ancora sull’autobus

stamani piove. novità… fra poco è luglio e qui ho il tailleur comprato a treviri a gennaio… ho preso l’autobus (ah, per chi mi chiede ancora notizie della biondina del 12… avendo traslocato adesso prendo il 5 e la biondina non la vedo più…). mi sono seduta. ho messo le cuffie nelle orecchie e paolo conte ha inziato a cantare per me. le cuffie nelle orecchie come tutti quelli dell’autobus. abbiamo tutti il nostro autistico catetere quassù. non ci si dovesse trovare a dover chiacchierare con qualcuno… accendi il lettore mp3 e ciao mondo. ognuno nella sua bolla musicale. se ci pensi è pazzesco. la musica nasce per essere condivisa. e invece qui tutti viaggiamo col nostro mondo dietro. io con la musica italiana, immagino i portoghesi con la loro, i tedeschi con chissà che (me li immagino con Bach ma credo proprio di sbagliare) e via. a ognuno la sua nicchia.

l’autobus è piuttosto affollato e trovo un posto a sedere vicino al corridoio. alla stazione sale una donna, con una valigia ingombrante, mi sposto un poco per farle mettere la valigia vicino a me. anche lei quindi si avvicina. è una signora di mezza età. nera, con gli occhiali, vestita di rosso e marrone (diolabenedica, sembriamo tutti reduci da un funerale). ha i capelli  lisciati. sono brutti. sembrano di zucchero filato bagnato. ma come dice il mio parrucchiere: chi li ha lisci li vuol ricci, chi li ha ricci li vuol lisci, le more si fanno bionde le bionde… no, le bionde è raro che si facciano more.

dopo pochi secondi un buonissimo profumo mi arriva al naso. sa di miele. intensamente di miele. io vado matta per gli odori. quassù si sentono solo quando c’è il sole, quindi quasi mai. e quando ne sento uno lo inseguo. fino a che non lo trovo. come un cane. cercando di essere più discreta possibile. forse in lussemburgo chi annusa le persone si rischia l’arresto. forse no, non credo che abbiano previsto un reato simile… ma non si sa mai. danno l’idea di avere un codice penale che preveda qualsiasi caso. dopo qualche annusata in qua e in là capisco che il meraviglioso profumo viene dai capelli stirati della signora. mi rilasso. penso al mare, a casa. al miele. assomiglia al miele che fanno  al parco di San Rossore, quello sulle dune coperte di elicriso. quell’odore che sento arrivando alla Lecciona. l’odore dell’estate, del caldo, dei fiori. che meraviglia. avrei voglia di appoggiare la testa e annusare fino a che non scendo. ma non si può. non va bene. non esiste che una signora in tailleur nero annusi sull’autobus la vicina. che peccato.

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3 risposte a ancora sull’autobus

  1. Paulus Minchius Maximus ha detto:

    Di sucuro il tuo parrucchiere ha a disposizione più materiale per poter effettuare la statistica, ma per quello che posso ricordare io, una mora veramente mora difficilmente si fa bionda (forse succedeva qualche anno fa quando andavano di moda i colpi di sole) mentre le bionde sono sempre state più trasformiste: dal biondo al mogano, al nero corvino, al rosso, di nuovo al biondo…

  2. Francesca ha detto:

    La Lecciona! la Lecciona! io ci vado tutti i fine settimana a prendere il sole…tanti saluti da Viareggio!!

  3. lucia ha detto:

    buon per te!!! :)

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