questo blogghino, nato in un granducato grande come una noce, adesso si chiama letteredalucca, e di lucca un pochino adesso vorrei parlarvi.
fra qualche giorno ci sarà il ballottaggio per eleggere il nuovo sindaco, si sfideranno alessandro tambellini, che ha sfiorato di pochissimo la vittoria al primo turno (no, niente colpevoli, né grillini né astenuti, in politica non esistono colpevoli, se gli elettori non vanno a votare o votano una lista che parla di niente sotto vuoto spinto vanno convinti a farlo, la colpa non è mai di chi non ti vota) e un signore che ha fatto il sindaco a lucca per dieci anni (lo ripeto? dieci anni) e che ha saltato un giro l’ultima volta, impresentabile e impresentato dal pdl.
io ho vissuto molto da vicino l’era fazzi, io c’ero quando il 25 aprile 2001 concesse per la prima volta una casermetta delle mura cittadine a forza nuova affinchè celebrassero salò nel giorno della liberazione dal nazifascismo, c’ero quando quelli di forza nuova picchiarono daniele e lui, fermato per strada scosse la testa e commentò “ah, cominciano…” come se si fosse aspettato la cosa.
io c’ero quando alle assemblee non faceva parlare chi non la pensava come lui, c’ero quando svendette la città per pochi spiccioli, quando iniziò la sua personale e folle gestione del calcio cittadino, blandendo i peggiori istinti di una delle curve più brutte del calcio provinciale.
io ricordo quando governava pietro fazzi.
e voglio che questa città cambi strada, desidero ardentemente che i miei concittadini inizino a respirare aria pulita.
in questi giorni leggo sui giornali locali on line degli assurdi quanto finti commenti di gente che “al primo turno ha votato tambellini come voto di protesta ma al secondo voterà fazzi per difendere lucca e la lucchesità”.
so che sono fake messi apposta per gli allocchi, ma comunque danno da pensare.
la lucchesità di cui ci si sciacqua la bocca è un triste miscuglio di interessi di bottega, ignoranza e ristrettezza mentale.
la lucchesità che vorrei è la capacità di mettersi in rete, di ascoltare gli altri, di mescolarsi senza paura al resto del mondo.
la lucchesità che vorrei non ha bisogno di difendere il 25 aprile da forza nuova perchè nella lucca che voglio per forza nuova e quelli come lei non c’è né spazio né terreno.
la lucchesità che voglio è un territorio di tutti e non affidato ai soliti noti e ai soliti furbi.
la lucchesità che voglio è attenta al debole, al diverso, alle donne.
la lucca che voglio è una città viva, con la gente nelle strade, che passeggia, chiacchiera, guarda un film, compra un libro, mangia un gelato.
non è una triste città illuminata a giorno anche di notte perchè dalle sette di sera nessuno esce di casa.
la lucca che voglio è diversa da questa lucca qui.
è più bella.
ps: per chi avesse la memoria corta (io stessa mi sono resa conto che avevo dimenticato alcuni di questi episodi) qui si trova una lista di quello che l’estrema destra ha fatto a lucca negli ultimi dieci anni. l’ho presa da un giornal on line che si chiama “il post“.
25 aprile 2001: il sindaco di Lucca, Pietro Fazzi (FI), autorizza – è la festa della Liberazione – in una sede comunale la presentazione di un libro sul gerarca fascista Pavolini organizzata da Forza Nuova.
Novembre 2002: il Comune autorizza un’ iniziativa di Forza Nuova contro l’immigrazione, i muri della città vengono imbrattati con scritte xenofobe. Nasce l’associazione “Altro Volto – Lucca gay e lesbica” due studentesse partecipanti sono circondate da un gruppo di Forza Nuova, spintonate e minacciate.
4 aprile 2003: manifesti e scritte fasciste sulla sede della CGIL in via Fillungo. Danneggiata la moschea nel centro cittadino. Una svastica compare sul portone dell’Istituto Storico della Resistenza.
27 agosto 2003: infranta a sprangate la vetrina della libreria Baroni. Scritte naziste e omofobe sui muri attorno.
27 settembre 2003: l’amministrazione comunale autorizza Forza Nuova a tenere a Lucca il proprio raduno nazionale.
8 aprile 2004: nella discoteca KuKu viene aggredito un giovane dei collettivi studenteschi: ferite alla testa e frattura del setto nasale.
18 aprile 2004: violentata una ragazza lesbica da due fascisti rimasti sconosciuti.
15 agosto 2004: aggredito e picchiato da cinque nazifascisti un esponente di sinistra, Edoardo Seghi a cui sarà innestata una placca metallica al padiglione orbitale.
dal 28/11/04 al 25/03/07: debuttano i Bulldog allo stadio. Si registrano nove episodi di violenza che sanciscono la loro egemonia nella curva Ovest della Lucchese.
