idee, ideali e ideologie

in questi giorni appassionanti, nei quali i post “politici” hanno un pochino preso il sopravvento su quelli “sassoni”, ho ricevuto alcuni strani commenti, via posta elettronica e chat, da parte di lettori e di persone che non mi conoscono personalmente ma solo attraverso il blog.

tutti hanno un filo conduttore.

“ah, lucia, tu sei un’idealista”.

in effetti sì, lo sono, non ne ho mai fatto mistero e chi mi conosce di persona lo sa e non si stupisce.

a volte questo “giudizio” era positivo, a volte nascondeva una malcelata ironia.

“ti invidio, tu che credi ancora in qualcosa”.

a lucca quando si vuole prendere in giro qualcuno gli si dice “ah, buon per te!”

sottointendendo “che non  capisci un cazzo”.

quasi tutte queste persone che mi “invidiano” non si definiscono di destra ma neanche di sinistra, sostengono di non aver votato berlusconi (magari hanno votato fini, per quel che ne so io) ma neanche prodi, non scenderebbero mai in piazza perchè non vogliono “sentirsi strumentalizzati”, e sono convinti di essere liberi pensatori, indipendenti, non ingabbiati nei retaggi dei partiti.

fanno parte della maggioranza silenziosa, quella per intendersi che non fa sciopero ma quando i sindacati portano a casa il risultato anche loro ne godono, quelli che si  lamentano per le tasse che ci sono in italia e infatti non le pagano, o che non si rendono conto, quando vanno a fare un’ecografia, che la loro ecografia è pagata con le tasse di cui si lamentano tanto, quelli che come luigi, (di qualche commento fa) che pensa che tanto destra e sinistra sono tutti uguali.

la cosa agghiacciante è che con questa gente non è possibile dialogare.

come provi a dire qualcosa, una cosa qualsiasi, non la dici in quanto “essere pensante” ma la dici in  quanto “essere di sinistra” e come tale impossibilitato a ragionare con la propria testa.

è un artificio retorico non solo dannoso per l’interlocutore, ma anche per loro stessi.

i giudizi che abbiamo sul mondo, le idee che abbiamo per catalogare la realtà, non possono prescindere dalla nostra formazione, non possono essere separate da quello che abbiamo letto, vissuto, imparato.

ci sono ideologie in senso classico-storico del termine, tradizionalmente si attribuisce al concetto di idelogia tutto quello che finisce in ismo. comunismo, liberismo, fascismo…

e poi ci sono le idee, e  gli ideali, gli slanci, le passioni,  che sono quelle cose che ci trascinano per strada e ci rendono vivi.

ognuno di noi ha ricevuto determinati insegnamenti, e sulla base di quelli basa la propria morale.

non esistono pensieri totalmente razionali, interamente asettici, puramente teorici. ogni pensiero è il frutto del cervello dell’uomo che lo ha formulato e quell’uomo è il frutto della sua educazione.

chi vi dice di essere libero dalle ideologie mente sapendo di mentire. vi sta prendendo in giro, e forse prende anche in giro se stesso.

chi sostiene di non essere influenzabile corre un rischio grande, enorme. quello di essere influenzato e di non esserne consapevole.

io credo di avere idee, ideali e perfino ideologie.

mi piace il laicismo, il pacifismo, il socialismo.

mi piacciono anche la laicità, la pace e la giustizia sociale.

forse questo a volte mi può portare a non essere un robot nei ragionamenti con la gente.

ne sono abbastanza fiera.

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6 risposte a idee, ideali e ideologie

  1. Roberta ha detto:

    hai espresso perfettamente come mi sento io in questi giorni. non c’e’ nient’altro da aggiungere.

  2. ADBlues ha detto:

    Questi “fini pensatori” che si sentono liberi dalle ideologie, come dicono loro, sono, secondo me, preda della peggiore delle ideologie: il qualunquismo.

