goethe e la sua piantina

Hans Jürgen Jägermeister mi ha regalato una piantina.
Per la precisione una Bryophyllum calycinum.
O “pianta di Goethe”.
La cercavo da tempo e siccome è relativamente facile da una averne centomila (vedremo come mai) me ne ha portato un vasetto.
Vediamo come mai sia facile procurarsene un miliardo e come questo possa essere l´ispirazione per un mega pippone evolutivo sulla botanica e i mille modi che le piante hanno escogitato per riprodursi.
Intanto partiamo dal nome, cercando di mantenere un pochino il mistero sulla piantina che lo porta.
“Pianta di Goethe”. Mi direte, o che c´entra Goehte con le piante? C´entra parecchio, perché il caro Johann Wolfang era un appassionato appassionatissimo di piante. E le sue bellissime e affascinanti quanto ottime teorie vengono studiate ancora oggi all´universitá, purtroppo spesso in un modo limitato, si studia la teoria, la si ripete il giorno dell´esame, e non si capisce l´enorme portata epistemologica che le sta dietro. (epistemologica, eh, mica pizza e fichi! sentito che paroloni?)
Ovvía, o parliamone di questa benedetta teoria di Goethe.
Goethe era un grande appassionato delle metamorfosi. Sia in letteratura che in natura.
Osservando le parti di un fiore molto attentamente (facciamolo anche noi cosí poi ci si intende quando diró “petalo” o “sepalo”)

goethe capí una cosa molto affascinante, tutte le parti del fiore derivano dalla modificazione di una “foglia ancestrale” di una fogliolina che una volta colorata é diventata petalo, una volta strettita é diventata sepalo, una volta arrotolata su se stessa é diventata un carpello (uno dei segmenti dell´ovario) e infine é diventata anche stame.

insomma, ancora una volta, un fiore, la cosa forse piú bella che esista in natura, la piú particolare, la piú affascinante, la piú varia, altro non é che un estremo bricolage di pezzi che giá c´erano, che servivano ad altre cose, erano lí, e modificati un pochino sono diventati un´altra cosa. come un bimbo con una scatola di lego fa una giraffa o un´astronave o uno sgorbio. fate attenzione a quante forme diverse di fiori conoscete, quando siete davanti a un fiorellino cercate di trovare i punti di fusione fra i vari petali a formare una forma nuova;

guardate per esempio un fiore di ginestra come é diverso da uno di ciliegio, e pure troverete anche il ciliegio nella ginestra e se li guarderete bene vedrete che un fiore di ginestra prima era qualcosa che non era né ciliegio né ginestra ma che poi é diventato tutti e due. come io e mio fratello abbiamo io il naso di mia madre, lui il sorriso: tutti i culi a quelli piú piccini!.

continuiamo quindi con le piante, e il loro mondo meraviglioso e vediamo cosa c´entra la pianta di goethe in tutto questo e in che modo puó contribiuire al dibattito sull´evoluzione.

la pianta di goethe

come potete vedere, ha una particolaritá molto divertente.

tra le insenature delle foglie nascono nuove piante. cloni della pianta madre.

prima due foglioline, poi spuntano due radichette (visibili all´estremitá destra della foto) poi la pianta cade e si radica al suolo.

fico eh?

a me fa impazzire.

in quest´altra foto si possono vedere le piantine appena nate, si vede meglio la morfologia della pianta, cosí anche voi potete capire se per caso ce l´avete a casa dalla nonna o in qualche vaso, é molto comune e infestante.

infestante.

la pianta di goethe é una infestante. utilizza come strategia quella di propagarsi nel piú breve tempo possibile nel piú alto numero di individui.

che, nascendo non da un seme, ma creandosi per gemmazione dalla foglia, sono geneticamente in tutto e per tutto uguali alla pianta mamma.

quale puó essere lo svantaggio di questo metodo che assicura un enorme numero di “figlioli” e quindi sembra abbastanza buono?

che essendo cloni non cambiano mai, sono adattati all´ambiente dove vivono e basta. se l´ambiente cambia sono fregati, loro non hanno la possibilitá “di giocare alla lotteria dei geni e di beccare il biglietto vincente”.

piante che si riproducono per clonazione (spesso la clonazione comunque é anche accompagnata dalla possibilitá di fare semi, in “casi di emergenza”) sono tantissime.

avete mai visto una pianta di fragole? oltre a riprodursi in modo “canonico” (col fiore insomma) ogni tanto emette un rametto (stolone), che dalla pianta madre si allunga, si infila sotto terra e fa le radici e nasce un´altra pianta. (buona!)

i rovi anche fanno cose del genere, un rovo a contatto col terreno puó emettere radici e dare vita a un´altra pianta.

le canne invece si riproducono anche per “rizoma”: un fusto sotterraneo modificato che “striscia sotto terra” e ogni tanto fa spuntare un altra pianta.


anche queste nuove piante sono cloni e sono molto utili per colonizzare un territorio vasto in poco tempo.

le canne, comunque fanno anche ovuli e polline, e si riproducono anche per via sessuata, ma con minore rapidità.

in fin dei conti, quello che dal punto di vista evolutivo “conta davvero” non è l’ individuo, ma il patrimonio genetico che porta dentro.

