donne col tailleur, donne col pancione

parlavo con un amico ieri, italiano. delle donne. che restano incinte e vanno in maternitá.

e un amico stamani mi ha scritto, di una ragazza, brava, che potrebbe essere assunta dove lavora lui, potrebbe, ma quasi di sicuro no, perché é una donna, potrebbe restare incinta e andare in maternitá.

e mi vengono in mente milioni di considerazioni. su noi donne e il mondo del lavoro, mille cose dette e ridette. che se mostriamo i denti siamo “uome” o peggio, isteriche non trombanti, che se non li mostriamo siamo “donne” e quindi deboli.

se un uomo va a lavorare in giacca e cravatta é normale, se una donna va in giacca e pantaloni é una rampante arrivista.

se non si trucca é una ragazzina, se si trucca una puttana.

ma ok, é pieno il mondo di queste cose e in parte anche gli uomini subiscono pregiudizi (in parte, non c´é confronto).

volevo solo fare una piccola domanda sulle donne che hanno questa grande pretesa di fare figli e di stare a casa per svezzarli.

la societá ha bisogno dei bambini.

bambini che diventino ragazzi e poi giovani uomini e donne.

a meno di non trovare incubatrici artificiali ci vuole pure qualcuno che li faccia questi bambini.

e una societá che non ha rispetto per le madri é una societá che non si merita i bambini. é votata all´estinzione e nessuno ne sentirá la mancanza.

oh.

eccheccazzo.

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26 risposte a donne col tailleur, donne col pancione

  1. Lilith ha detto:

    Infatti la maternità non dovrebbe essere considerato solo un fatto privato di una donna! Un figlio, un bambino *serve* al mondo, alla società! E infatti lo vediamo: l’Italia è un paese di vecchi. Voglio vedere tra 20 anni come faranno a pagare le pensioni, quando i pensionati saranno il doppio dei lavoratori…

  2. Alex ha detto:

    D’altro canto però, vi sono governanti (uno a caso, il nostro) che pensano che le donne debbano SOLO stare a casa con i figli ed a cucinare.

    Non si capisce perchè o tutto (lavoro, lavoro,lavoro, nientetempoperfareunfiglio), o niente (casa, pannolini, cucinare, ad libitum).

    Ma una via di mezzo?

    Comunque almeno qui in Italia abbiamo un handicap culturale perchè molte donne pensano sinceramente che sia meglio stare a casa a badare al proprio piccolo almeno fino a che non abbia due-tre anni che mandarlo al nido a 5 mesi.
    Ci sono persone che dicono: mio figlio ad estranei mai…

    Poi ovvio che nell’equazione entrano per forza fattori come penuria di posti nei nidi e negli asili e costi esosi, ed anche questo conta…

    Infine mi metto nella situazione di un piccolo ufficio: mettiamo di un avvocato, che ha una dipendente che svolge le funzioni di segretaria. Questa ragazza ha ovviamente il sacrosanto diritto di fare un figlio.
    Quindi starà a casa i canonici 5-7 mesi. Nel frattempo l’avvocato avrà bisogno di un sostituto e qui scatta la “tragedia” del lavoro temporaneo perchè un posto precario non fa’ piacere a nessuno, specialmente quando ti mandano via…

    —Alex

  3. lucia ha detto:

    aveNNe di “nidi”…

  4. Lilith ha detto:

    Io ho avuto “fortuna”, visto che Livorno ha un’alta percentuale di Nidi e Scuole per l’Infanzia (e anche molto ben strutturati) e quindi ho potuto portarvi i miei figli fin dall’età di 6 mesi.

  5. Alex ha detto:

    Lilith: non ti hanno tacciato di essere una “madre snaturata”??? ;-)

    —Alex

    PS = deh! o allora quarcosina di bono e l’hanno anche a Livorno!

  6. Michela ha detto:

    a proposito di questo post e del post precedente… hai mai letto “Il mondo nuovo” di Huxley? E’ un romanzo “antiutopico” come 1984, ma ahimé, a me sembra ancora più facilmente realizzabile a partire dalla nostra società…

  7. Paolo ha detto:

    Difficile dire che non si è d’accordo, dopo quello che scrivi. Ed infatti io sono d’accordissimo con te.
    Per quel che mi riguarda, affiancato al periodo di maternità, dovrebbe esserci anche il periodo di paternità perché:
    – un figlio è il risultato di un accoppiamento. Giusto quindi che anche l’uomo se ne prenda cura per non caricare l’intero carico alla madre
    – vuoi mettere il godersi il periodo post-natale?
    – vuoi mettere che con la scusa di un neonato hai un periodo di 9 mesi di vacanza?

