degli eletti.

  18. zundapp ha detto:

    se mandiamo via tutti gli esponenti PD attuali, dietro di loro cosa abbiamo? dei cinquantenni vicesindaci-vicepresidente di provincia/consorzio/cooperativa che si sentono dire “aspetta, non ti bruciare” da almeno 15 anni e che ormai prima di esprimere un’idea devono consultare un sondaggio. Qua oltre alle persone mancano le idee.

  19. ADBlues ha detto:

    f.b. :era esattamente quello che volevo dire…

    —Alex

  20. federico ha detto:

    Posto che il problema della successione al trono democratico è (secondo me) un falso problema e un alibi debolissimo, ve lo risolvo io, allora! Metteteci Ignazio Marino! o metteteci Pierluigi Bersani! o metteteci Emma Bonino! Metteteci insomma qualcuno CAPACE, santi numi! Non mi interessa che sia nuovo alla politica (ché se poi va in tv come le giovani Madia o Picierno per farsi asfaltare dall’ottima giovane Lorenzin del Pdl è peggio che andar di notte), mi interessa che non sia responsabile/corresponsabile del disastro in cui versa il centrosinistra italiano.

  21. Walter ha detto:

    Cari compagni e compagnucci della parrocchietta,
    siamo ottimisti: non pensiamo solo alle sconfitte passate ed agli errori che abbiamo commesso. Guardiamo anche alle sconfitte che ci attendono e troviamo il coraggio di fare altre cazzate!

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