ci provo ma non lo so

prendiamola larga.

tutte le avventure editoriali a cui mi affeziono prima diventano qualcosa di molto diverso da quello che erano alla nascita, poi piano piano muoiono.

è successo così a cuore, che perdendo l’ironia acquistò il colore e poi morì quasi fra il sollievo dei suoi lettori storici (meglio  così, da qualche tempo non era più lui… ) poi diario, che da settimanale intelligente, colto, con la carta ruvida e opaca era diventato un inutile ricettacolo di giardinieri, portinai, infermiere e giornalisti narcisi al punto di cambiare carta e farla patinata per specchiarcisi meglio.

ma su diario, quando io ero più giovane e lui più bello, lessi una volta uno dei tanti piccoli capolavori di intelligenza e cattiveria (spesso le cose vanno insieme, l’avete notato? ma è una cattiveria sana, quella di cui parlo io, le cattiverie alla che ne so, erode non sono vere intelligenze) di luca fontana.

era sull’omicidio di novi ligure. sono andata sul sito a cercarlo, perchè lui scrive bene e dice quello che vorrei scrivere io ma mille volte meglio e quindi mi pareva giusto metterlo per intero. ma sulla tomba del caro estinto non l’ho trovato (se andate sul sito di diario pare non sia mai morto “pare che dorma” direbbe la mia zia).

dicevo… era sull’omicidio di novi ligure e diceva più o meno “ragazzi scappate” intendendo “scappate da queste famiglie, da questi paesini, da queste villette col giardino, da questi quartieri legoland con i gerani alle finestre ma senza una biblioteca, scappate da queste famiglie “per bene”, da queste famiglie normali, dalla televisione mentre si mangia, da ikea la domenica pomeriggio, eccetera.

non voleva, certamente, considerare attenuanti per aver accoltellato mamma e fratello, voleva urlare che bisogna uscire da queste famiglie, che sono un luogo di nevrosi e follia quotidiana.

e dopo novi c’è stato cogne, e e altri madri assassine e figli con la pistola in mano, e bambini spariti e mai più ritrovati, e scene di rapine in villa per mascherare l’assassinio dei genitori, (tanto poi basta dire “i rapinatori avevano un forte accento slavo che tutti i giornali danno la colpa ai rumeni, ma i rumeni mica parlano slavo,  sta cosa non l’ho mai capita).

adesso hanno arrestato il padre di due bimbi spariti con l’accusa di averli ammazzati, e ogni volta che vediamo al telegiornale un parente affranto, un fidanzato in lacrime, una madre o un padre addolorati, ci chiediamo: sarà stato lui?

siamo in un mondo di medee e di edipi e elettre e caini e romoli, forse da sempre, ma adesso c’è bruno vespa a navigarci dentro. e non abbiamonessun coro greco a farci la catarsi, e non abbiamo pare, modo di scappare.

il titolo del post è così perchè non sono affatto sicura di essere riuscita a spiegarmi…

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5 risposte a ci provo ma non lo so

  1. marco ha detto:

    si infatti, penso di non aver capito.
    perche’:
    1) paragonare la famiglia dei due infelici ragazzini, sfasciata a causa di violenza e trascuratezza, alla dorata esistenza di quelli di Novi Ligure e’ a dir poco una forzatura
    2) e’ semplicistico sostenere che i giovanetti diventano bulli, delinquentelli o assassini a causa del “vuoto esistenziale”; che se lo riempiano con interessi sani, quel vuoto, che i mezzi ce li hanno. Se non hanno genitori o nonni che gli raccontano dei patimenti della della propria gioventu, ci sono tante guerre nel mondo, se vogliono provare cosa vuol dire soffrire un po’. Scappando dalle loro casette coi gerani possono trasferirsi in una casa bombardata.
    3) non manca la biblioteca (tanto non ci andrebbero), mancano un po’ di calci nel didietro al momento giusto.

  2. Giorgiorgio ha detto:

    Ma l’hai notato anche te che le colpe si danno a seconda delle mode?
    per es. i pezzettini di sterco di Novi inizialmente avevano incolpato gli albanesi, e tutti ci hano creduto subito e volentieri. Oggi come oggi avrebbero, appunto come tu dici, incolpato i rumeni, che rappresentano il “bubbo nero” di questo 2006/2007. Tutto ciò che ora succede di brutto è colpa di rumeni: donne violentate, rapine, omicidi. Fino a qualche anno fa erano gli albanesi che facevano ste cose, secondo i mass media e l’immaginario collettivo…e ora?? ora gli albanesi son tutti buoni, ne hai più sentito uno sulle cronache?

    Abbiamo un’informazione che si basa sul riportare solo notizie che scatenino le paure del momento. Ora ci sono i rumeni, appunto.

    E purtroppo sull’esempio di Vespa sono in molti a marciare, ora fioccano le trasmissioni su quello stile vincente.

    E che sia uno stile vincente è evidente anche dal destino che ha avuto Diario…si vede che le inchieste serie non danno da mangiare alle redazioni. O si è troppo avidi?

    mah…

  3. Simona ha detto:

    Sono d’accordo con Giorgiorgio, mi ricordo quando è arrivata la moda degli albanesi, durata un po’ di anni, e quando terrorizzavano la gente con la descrizione di arrivi di orde di barbari che Attila a confronto era una pasta, e la cosa brutta è che chi non ha la possibilità di informarsi da solo, tramite internet e poi ragionando con la propria testa per rielaborare le varie versioni dei fatti, ci crede a queste paure di moda collettive.

  4. Federico ha detto:

    Hai ragione Lucy, c’è un sacco di gente strana a giro! Deve essere colpa della Provincia, dell’aria che si respira, della frustrazione fisica e sociale che agevola..insomma, aveva ragione Gaber quando polemizzava con l’Avvocato (Conte, no Agnelli) in Che bella gente (album I borghesi)…pensa quanto sarebbe migliore anche l’America senza la provincia!
    Quanto a Diario non poteva chiuder peggio che con quella fandonia delle elezioni truccate…che pagliacciata! (Deaglio, Travaglio…sarà mica il cognome in -glio che rende pazzi?) Invece di Cuore mi dispiace..di Diario no, gli sta bene!
    Baci, as usual!

  5. Roberta ha detto:

    Un bellissimo post!

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