dresda due: col sole

Dresda di giorno col sole. Non so se ho avuto culo o se davvero c’è spesso questo sole. Mi dicono che c’è vento quindi forse il sole c’è spesso.  Per il momento voglio sperarlo. Almeno statisticamente faccio questo ragionamento: sono arrivata a lussemburgo il 12 gennaio e per un mese ha ininterrottamente piovuto.
Sono stata a dresda il 15, 16 e 17 ottobre e ho avuto tre giorni di cielo splendido da mozzare il fiato. Speriamo che porti fortuna!
Ho passeggiato lungo l’elba, fino ad arrivare in centro, e c’erano bimbi in bicicletta col casco, e le loro mamme con la bicicletta e il casco anche loro, e pattini e carrozzine e gente che leggeva libri sdraiati sul prato.
E in centro sono entrata nella frauen kirche che quando gli inglesi e gli americani hanno deciso di ricostruire (leggete tutti mattatoio numero cinque) hanno lasciato le pietre originali nere e hanno messo quelle nuove bianche. Ed è tutta bianca, con qualche puntino nero e fa impressione a pensare a cosa è successo in questa città, in questo continente. I treni per i forni crematori e i civili tedeschi bruciati col primo bombardamento al fosforo della storia, una città morta e rinata piano piano. La barbarie inumana del nazismo. L’ammutolente bombardamento di dresda, una delle macchie nere dei nostri liberatori. Una macchia loro ma che è anche nostra, senza il nazismo e senza il fascismo non avremmo avuto né dresda né san lorenzo.
Adesso è tutto ricostruito in germania. In italia un po’ si e un po’ no. Adesso il senso di colpa dei tedeschi sta passando da una generazione all’altra, quello degli italiani sembra meno.
Insomma, torniamo a parlare di dresda. La frauen kirche dal di dentro è un’enorme teatro elisabettiano meringato e barocco, dagli assurdi colori rosa pastello e celestino. Ma tutto il centro storico è davvero meritevole di considerazione.
Un po’ di giapponesi come si conviene a una città turistica che si rispetti e i chioschi con i panini con la bestia che mi ricorderanno i miei colleghi italiani a lussemburgo!
Passeggiare per dresda con Petra Magoni che mi cantava nelle orecchie è stato bello. Vedremo come sarà lavorarci e viverci.
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5 risposte a dresda due: col sole

  1. mostrobestia ha detto:

    Io, tanto per iniziare, comprerei un casco…non si sa mai.

    Ciao.

  2. Alienor ha detto:

    Io non ero a conoscenza del fatto che i Tedeschi soffrissero ancora di quello che è successo durante il nazismo, o meglio!aspetta..tutti noi ci sentiamo ancora in colpa per quell’orrore, ma quand’ero in Dk ho conosciuto 2 ragazzi Tedeschi e loro mi spiegavano di quanto soffrissero di essere Tedeschi per quello che la Germania era stata durante il nazismo, per la paura che la gente vedendoli li guardasse storto solo perché Tedeschi, e mi raccontavano dell’ultimo anno delle superiori passato interamente, da settembre a giugno a parlare della seconda guerra mondiale..
    Mi stupiva molto la forza un po’ disperata della mia coinquilina nell’affermare che forse era colpa di sua nonna, ma non sua o il fatto che Joerg affermasse di essere mezzo Olandese (quando non lo era affatto, ma semplicemente viveva presso Dusseldorf) per non sentirsi tedesco..

    Boh! Niente via, era solo per segnalare un fenomeno..
    Cmq Luci m’hai convinto che Dresda sia molto bella!E la voglio vedere!Ma non so se ce la farò qst anno perché ho già promesso di fare altri giri..te bada di non farti licenziare così magari ti vengo a trovare il prox inverno! Baci!

  3. petra ha detto:

    ma dai!
    che bello essere a dresda con te!
    grazie,
    un saluto e buon tutto,

    petra.

  4. lucia ha detto:

    gosh………………………………………………………………………………………….
    :) (sorriso beota)
    rigosh……………………………………………………………

  5. Francesco B. ha detto:

    Dresda dev’essere un luogo incantevole, speciale. La chiamavano, non a torto, la “Firenze del Nord” per i suoi splendidi palazzi barocchi e neoclassici, le superbe chiese e castelli in stile rinascimentale e barocco, per quel tesoro di architettura, dipinti e sculture che soltanto Firenze poteva vantare. Un luogo meta di artisti attirati dalla corte di Sassonia e dal mecenatismo sassone. Ricordo un racconto fantastico e paradossale di Hoffmann, “Il vaso d’oro”, ambientato nel ‘700 proprio a Dresda con quei paesaggi da sogno e quei castelli che racchiudevano misteri ed incanti, con il personaggio, lo studente Anselmo, che confondeva realtà e fantasia, bene e male, e cadeva vittima di strani amuleti e maledizioni. E poi con la splendida voce di Petra Magoni, potrai apprezzare ancora meglio la bellezza di questa splendida città risorta come l’araba fenice dalle sue ceneri.

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