le bruit et l´odeur

ho visto stamattina un articolino proprio nuovo nuovo.

uno di quegli articoli di “colore” che ogni tanto risaltano fuori.

é sulle “liti condominiali” e sul fatto che gli italiani mal sopportano il curry, il glutammato e che ne so, il cous cous del vicino di casa cinese, indiano o marocchino.

l´articolo in questione lo trovate qui .

mi é venuto in mente una bella canzone degli Zebda (se non li conoscete filate a ascoltarli, bestiacce!) che si chiama “le bruit et l´odeur” e che si riferisce a un passaggio di un discorso di Chirac del 1991 (son sempre avanti i francesi, anche nelle stupidaggini!) dove piú o meno dice:

“come pensate che viva un lavoratore francese, che lavora e lui e sua moglie mettono insieme 15 000 franchi al mese e che vede accanto a sé una famiglia con un padre di famiglia, tre o quattro mogli e una ventina di figlioli che guadagna 50 000 franchi di sostegno sociale senza naturalmente lavorare… aggiungete poi, il rumore e l´odore, eh… ovvio che diventa matto…”

come vedete anche i francesi possono sparare cazzate di brutto, hanno voglia a darsi un contegno, a volte assomigliano proprio a un calderoli qualunque.

ora…

da che mondo é mondo le scale dei condomini sono il ricettacolo delle puzze o delle delicatezze culinarie.

quando mia nonna cuoceva i cardoni o il cavolo se ne accorgeva tutto il vicinato.

una delle mie parti preferite del libro “sostiene pereira” di tabucchi é quando descrive la fetida friggitrice di cotolette che impesta tutto il palazzo.

quando stavo a lucca l´unica cosa che amavo dei miei vicini era il profumo di arrosto che usciva dalla loro finestra la domenica.

i miei amici tedeschi, quando vengono a cena, sostengono che sentono il profumo di quello che cucino dalle scale. a volte sono riusciti a dirlo anche quando avevo semplicemente messo a bollire l´acqua.

gli immigrati italiani sono sempre stati presi in giro per la puzza di aglio e cipolla che esce dalle loro porte.

esiste una soluzione per i puzzi incrociati.

invece di chiuderla, la porta del pianerottolo, apritela. e fateci un bel  un bel pic nic con i vicini di casa.

Questa voce è stata pubblicata in Cucina, politica, Società e costume e contrassegnata con , , , , , . Contrassegna il permalink.

20 risposte a le bruit et l´odeur

  1. ADBlues ha detto:

    La cosa che hai giustamente sottolineato è che proprio noi italiani siamo conosciuti nel globo terracqueo come impestatori di scale, condomini ed interi quartieri; proprio vero: cencio che parla male di straccio!

    Alla fine tutto si riduce nella più semplice diffidenza da tutto ciò che è diverso!

    Francamente, a gusto mio, non ho dubbi a preferire il curry al cavolo lessato o a certi brodi pestiferi che ricordo dalla mia infanzia passata appunto in un condominio.

    Ah, per quanto riguarda gli Zebda (ma dove gli hai pescati?), confesso ancora una volta la mia ignoranza musicale e chiedo venia per cotanto vuoto culturale; rimedierò!

    —Alex

  2. zaub ha detto:

    Uh e l’eleganza del riccio ci sta la portiera franceserrima che impesta tutto ir palazzo colla zuppa de cipolle.
    Per il resto.
    Quando abitavo sopra il ristorante indiano, stavo sempre a fa ciaccole col mio vicino indiano adorabilissimo.
    Mo so tutti ariani e scassaminghia e col cavolo che faccio il pic nic ner palazzo
    :)

  3. zundapp ha detto:

    effettivamente è una fesseria non da poco. Io il mese scorso ho affumicato la biancheria di quelli di sopra con le salsicce alla griglia in balcone, poi li abbiamo invitati a cena.
    per gli Zebda mi associo ad Alex, cu fu?

