la fiorita

in questi giorni di caldo insolito e di bicicletta una delle cose che mi piace di più sono alcuni pezzettini lungo la strada per andare al lavoro. non è una bella strada: il lussemburgo, diversamente dalle mie aspettative, non assomiglia molto ad amsterdam, qua non ci sono molte biciclette, solo molte molte bmw, audi, mercedes. la maggior parte del percorso la faccio respirando ogni schifezza che esce dai tubi di scappamento di questi catafalchi che rappresentano in modo degno il loro contenuto. monossido di carbonio fuori, monossido di carbonio dentro.
ma alcuni pezzetti della strada sono bellissimi. pieni di fiori che con questo caldo profumano intensamente.
ieri tornando in bicicletta una zaffata di ginestra mi ha rapito e portato ai primi di giugno della mia infanzia (la stagione è avanti, ve l’ho detto) quando giravo col secchiello per cercare i fiori per "la fiorita". rapinavo le rose del giardino, le ginestre del bosco, le margherite, e da piccola piccola ogni cosa, non guardavo in faccia a nulla. quando arrivavo col mio secchiello con dentro piscialletto, botton d’oro, e ogni altro genere di fiorellini i miei compaesani mi brontolavano.
"non vanno bene".
"perchè?"
"ci vogliono rose e ginestre per questo pezzo, quelli lì non vanno bene".
delusa mi mettevo a guardare il lavoro degli altri, rettangoli regolari di felci verdi racchiudevano alternando petali rossi di rosa e gialli di ginestra. bello…
il profumo dei fiori quando ci passavamo sopra per la processione era così buono. e io ero serena, non mi importava di ratzinger, c’era già ma io non lo sapevo, a me piacevano le storie di gesù, della madonna, di san giuseppe. e ero partecipe di una religiosità ingenua e entusiasta, aspettavo di fare la comunione, mi raccontavano di san francesco e il lupo, gli uccellini che gli si posavano sulle braccia e lui ci chiaccchierava. e io mi sentivo dentro, inglobata in una realtà che mi avvolgeva comoda.
è anche quella parte di me, ormai vecchia di tanti anni, direi almeno venti, che adesso detesta una chiesa che non ha saputo rispettare l’ingenuità di una bimba che credeva al paradiso, che ha iniziato a deluderla prima col catechismo imparato a memoria, poi con messaggi sempre più lontani da ogni umanità. quella religiosità infantile, fatta delle preghiere insegnate dalla nonna, dette più per senso di colpa che per convinzione, ma comunque sincera, forse ingenua,  è la cosa più lontana che esista da questa chiesa. e nel suo essere solo un pensiero di bimba era molto molto molto più nobile di questo baciapilismo che mi circonda, di questo clericalismo cieco, di un’ossequiosità a valori vuoti di ogni spiritualità.

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3 risposte a la fiorita

  1. Simona ha detto:

    Incredibile!!!fiorita a parte, sei riuscita ad esprimere esattamente quello che penso sulla religione, su come da piccola mi sembrasse “ingenua” e “buona” e quello che crescendo man mano ho scoperto (adesso se qualcuno mi nomina la chiesa, quella dei potenti intoccabili mi viene solo rabbia) ..e a come in quelche modo sia però affezionata a quei ricordi infantili, a quelle specie di “filastrocche” imparate per gioco, legate ai nonni..
    Visto che siamo in argomento, ma non vorrei troppo rivelarti la trama..leggiti prima di Dicembre (il 14 uscirà il film) Queste Oscure Materie di Philip Pullman (tre libri “La bussola d’oro”, “La lama sottile” ed “Il cannocchiale d’ambra”), e poi fammi sapere cosa ne pensi! Bacioni!

  2. lucia ha detto:

    simo! grazie… mai nessuno si era “addentrato” così lontano negli archivi del blog! è una bella sensazione… seguirò il tuo consiglio e poi ti dico, ciao! ps: questo we sono a viareggio!

  3. Conte Ejacula ha detto:

    domanda tecnica:

    siccome domenica scorsa era il corpus domini, a Capannori hanno fatto la fiorita, ma senza passarci sopra. dalle tue parti com’era l’usanza? cioe’ da quanto so, i bimbi della comunione, all’uscita della chiesa, dovrebbero passarci sopra distruggendola, giusto?

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