    Quando applicano il loro modo di pensare alla politica ecco spuntare fuori i tipici slogan: “la politica è una cosa sporca, da delinquenti; tanto son tutti ladri; io non me ne interesso perchè non mi voglio sporcare; facciano loro tanto non danno ascolto certo a me”.

    Io ho una teoria: la teoria inizia a prendere forma ai primi tempi dell’epoca di “mani pulite”, quando dirigenti di moltissimi i partiti venivano beccati con le mani nel sacco. A quei tempi un certo industriale milanese iniziò a sparare a zero in pubblico contro i politici corrotti e inneggiava ai giudici del cosiddetto “pool mani pulite”.

    Attraverso i suoi media l’industriale inculcò negli italiani l’idea che la politica fosse qualcosa di sordido e che interessarsi di politica fosse qualcosa di riprovevole.

    Allora fondò un suo “movimento” fatto di circoli, sempre con l’aiuto di una pubblicità martellante sparata dalle sue TV. Un movimento dicevo, non un partito perchè i partiti erano una cosa sporca e delle associazioni a delinquere.

    Poi abilmente il movimento divenne partito e s’infilò nello spazio politico che lui e le sue TV avevano “scavato” all’interno della politica italiana gettando merda indistintamente su onesti e corrotti e gli Italiani, orfani dei loro precedenti riferimenti politici abboccarono all’amo. Allora iniziò a tuonare contro i giudici cattivi che minavano la democrazia e la libertà: la sua, ovviamente, visto che si stavano iniziando a scoprire certi altarini del nostro che lo avrebbero portato dritto dritto a S.Vittore che il nostro evitò per molte volte solo perchè si fece approvare un numero considerevole di leggi “ad personam”.

    Ancora oggi a quasi 20 anni di distanza questo industriale milanese afferma di essere il “nuovo” e diverso nella politica italiana e tutti gli altri sono espressione della corruzione, etc, etc, etc…

    Come vi suona sta storia?

    —Alex

  3. 4ngel0 ha detto:

    Mi suona bene… Adesso su Odeon TV hanno pure sdoganato il suo (gran) maestro. Gli ho dedicato un post ad hoc insieme ad un altro che tutto è fuori che nuovo…L’eroe della battaglia contro i nullafacenti!

  4. enrico ha detto:

    @ ADBlues
    suona triste
    e la cosa peggiore è che siamo molto oltre al qualunquismo
    perché a forza di sentire queste storie stonate (e nessuna campana che suona un’altra nota, almeno per l’*italiano medio*) la nota sonata è il suono normale. e quel modo di fare: arrogante, egoistico, è diventato l’ideale a cui ispirarsi. ché se non freghi, se non fai il furbo, se nelle cose che fai tieni conto di chi ti sta intorno sei uno sfigato. che le regole valgono solo per gli altri. la malattia da estirpare è il berlusconismo. ma è ormai una non-cultura dilagante.
    il vero nodo è come fronteggiare questa “maggioranza silenziosa” e come farle aprire gli occhi.
    io credo che il modo sia nel continuare a suonare le campane giuste, fino a svegliare dal torpore almeno la maggioranza della “maggioranza”.
    ma quanto ci vuole a capire che se uno è bravo a farsi i suoi affari, sempre “al limite” della legalità, se si mette a capo di tutto quello che può continua a farsi -bene!- i SUOI affari? Mah!
    e scusate un’altra cosa che or ora mi viene in mente (non mi pare molto OT): com’è che in Spagna, scoperti i corrotti li hanno mandati a casa e si sono tenuti i partiti -con le ideologie alla base-, mentre qui ci siamo tenuti i politici e abbiamo scassato i partiti e condannato tutto quello su cui si fondavano? cosa ci è rimasto? retequattro?
    odiosa italietta!
    scusa lucia, ogni tanto esce un po’ di “una rabbia antica”…
    -enrico

  5. lucia ha detto:

    non ci sono problemi. concordo su tutta la linea, soprattutto con l’esempio finale…

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