tre figli, un marito, un cane, il caminetto acceso e un lavoro

famiglia.jpg

invidia tremenda!!!

per la serie: anche a lussemburghio esistono le famiglie. quelle vere. quelle con i bimbi che si tirano sul tappeto per fare una bizza, che si sporcano con la torta ai mirtilli godendone meravigliosamente, che accarezzano il cagnone seduto vicino al fuoco, che si litigano col fratello un giocattolo.

quelle con una casa vera, una cucina vera, ordinatissima e pulitissima ma viva, con mezza banana tagliata come quando ero piccola io e una banana intera era troppa, con la scatola del cioccolato in polvere per la colazione, con la ciotola per terra del cane, con la libreria, quella come piace a me, legnosa, calda, alta fino al soffitto e piena di libri in tutte le lingue.

un posto vivo, con dentro gente viva, vera. oggi ho imparato come una mamma fa capire al suo bimbo di sei anni, con dolcezza ma anche con determinazione che se gli ha detto di non guardare la televisione non deve guardare la televisione, che entra nelle vicende dei bimbi che giocano come un giudice saggio, centellinando gli interventi, lasciando anche che se la sbrighino da soli, ho imparato come si può chiacchierare con un’amica tenendo un occhio su di lei e un altro su un quindicimesi irrefrenabile. dolce e “trebesto” come si dice dalle mie parti.

pensavo che il lussemburghio fosse abitato solo da single in carriera, che passavano la loro vita prigionieri di un’orrenda cravatta rosa (madonna quanto odio tutte ste cravatte rosa) e invece esistono le pantofole, il caminetto acceso, l’orto, il giornale in sala.

ho passato il pomeriggio in una casa accogliente calda e amica. che mi ha scaldato le gote (ancora le ho rosse per via del caminetto) ma anche il cuore. ho parlato di politica e di uomini, di bimbi e di internet. del PD, di sinistra democratica e di mastella (maledettissimo mastella) ho bevuto un caffè in compagnia, ho mangiato torta e biscotti, ho sorriso e chiacchierato.

un pomeriggio armonioso, anche dolce.

insomma, sono stata con esseri umani veri. non quelle imitazioni che si incontrano a oberweiss.

grazie antonellina. stasera ho capito come si possa essere una trimamma, lavorare, avere un cane, un marito, la passione per la politica, e anche un sorriso.

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6 risposte a tre figli, un marito, un cane, il caminetto acceso e un lavoro

  1. cristallo nero ha detto:

    Si – può – fare ;)

  2. lucia ha detto:

    confermo, dott. frankenstein! (anche se si pronuncia frankenstin!)
    :D

  3. cristallo nero ha detto:

    Rimetta apposto la candela … ;)

    Adoro frankestein j.

    Buonanotte

  4. zundapp ha detto:

    lupo ululà castello ululì
    buonanotte

  5. Simona ha detto:

    Ciao Lucia e a tutti gli altri, sono tornata da Trieste (portandomi anche il raffreddore post-bora :) ), dvvero dolce questa descrizione di famiglia…fa proprio venire voglia di avre un futuro così :)

  6. antonella ha detto:

    Luci
    grazie! É bellissimo quello che dici ma devo anche confessare che ci sono anche momenti in cui vorrei sparire e andare per sempre in un’isola deserta, senza cani, figli, mariti e genitori. soprattutto quando tutto s’accanisce contro, i pianti del piú piccolo, le gelosie dei due piú grandi, l’aggressivitá dei virus lussemburghesi, il cane che prende un’indigestione e vomita sul tappeto, il marito che rientra tardi perché ha molto lavoro, ecc. ecc. Ma poi passa e ritornano i sorrisi, i giochi dei bimbi, le castagne arrostite al fuoco e mangiate tutti attorno al tavolo, il cane che si raggomitola sotto e aspetta che gli caschi qualcosa di buono, l’attesa di babbo natale che fra poco arriva e chissá che cosa vi porta ma se fate i cattivi non vi porta proprio niente….
    ma soprattutto ricordarsi sempre quei bellissimi versi di Paul Éluard che recitano piú o meno cosí:

    “Elle cherchait des étoiles
    Partout oú il n’y en a pas
    Elle cherchait mal fatiguée
    Des gouttes d’eau dans un brasier”

    E rendersi conto che la vita vera, bella e intensa é questa qui che vivo tutti i giorni, con i suoi attimi meravigliosi nascosti dietro una carezza al cane, dietro il faccino del piccolino sporco di marmellata, dietro il disordine della casa invasa dagli amici, o un pomeriggio trascorso a chiacchierare con un’amica….

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