  4. lucia ha detto:

    per alex e zundapp: me li ha fatti conoscere mio fratello. e un amico tedesco che ha sposato una mia amica bretone ma che ama marsiglia, gli zebda e fabio montale. e che forse legge questi commenti. un bacio a marc! :)

  5. Donna allo specchio ha detto:

    Gli zebda sono un gruppo della banlieu toulousaine che nel lontano 1999 cantava un motivetto intitolato ‘tombez la chemise”. Ma nel l oro album ci sono canzoni molto più belle

    Quanto al condominio…non è male l’idea di lucia.. (anche se con la vieille rombière arrogante che vive accanto a me e suo marito non è facile…)

  6. lucia ha detto:

    Tous les enfants de ma cité et même d’ailleurs
    Et tout ce que la colère a fait de meilleur
    Des faces de stalagmites et des jolies filles
    Des têtes d’acné, en un mot la famille
    Sont là..

  7. Simona ha detto:

    a me personalmente il curry piace tantissimo..in ogni caso non trovo appunto più forte l’odore del curry di quello di cipolla o di cavolo..
    il tuo ultimo commento invece mi fa tanto pensare alla Belleville di Pennac..
    un bacio!!

  8. Donna allo specchio ha detto:

    l’odore di curry è buonissimo, ma gli odori della cucina cinese per me sono infetti

    da quando sono andata in cina sono diventata allergica a tale cucina, ho la nausea appena ne sento l’odore e non ho più messo piede in un ristorante. Non ho un vicino cinese, ma se l’avessi non avrei il coraggio di prendermela con lui per la sua cucina, povero cristo. Scapperei subito dentro casa ed utilizzerei un deodorante per ambienti, come faccio quando i miei vicini cucinano il pesce a cui sono effettivamente allergica

  9. ADBlues ha detto:

    Ehehehe!
    E pensare che proprio a Strasburgo c’è il mio ristorante cinese preferito!

    —Alex

  10. lucia ha detto:

    così puoi portarci donna allo specchio a mangiare il pesce! :D

  11. Angelo ha detto:

    Mettimi pure tra le bestiacce, visto che fino ad ora ignoravo completamente l’esistenza degli Zebda…cercherò di rimettermi in pari e di essere riannoverato tra gli umani, cosa che probabilmente non mi serve, perché dal punto di vista degli odori sono un cane, nel senso che sono sensibile a qualsiasi minimo odore, e spesso faccio la figura del visionario (del naso).

    Per la convivenza civile, in genere sopporto tutto…solo una cosa la odio a morte: l’odore delle mandorle! Sono talmente allergico che anche con il solo odore già mi manca il fiato.

  12. lucia ha detto:

    e sia! angelo cagnone. ti capisco, sono anche io un mezzo cane, la mia mamma mi usava per trovare da dove venivano gli odoracci di casa, tipo gatti maldestri, cose da mangiare dimenticate in forno, e varie altre amenità.
    :)

  13. Lilith ha detto:

    Sissì…anche io ero il naso di casa! La mia mamma mi chiedeva :”Annusa fuori, pioverà?” e io come un segugio inspiravo l’aria fuori della finestra! :-)
    Angelo, uno dei miei profumi preferiti (che ho messo anche stamani) è Loukhoum di Keiko Mecheri: mandorle, miele e vaniglia, proprio come il dolcetto turco da cui ha preso il nome…non credo ti piacerebbe! ;-)

  14. marc ha detto:

    un bacio a lucia ! ;;;;—-)))))

    chirac = poubelle !

    belleville = marseille sur seine !

  15. lucia ha detto:

    j´ai été heureuse qu´on a été soi á Marseille avec toi et mammuth soi á Belleville avec toi et maudine! (et il y avait déjà le petit yann! même si vraiment très petit!)
    un gros bisous!!!

  16. lucia ha detto:

    per lilith e angelo: io invece sbrocco per il fahrenheit. come giá ho avuto modo di scrivere!

  17. Lilith ha detto:

    Il Fahrenheit deduco ti piaccia usmarlo su un uomo…non addosso a te!
    O si? :-O

  18. lucia ha detto:

    parleró solo in presenza di un avvocato! :D

  19. Donna allo specchio ha detto:

    @Alex: qual’è il ristorante?

    @marc:
    et sarko où tu le situe alors?

    @lucia: allora mi vuoi male? (eh eh)

  20. ADBlues ha detto:

    Il ristorante è il “la fleur de chine” in rue des tonneliers.

    Evvai con la pubblicità! ;-)

    —Alex

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...