2. madri e figli

(se non capite come mai state leggendo questi raccontini cliccate qui)

Esistono al mondo madri snaturate che trascurano i propri figli, negando loro l’attenzione necessaria per crescere in modo equilibrato. Esistono poi delle madri ancora peggiori. Sono quelle che pretendono di accompagnare il figlio per negozi.
Ogni tanto entrano anche in camiceria, trascinandosi dietro uno sbuffante ragazzino che guarda in terra per tutto il tempo, ai piedi porta delle informi scarpe da tennis, il cavallo dei pantaloni arriva quasi al ginocchio, la felpa col cappuccio nasconde una t-shirt che starebbe in piedi da sola. Sotto il naso un’orribile, imbarazzante, peluria nera sottile e liscia.
E’ in prima o seconda liceo, è stato invitato ad un compleanno e ha avuto la sciagurata idea di dirlo a sua madre.
Non abbiamo quasi sicuramente taglie per lui, ma lei è ansiosa di comprargli la sua prima camicia “da uomo”, nel negozio dove da sempre si serve suo marito e prima di lui suo padre.
Glielo chiedo comunque, rivolgendomi a lui per rompere un po’ l’imbarazzo e per dargli la possibilità di parlare un po’: “Che taglia ti serve?” Lui mi guarda interrogativo e mi fa “La media, credo”. Sorrido e prendo il metro. Lui impallidisce. Gli spiego che devo misurargli il collo, lo faccio, e leggo con terrore: 35 cm. Non abbiamo camicie col collo più piccolo della 37, a volte, in qualche rimasuglio di magazzino può esserci una 36, ma sono camicie che mio nonno considererebbe demodé, e questo ragazzo mi sembra già poco a suo agio di suo per infierire. Gli spiego la situazione e lui tira un sospiro di sollievo, in anticipo, perché la madre dice: “Poco male, un centimetro va e viene e poi così se la ritrova anche l’anno prossimo”. Perché dirle che i centimetri sono due? Tanto non ascolta di certo.
Il povero ragazzo si slancia verso quelle con il collo coi bottoncini, che si possono tenere sbottonate o magari ben nascoste sotto i maglioni. E’ cosciente del fatto che se si presenta al compleanno tutto precisino sarà ucciso, squartato, poi esposto fuori dalla pizzeria come monito per tutti gli adolescenti futuri.
La mamma però pone il veto su tutte quelle un po’ più sportive dalle fantasie quadrettate e si picca per fargli scegliere tra due camicie: una avorio col collo dalle becche lunghe come una quaresima e l’altra grigio perla (che quest’anno va tantissimo, come credo di aver già ripetuto) col collo un po’ più umano. Con la morte nel cuore il ragazzo sceglie la meno peggio, sperando di imbastardirla con una t-shirt degli Iron Maiden. Ma lei è implacabile: adesso ha visto gli abiti e ne vuole uno per l’erede.
Ne sceglie uno antracite, gli cade male ovunque, e la mammina, che non si rassegna, inizia a spiegarmi in che punto glielo dobbiamo stringere e dove accorciare. Chiamo qualcuno più esperto di me nel puntare spilli e me ne vado pensando alle gioie e ai dolori dell’adolescenza.

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3 risposte a 2. madri e figli

  1. fabioletterario ha detto:

    … e poi ci sono genitori che non hanno figli e che non possono adottarne e che li vorrebbero per amarli più che se fossero loro…

  2. giorgiorgio ha detto:

    oh mamma, io mi son troppo immedesimato nel bimbetto e mi son ricordato della mia di mamma…da starci male al solo ricordo!!!

    :)

  3. unodicinque ha detto:

    il primo vestito di mio figlio grande è stato per la laurea, non ero abituato a vederlo così ed ogni cosa che indossava sembrava stargli male; e poi si muoveva come fosse Pippo baudo che solca il palcoscenico dell’Ariston, rigido e con lunghi passi. Alla fine abbiamo trovato qualcosa ed il giorno della laurea mi sembrava persino a suo agio!

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