    Volevo fare un attimo una digressione sul tema. In tempi ancestrali (probabilmente nell’era hyboriana) le società erano per la maggior parte matriarcali o avevano divinità femminee. In particolare c’era una dea comune a tutte le culture: quella della fertilità.
    Con il passare dei secoli (e soprattutto con l’avvento di un paio di religioni monoteiste) il ruolo della donna nei relativi pantheon si è fatto sempre più svilito fino ad essere accusata di stregoneria.
    Fine digressione.

    Ripresa digressione: sul tema matriarcale/patriarcale consiglierei, a questo punto, il romanzo a fumetti: From Hell di Alan Moore. Il romanzo è ambientato nel periodo vittoriano e parla del primo serial killer della storia. Parlo ovviamente di Jack the Ripper. E’ un po’ difficile da leggere (molto testuale sebbene in un contesto fumettoso), ma è molto bello. Cosa c’entra la società matriarcale con Jack lo Squartatore? Questo lo lascio scoprire a voi.

    Poi, per finire, se hai tempo di passare sul mio blog leggiti gli ultimi post che sto pubblicando e poi dimmi ;)

  8. Lilith ha detto:

    Alex, boia dé se mi hanno criticata! ;-) Ma “o bé o affogà” … non avevo altre alternative se volevo lavorare!
    Visti i risultati comunque, lo rifarei…i nidi non sono solo un “parcheggio per bambini”, li fanno crescere più svegli, curiosi, comunicativi…e si divertono di più che rinchiusi in casa con nonni o baby sitter!

  9. lucia ha detto:

    per paolo: il congedo parentale per il babbo é legge della repubblica italiana da quasi quindici anni direi.
    :)
    ovviamente se il babbo prende dei mesi per stare a casa questi vengono tolti alla mamma.
    e… nove mesi di “vacanza” eh? sei proprio sicuro sicuro? eheheheh!
    sul blog sono giá venuta. molti belli, mi fanno un po´paura ma mi piacciono molto.

  10. Paolo ha detto:

    @Lucia: fanno paura? Quale ti ha fatto paura? Despair? O Delirium?

  11. Paolo ha detto:

    dimenticavo il congedo: il problema è che va a sottrarre tempo alla maternità, quando invece dovrebbe andare di pari passo.
    Forse non sarà proprio una vacanza, ma in due si dividerebbe meglio il carico di lavoro e si avrebbe, innegabilmente, del tempo libero.

  12. lucia ha detto:

    il problema é che gli uomini non si sognano nemmeno di prenderlo!
    :)
    tutti. mi fanno paura tutti.
    ma io non faccio molto testo, mi fanno paura i pink floyd… (davvero, non li posso assolutamente ascoltare a buio)

  13. Paolo ha detto:

    Se ti fanno paura questi figurati i prossimi due!

  14. Alex ha detto:

    Io invece adoro i Pink Floyd.
    Non scherzo, ascolto “The Dark Side of the Moon” sull’iPod per rilassarmi e dormire!

    Ma i “delirium” non erano quelli di “jesahel” ?

    Paolo: il congedo parentale si può prendere anche contemporaneamente alla madre, quindi il carico di lavoro può essere effettivamente suddiviso tra i due genitori. Che poi se fa tre mesi il padre ne fa tre in meno la madre, beh, mi pare ragionevole.

    —Alex

  15. Simona ha detto:

    eh, brava Lucia..questo vale anche nel mondo della ricerca (che ovviamente è quasi interamente popolato di precari).
    Per quanto riguarda i nove mesi di maternità, dovrebbero essercene altretanti di paternità ma paralleli, non complementari! Il carico di lavoro si dividerebbe, e i neobabbi sarebbero più partecipi dei progressi dei loro cuccioli, credo proprio che a loro farebbe veramente tanto tanto piacere!

  16. Paolo ha detto:

    Delirium, alla quale ci riferiamo io e Lucia è questo testo (che puoi leggere assieme ad un serie di post che avranno luogo durante questa settimana sul mio blog)

    “Delirio è la più giovane degli Eterni.

    Emana un odore di sudore, vino acido, ore piccole, cuoio invecchiato.

    Il suo reame è vicino e si può visitare; tuttavia, le menti umane non sono state create per comprenderne i meccanismi e quei pochi che vi si sono recati non sono stati capaci di riportare niente di più che qualche raro frammento.

    Il poeta Coleridge sosteneva di averla conosciuta intimamente, ma egli era un bugiardo incallito, e a tal proposito, così come per molte altre cose che ha dichiarato, non possiamo far altro che dubitare della sua parola.

    Il suo aspetto è il più mutevole tra tutti gli Eterni che, nel migliore dei casi, sono idee avvolte in sembianze corporee. La forma e il contorno della sua ombra non hanno nessuna relazione con il corpo che indossa, ed è un’ombra tangibile, come velluto antico.

