lussemburgo, inverno

mi sono svegliata presto presto stamani. uffa. durante la settimana pagherei per dormire un po’ di più e il sabato alle sette e un quarto ho gli occhi spalancati di un cocainomane da briatore. fuori c’è una nebbia fitta che avvolge la casa di fronte, che è una di quelle case di bambola grandezza naturale che ogni tanto si vedono qui. Sembra, vista la nebbia e la poca luce, la casa di bambola di Mercoledì, la bimba luttuosa della famiglia Addams. la Pétrusse giù sotto nel Grund scorre gelida e le foglie stanno per andarsene definitivamente. era stato un bel momento vederle arrivare a merzo/aprile, ma sapevo che non sarebbe durata. poi si sono colorate a metà settembre e erano bellissime. gli ippocastani bruni, certi giardini rossi e gialli, e abbiamo avuto anche qualche giorno di sole e di luce che ha fatto bene a tutti.

e adesso è iniziato l’inverno. la mattina le mani frizzano a uscire di casa, si sta bene nella sciarpa e sull’autobus c’è il riscaldamento acceso.

è giusto così. mi piacciono le stagioni. non potrei resistere in un posto dove “è sempre primavera” come che ne so, nelle pubblicità della california.

mi piace che prima è freddo e poi piano piano si scalda e le giornate si allungano e poi fa un caldo bestia e poi ti arrabbi perchè vedi di nuovo le giornate accorciarsi, (diobono, quelle le vedi già a fine luglio… prende un magone…) e poi arriva settembre e la scuola e le giostre e la vendemmia e i fichi e le more e la fiera al giannotti e e e e ..

magari durasse un cicinino meno a lussemburgo l’inverno… saremmo tutti soddisfatti. noialtri stranieri con meno saudade, e i lussemburghesi sarebbero un po’ più sereni, sorridenti e meno rompipalle.

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9 risposte a lussemburgo, inverno

  1. zundapp ha detto:

    qui l’autunno ormai ce lo raccontano, è il 13 ottobre, c’è il sole e ho fatto un giretto (in città) in moto. In maglietta.

  2. antonella ha detto:

    Ma che ci fa una come te in una Lussemburgo grigia e nebbiosa e quadrata e perfettina? A me Lussemburgo fa venire sempre in mente la mia compagna di classe delle elementari, quella con gli occhiali, che sapeva sempre tutto lei, guardava la maestra come se fosse la madonnina e pendeva dalle sue labbra e faceva sempre si con la testa anche quando la maestra diceva che bisognava andare a fare la pipí…..
    ma forse anche tu ci sarai capitata per sbaglio e devi ancora abituarti (ma ci si puó mai veramente abituare?) al grigiore dei mattini invernali, con il cielo proprio sopra la tua testa che ti sembra possa cadere da un momento all’altro sulla fronte. Ma non disperare, sembra che il cielo si stia aprendo e che avremo un w.e. primaverile. Complimenti per il blog!

  3. Simona ha detto:

    Dai, che forse a Dresda le stagioni saranno simili, ma mi sa di più “colorata” e un po’ meno perfettina :) a proposito, m quando devi trasferirti? non te l’ho mica mai chiesto…

  4. lucia ha detto:

    per zundapp: invidia tremendaaaa!
    per antonella: in effetti ci sono arrivata seguendo una mandria di bufali nelle loro migrazioni stagionali! :) a parte gli scherzi, sono qui per lavoro, ma ci sei anche tu? sembra di capire quello a leggerti
    per simo: vado a dresda il 4 novembre… mmm…mah! :=) (faccina col nasone)

  5. antonella ha detto:

    ebbene si….ci sono anch’io, giá da qualche anno e senza prospettiva di ritorno, almeno per il momento. Hai visto che possiamo andare anche noi in moto oggi, magari con un pull, ma imprescindibili gli occhiali da sole. E tutti fuori a godersi stó solettino che non sappiamo quando lo rivedremo la prossima volta. Anche questo é Lussemburgo, abituarsi sin da subito al carpe diem metereologico, appena c’é una parvenza di sole tutti fuori come le lucertole, gli armadi a quattro stagioni che non servono piú e i sandali che avevi li puoi pure regalare….

  6. lucia ha detto:

    lucia e claudia confermano! con la differenza che io a regalare i sandali non mi sono ancora rassegnata e claudia invece non ne compra più da tre anni! :)

  7. antonella ha detto:

    Dresda é vicina e forse tra un po ti mancherá anche questo cielo grigio e i virus lussemburghesi. In fondo é vero quello che diceva Calvino:

    “La cittá per chi passa senza entrarci é una, e un’altra per chi ne é preso e non ne esce; una é la cittá in cui s’arriva la prima volta, un’altra quella che si lascia per non tornare; ognuna merita un nome diverso…”
    “Anche a Raissa, cittá triste, corre un filo invisibile che allaccia un essere vivente a un altro per un attimo e si disfa, poi torna a tendersi tra punti in movimento disegnando nuove rapide figure cosicché a ogni secondo la cittá infelice contiene una cittá felice che nemmeno sa di esistere”
    (da “Le cittá invisibili”).

  8. lucia ha detto:

    bellissimo.
    grazie, calvino è il mio autore preferito.
    buonanotte!

  9. antonella ha detto:

    Anche il mio. Buonanotte!

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