cipolle

stamani mi sono alzata dal letto con una bella sensazione di tepore sulla pelle, quella che hai la mattina quando hai dormito talmente bene e talmente coperta che continui a emanare calore anche uscita. a casa mia lo chiamavamo “effetto balloccioro” oppure “essere tutta rimballocciorita” (a lucca i ballocciori sono le castagne bollite, la mia maestra mi rimproverava sempre e mi correggeva: “si dice ballotte” ma a me ballotte non piace, mi sa di proiettile, balloccioro sembra più buono, più tondo, più gentile. adoro le castagne, quelle vere da mangiare da raccogliere e da guardare, quelle matte da tenere in tasca. ma sto di nuovo andando fuori tema). mi sono alzata e sono andata in cucina.

e in cucina, per la prima volta, c’era casa. un pezzo di casa. io imballocciorita, le pentole della cena di ieri con claudina, la grattugia sul tavolo per mettere il parmigiano sulla pasta e nell’aria un odore noto. un profumo amico. quello che sentivo a casa mia il giorno dopo una cena con gli amici. l’odore di “cucinato”. l’odore del sugo preparato per la pasta fatta con un miliardo di scalogni. la cipolla cotta è il mio odore di casa. di casa di sabato o domenica mattina. che vado in cucina in pigiama e c’è il mio babbo che lava i piatti e mi dice buongiorno e io mi incomincio lenta a preparare un caffè con tanto latte e dopo pochissimo arriva mamma e anche lei è in pigiama come me e mi fa “sei già sveglia?” e io “si si, ma ho dormito parecchio” e le chiedo se vuole un po’ di caffè e lo so già che me lo finirà tutto e quindi ne metto sù subito un altra di moke e lei prende tutte le sue meraviglie della colazione, la marmellata che ha fatto lei, una un po’ più stramba che ha fatto babbo, il pane, il burro, il sale.

mela arriva di corsa. lei è capace di sentire il rumore del burro che si spalma. allora la mia mamma gliene dà un pezzetto cercando di non farsene troppo accorgere che io le dico sempre che non va bene dar da mangiare al cane da tavola ma in fondo il cane l’avrò anche portato a casa io ma è il suo cane e è giusto che si relazionino un po’ come vogliono. e la colazione ha la sua lentezza, il suo ritmo, la sua quiete.

il mio babbo incomincia con la frase che mi fa ridere ad ogni colazione: “stanotte ho sognato…” lui fa sempre dei sogni assurdissimi e li sa raccontare bene e c’è sempre qualche prete dentro e noi si ride come matti.

a volte va così, a volte no, ovviamente, mica abito in un mulino bianco, ma i ricordi si possono selezionare a piacimento no?

buongiorno a tutti!

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Una risposta a cipolle

  1. Simona ha detto:

    Che immagine tenera…
    ps ieri sono sparita perché Openoffice mi ha fatto impazzire a due giorni da una presentzione, ma rieccomi!

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