    Alcuni affermano che il dramma di Delirio consista nella sua consapevolezza che, nonostante sia più vecchia degli astri, più vecchia degli dei, rimarrà la più giovane degli Eterni, che non misurano il tempo come lo misuriamo noi, né vedono il mondo attraverso occhi mortali.

    Altri negano tutto ciò e sostengono che Delizia non è vittima di alcun dramma, ma in questo caso parlano senza riflettere.

    Perché Delirio un tempo era Delizia. E sebbene sia passato molto tempo, ancora oggi i suoi occhi sono diversi uno dall’altro: un occhio è d’un intenso verde smeraldo, screziato di guizzanti lamine argentinee; l’altro è di un colore azzurrognolo come le vene.

    Chissà cosa vede Delirio attraverso i suoi occhi scompagnati?”

  17. Alex ha detto:

    Grande Giove che granchio che ho preso! :-)
    —Alex

    PS = bel testo; tuo?

  18. Graz ha detto:

    Non dovresti aver paura, Lucia… Dovresti provare a leggere i fumetti a cui fa riferimento Paolo. Sandman di Neil Gaiman. Non sono belli, sono molto di più! E’ una storia di una bellezza e di una profondità incredibile…
    E una visione della vita e della morte incantevoli.

  19. lucia ha detto:

    uhm…
    dici?
    forse mi faccio coraggio e ci provo.
    (per capire il livello di follia delle mie paure visitare pure la sezione “mostri” di questo blogghino)
    :)

  20. Paolo ha detto:

    @Alex: Per il granchio non preoccuparti. Fossero questi i problemi del mondo staremmo decisamente meglio :) Per il testo… no, non l’ho scritto io, bensì, come ha fatto notare Graz, Neil Gaiman autore di Sandman (ma anche di Nessun Dove, Coraline, Stardust, American Gods e I ragazzi di Anansi). Un uomo che “come scrive lui ce ne sono pochi”. E’ un testa a testa con Alan Moore. Ti consiglio (e non per spammare) di leggerti gli altri testi riguardanti gli “Eterni” che sto pubblicando sul blog in questa settimana (Desiderio, Disperazione e Destino, oltre a Delirio e altri due che verrano pubblicati nei prossimi giorni). O in alternativa recuperare il volume “La stagione delle Nebbie” dal quale sono tratti. E ti garantisco che un bel volume

    @Lucia: io dico che un po’ di coraggio dovresti trovarlo per leggerlo

    @Graz: Collega di letture, quanto hai ragione. Quindi non ti offenderai se chiudo il commento con un’altra frase tratta da Sandman che è pura poesia.

    “Tell me Lucifer Morningstar what power would Hell have if those imprisoned Here were not able to dream of Heaven?”

  21. Graz ha detto:

    @Paolo: Splendida!! Quando Sandman va all’inferno, vero? Che meraviglia! Mi hai messo voglia di rileggermelo tutto!!!
    @Lucia: Ho letto i tuoi post sui mostri (molto divertenti!), niente a che vedere con Sandman però… Sandman è una favola per adulti, con dentro tutto: la gioia, l’amore, la passione, il doloro, la disperazione… Ma non fa paura. Anzi… La sua visione della morte l’ho trovata molto rassicurante, molto dolce… Prova, te lo consiglio vivamente!

  22. lucia ha detto:

    si io scherzavo…
    va bene va bene, appena lo trovo in una lingua che non sia il tedesco lo faccio giuro!

  23. Paolo ha detto:

    @Graz: l’hanno appena ripubblicata nella ottima edizione a cura della Planeta. Io l’avevo letta ai tempi dei Classici di Repubblica e me ne ero innamorato. Quando avevo letto il primo numero con la Stagione, che ovviamente si sarebbe conclusa nel successivo, mi sono messo a cercare il volume di Repubblica. Non l’ho trovatoe ho dovuto aspettare un mese. Come dici tu, Sandman è una (splendida) favola per adulti quindi, Lucia, va’ e recupera. Poi ci dirai

  24. lucia ha detto:

    io abito a dresdaaaaaaaaaa!
    speditemeli!
    eh!

  25. Graz ha detto:

    Io l’ho letta la prima volta più di 10 anni fa, una mia amica avevi gli albi tipo fumetti (un centinaio scarso). Poi l’ho riletta in lingua originale con i volumi che mi ha prestato un amico, ma non l’ho ancora comprata! :-((((
    Mi avete ristimolato a prenderla! E’ troppo bella…
    @Lucia: te li spedirei volentieri! Ma non ce li ho neanch’io! provvederò…
    Buon we a tutti. Scappo dal lavoro e torno a casina!

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