senza voler scendere nel riduzionismo estremo, mi piace il paradosso che dice che “la gallina è solo un espediente creato da un uovo per creare un altro uovo”.

ecco, un individuo potrebbe essere visto anche come un espediente creato dai propri geni per creare altri geni.

la selezione agisce sull’ individuo, sull’ espressione “fisica” dei suoi geni e se questi non sono “ammodino” vengono eliminati.

capita spesso che in natura un individuo rinunci alla propria “unicità” per dare la precedenza a un patrimonio “collettivo”:

per esempio nelle api è solo l’ ape regina che si riproduce, dando vita a un alveare di api che sono tutte figlie sue. e che portano dentro un patrimonio genetico comune. uno solo.

insomma non esistono leggi particolari sulla natura e il sesso, ci si clona, ci si scinde, si fanno ovuli, polline, uova, spermi, a seconda di quello che torna bene.

non c’è un metodo “canonico” non esiste una regola aurea, è tutto un provare e riprovare, senza fine.

bellissimo!

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12 risposte a goethe e la sua piantina

  1. Alex ha detto:

    Super interessante. Non conoscevo la piantina di Goethe (anche se poi leggendo il post mi sono affiorate remotissime nozioni della riproduzione delle piante… Dalle elementari forse, addirittura!)
    Continua pure, cara frau delciaro, continua pure con i tuoi pipponi botanico-antropologici!
    —Alex

  2. zundapp ha detto:

    prof, devi darti alla divulgazione SCEntifica. Altro che gli Angela.

  3. Lilith ha detto:

    Bellissimo anche questo post sulle piante e sui fiori!!
    Comunque occhio alla piantina di Goethe…semba innocua ma è peggio del Mostro del film “Blob Il Fluido Mortale”!!! Si insinua dappertutto, lascia cadere quelle piccole foglioline maledette in ogni vaso, in qualunque anfratto trovi un chiccolo di terra…persino tra una mattonella e l’altra del terrazzo! Più cerco di eliminarla e più che rispunta ancora…per debellarla una volta per tutte ci vorrebbe la fiamma ossidrica o l’esorcista. ;-)

  4. Silvio ha detto:

    Gentile signorina,
    interessantissimo il suo post. L’idea di potere generare dei miei cloni ed allo stesso tempo continuare a fare il gagà con il gentil sesso è di grande incoraggiamento per il sottoscritto. Non mi importa se lei è cumunista, se accetta di farsi fare qualche ritocco dal chirurgo estetico la nomino ministra all’istante! Con i più cordiali auguri,
    S.B.

  5. Michela ha detto:

    Che bello questo post! Posso chiederti di cosa ti occupi?

  6. Conte Ejacula ha detto:

    a proposito di interventi estetici (inutili nel caso di specie), o meglio, di appendici importanti ^___^
    http://www.cyberium.net/bnguy/
    (the big nose appreciation page) :-D

  7. Felipe ha detto:

    Dopo aver letto questo trattato-pippone di botanica bisgona però giungere ad una conclusione. Io proporrei una morale, e cioè che… per fare tutto ci vuole un fiore :D

  8. lucia ha detto:

    :)
    bravi coraggiosi che siete arrivati in fondo al pippone!
    per michela: ho studiato scEnze senza i (a causa della ben nota ignorantza dei biologi per l’itaGliano!) ma adesso faccio un lavoro che con la natura ha pochissimo a che fare, per quello mi sfogo con i pipponi scEntifici su codesto blogghino.
    ciao!

  9. giorgiorgio ha detto:

    In pratica sta pianta si riproduce come le cactacee, no?? crescono, crescono, poi collassano e si spargono per terra…ripropagandosi dalle ceneri! anche a me questa cosa mi garba un casino! In realtà piante grasse e carnivore sono le uniche che ritengo degne delle mie attenzioni da biologo!! A proposito, ne ho un sacco ora di carnivore, vedessi belle!!

    La parte finale…in pratica è la storia del gene egoista! la penso alla stessa maniera! ;)

  10. lucia ha detto:

    io no, a dire il vero. dawkins col suo “gene egoista” a mio avviso esagera un po´, per caritá, di questi tempi di creazionismo, new age e fricchetonate varie tornare a un po´di sano riduzionismo va benissimo, ma dawkins riduce “un po´troppino”.
    (per ulteriori informazioni, pregasi leggere la divertente battaglia “dawkins Vs Gould” in “quando i cavalli avevano le dita” plin plon! pubblicitá progresso!).

  11. Simona ha detto:

    Ganzo per davvero!! e brava Lucia che mi fa anche appassionare di botanica!! sei la mia antropologa preferita! :)

  12. Lilith ha detto:

    *(per ulteriori informazioni, pregasi leggere la divertente battaglia “dawkins Vs Gould” in “quando i cavalli avevano le dita” *

    Letto tutto!:-) Libro molto interessante e scorrevole! Sinceramente, non ho capito bene la differenza tra il GENE egoista e il DNA egoista secondo Richard Dawkins…si ho capito che il primo ha effetto sui corpi e l’altro no…ma insomma, non è così facile! ;-) Ganza la Iena Macchiata, con i caratteri sessuali così simili tra maschi e femmine…e il cavallo di Cesare, con i piedi simili a quelli di un uomo!! Ora mi butto sul Brontosauro…;-)

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