elisabetta

elisabetta lavora al bar micheli.

il bar micheli è sulla sarzanese, a maggiano, a poche centinaia di metri dal bivio che porta a casa mia. devo dire che è su un incrocio piuttosto importante: venendo da lucca e andando verso viareggio il bar micheli si trova accanto alla posta, se giri a sinistra vai a arliano (leggi: il mio asilo… detestavo quel bivio) se giri a destra vai da brunino il meccanico, da marco e la serra delle piante e in generale a magazzeno. se vai a dritto vai verso casa mia. per me il bar micheli era l’inizio della civiltà. fuori dal bar micheli stavano i ragazzi d’estate a bere e a giocare a carte o a biliardino e io mi vergognavo a entrare perchè mi guardavano. mi guardavano come avrebbero guardato chiunque altro, dal postino al lattaio ma io mi vergognavo uguale.

accanto al bar micheli c’era angelone, il negozio di alimentari. che ora si chiama adelina perchè angelone è dimagrito e lo ha anche venduto per l’appunto a adelina.

elisabetta invece lavora dentro al bar. prepara i cappuccini e ti dà le paste la mattina. ogni tanto quando sono a casa la mia mamma mi porta a fare colazione al bar micheli. e io chiacchiero con elisabetta. perchè io e elisabetta ci conosciamo da circa 26 anni, cioè dall’inizio della prima elementare. elisabetta aveva due cose che le invidiavo da morire. le trecce, lunghe lunghissime e nere e grandi, e le matite profumate. ogni colore un profumo. non le penne profumate. quelle sono venute che ero almeno in terza. le matite. che te davi una mano di viola su un foglio e annusavi e sapeva di uva fragola.

un giorno elisabetta mi prestò le sue matite. e io feci una cosa orribile. mi portai a casa quella viola. sentendomi in colpa ma troppo tentata di annusare ancora l’uva fragola sul foglio.

purtroppo il senso di colpa mi rovinò il profumo rubato e il giorno dopo con la stessa naturalezza con cui rimettendo a posto le mie cose avevo rubato la matita a elisabetta, rimisi la sua matita viola al suo posto, fingendo che non fosse successo nulla, e confidando che anche lei facesse altrettanto.

lo fece.

benedetta elisabetta.

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7 risposte a elisabetta

  1. trillii ha detto:

    Mi fa sorridere (non ridere, è diverso!!!) il tuo post, perchè in fondo, e per fortuna, rimaniamo tutti un pò bambini. E inaspettatamente…ecco…poffete….facciamo una marachella. E’ una cosa che io trovo bellissima e dolcissima! Buone feste
    trillii

  2. zauberei ha detto:

    Uh che classe l’elisabetta eh:) ma magari era sbadatissima! e non si era accorta di niente.:))

  3. Simona ha detto:

    è bello come ci rimangano in mente certi episodi che da piccoli ci hanno colpito, e che ci vengano in mente quando rivediamo una persona dopo un po’ di tempo..
    Bacioni!!!!!!!!!

  4. michele ha detto:

    gli angeli esistono.
    ciao

  5. Elisabetta ha detto:

    ho un vago ricordo di questo momento ma ricordo il viso della mia mamma che mi sgridò per aver perso la matita che il buon Dio il giorno l’aveva fatta riapparire ……… giuro tutto questo dopo tanti anni mi ha fatto commuovere e sorridere… sembra giusto una poesia del Pascoli… ti aspetto al Micheli per un cappuccino un grande bacio Elisabetta

  6. lucia ha detto:

    :) non vedo l’ora! appena torno in toskana faccio un salto!
    un bacio grande!!!

  7. lucia ha detto:

    ma senti, con la tua mamma magari ci parlo io?
    :)

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