incominciamo

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allora… da qui a che non parto vi avverto. sarà tutto un parlare del fatto che parto. di che devo parlare tanto? parto. questo è il quanto. parto. e a lussemburgo a parte per il trasloco finale (così allora vi beccate altri piagnistei) non ci tornerò che per trovare claudina. che è un ottimo motivo per altro.

ma ecco che oggi ho salutato per sempre hans juergen jagermeister per esempio. meteora teteska della mia vita lussemburghese. fra l’altro facendolo ridere come un matto perchè in un esercizio dove mancavano le domande una delle risposte era “il costo dal catalogo è 550 euro” e io che non avevo capito nulla ho chiesto “quanto costa il catalogo?”

e poi se ne è andato dicendomi: “mi raccomando zignorina, teteski amano distantza”.

vedrò di tenerlo in considerazione. poveri teteski certo. non sanno che si perdono. ho idea che la germania sarebbe più bella se ogni tanto qualcuno ci si abbracciasse a qualche fermata d’autobus.

e poi andrea. che se ne andava in italia dieci giorni e quindi mi ha salutato andando via. fa effetto. stamani siamo andati al lavoro in macchina insieme con porky’s che ci viene sempre a prendere e da stasera non lo rivedrò mai più. cavolo. fa davvero effetto.

ora sto cercando di buttare via un po’ di cose, per non dover portare a dresda troppe cose sciocche. ma trovo sassi, penne, chiavi.  Cambiare mille case ha l’effetto che ti ritrovi con un mazzo di chiavi sconosciute. erano delle chiavi di casa. come fai a non ricordare di quale? per qualche tempo ti sono state in tasca, le hai prese per entrare a casa tua, le hai rigirate per le mani cento volte. e adesso le guardi e non ricordi. e che ci fai? le butti? nessuno butta bia le chiavi mi pare. anche se sono di porte che non si aprono più. e allora perchè tenere dieci chili di chiavi?

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7 risposte a incominciamo

  1. Maya ha detto:

    Io ho adottato la soluzione “scatola delle cose senza senso”, una per ogni posto dove vivo… E quando le chiudo le porto a casa-casa in Italia. Prima o poi avró un grande armadio pieno di scatole della cose senza senso… Mah.. :)

  2. lucia ha detto:

    :D ho appena scocciato la prima! ci ho scritto su: cose che non so perchè ma non posso buttare!

  3. ciortellorona ha detto:

    Io ce l ‘ho fatta ,sono andata sul blogghino…..brava (me lo dico da sola e
    prima della sera super cretina di hallowen) ora ti dico brava a te e ti racconto che quando ero piccina anche noi si faceva la “paura”:ci si metteva dentro la zucca (che era uno zucchino divenuto gigante,perchè scampato alla raccolta)una candelina però se il contadino se ne accorgeva si inc…. di brutto dato che era luglio e la mia corte era piana di grandi covoni di spighe di grano in attesa di trebbiatura…..che dire ve l’ho insegnato anche a voi questo gioco,lo ricordi?baci e buon appetito

  4. ciortellorina ha detto:

    che bella ciortellorona! certo che me lo ricordo. come mi ricordo le mani sporche di polpa di zucchina, la polpa medesima spiacciucata da tutte le parti d’estate fuori sotto il platano e qualcuno incazzato come una iena che arrivavano le mosche! :)
    Ma per fortuna che quel qualcuno ci ha insegnato quello e un sacco di altre cose utilissime, quali arco e frecce, bu’etta con le biglie, le bocce, e le gare con le foglie nelle gore e, soprattutto, che “le cose in un modo o in un altro si risolvono”.
    merci!

  5. ernst bloch ha detto:

    “Ciascuno di noi conosce la sensazione, nella sua vita cosciente, di aver
    dimenticato qualcosa, di cui non si è riusciti a venire a capo e che non è diventato
    chiaro. Perciò, anche, appare spesso tanto significativo quello che si voleva dire in
    un determinato momento e che ci è sfuggito. E se si lascia una stanza, in cui si è
    vissuto a lungo, ci si guarda stranamente attorno, prima di andar via. Anche qui è
    rimasto indietro qualcosa, di cui non si è riusciti a venire a capo. Lo si porta via
    ugualmente e si ricomincia altrove con esso”.

  6. lucia ha detto:

    grazie ernst. sapevo di poter contare su di te.

  7. Simona ha detto:

    e fai benissimo a non buttarle via! io tengo u sacco di scemate “per ricordo”, e ne ho da quando ero piccola…poi quando non mi ricorderò più del motivo per cui le tenevo, o passo in una fase in cui quel ricordo non è più significativo, srò sempre in tempo a buttarle…ma tenerle non costa davvero niente (tanto più che le scatole le porterà la ditta dei trslochi, no? :) )

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