29 ottobre 2005: 25 nazifascisti assediano lo Ska Sankara di S. Anna. I cinque militanti presenti per liberarsi sono costretti a chiamare la polizia.
10 dicembre 2005: lanciati un mattone e due molotov contro la finestra del Sankara durante una festa.
26 agosto 2006: un gruppo di 25 estremisti di destra in assetto da battaglia prova a impedire l’inaugurazione del torneo di calcio interetnico “Asì es mi futbol”. Giunge un’auto delle forze dell’ordine ma non li identifica.
8 dicembre 2006: di notte un gruppo di nazifascisti sfonda il vetro di un’auto di un ragazzo di sinistra e tentano di incendiarla.
15 gennaio 2007: la mattina, durante le ore di autogestione, si presentano al Liceo Artistico quattro individui di estrema destra che provano a sfondare. I professori sbarrano il portone.
27 gennaio 2007: nel “Giorno della Memoria” le istituzioni e le forze dell’ordine consentono lo svolgimento di un concerto naziskin a Nozzano che richiama estremisti di destra di tutta la Toscana.
23 febbraio 2007: al processo per il pestaggio del 15 agosto 2004 una ventina di naziskin all’interno del tribunale, indisturbati, provocano ed intimidiscono il ragazzo vittima del pestaggio e i presenti.
24 febbraio 2007: verso le tre di notte un ragazzo, Emanuele Pardini, viene inseguito per chilometri da tre macchine di estremisti di destra. Il ragazzo perde il controllo dell’auto. Viene preso, atterrato, accoltellato, coperto di calci, pugni e sputi finché stremato non perde i sensi. Alcune persone sopravvenute danno l’allarme, scongiurando una tragedia.
22 marzo 2007: dopo un’assemblea al cinema Moderno sulle violenze neofasciste, in sette, a volto coperto, circondano una studentessa del liceo classico minacciandola.
elezioni comunali 2007: il candidato sindaco, Mauro Favilla, si fa appoggiare per il ballottaggio dalla lista Forza Nuova che espone ovunque i suoi manifesti a sostegno.
5 maggio 2007: un ragazzo di colore di 17 anni viene picchiato, gli urlano: “qui non vogliamo neri di merda”. Prognosi di 20 giorni.
24 maggio 2007: danneggiata a sprangate, in pieno centro, l’auto di un esponente di Rifondazione Comunista.
giugno 2007: scritte e svastiche sui muri del Liceo Artistico.
luglio 2007: festa della Birra a Borgo a Mozzano: un esponente del Cantiere Resistente, Martino Terranova, viene intimidito e definito “infame” da Andrea Palmeri e da altri due Bulldog, perché ritiri la denuncia per un’aggressione subita.
22 agosto 2007: imbrattata con una svastica la statua di Garibaldi, collocata poche settimane prima a Capannori.
29 agosto 2007: scritte “Bulldog” e svastiche sulla sede di Rifondazione Comunista.
31 agosto 2007: imbrattati muro e vetrata di un ufficio del comune di Capannori.
17 settembre 2007: scatta la maxioperazione della polizia contro i “Bulldog”, dieci arresti, altrettante denunce. Il gruppo viene dichiarato sciolto.
3 ottobre 2007: tre “fiammisti” trovati in piena notte a imbrattare le vie del centro con bombolette spray e con manifesti di propaganda di Fiamma Tricolore. Fermati.
5 giugno 2008: danneggiata l’auto di un esponente di Rifondazione Comunista.
estate 2008: Andrea Palmeri colpisce con un pugno una donna fratturandole la mascella.
11 ottobre 2008: Andrea Palmeri ripreso durante la partita Bulgaria-Italia mentre fa saluti romani e brucia la bandiera della Bulgaria.
20 marzo 2009: scritte fasciste su una sede Arci di Lucca.
11 novembre 2009: denunciati sette quattordicenni che picchiavano da tempo coetanei in pieno centro si facevano chiamare “Gabber” volevano diventare “Bulldog”. Andrea Palmeri costruisce su Facebook il gruppo “Comandante Idreno Utimpergher ” tra gli iscritti anche il consigliere comunale di maggioranza Alessandro Venturi.
20 dicembre 2009: i Comuni di Lucca e di Altopascio patrocinano la presentazione del libro sul tifo rossonero scritto da Andrea Palmeri. Alla presentazione l’assessore di Altopascio, Alessandro Balduini.
gennaio 2010: il Comune patrocina la mostra fotografica sui luoghi abbandonati a Lucca organizzata da CasaPound.
17 aprile 2010: l’amministrazione concede una sede comunale, il Foro Boario, per la festa di autofinanziamento dei Bulldog per pagare gli avvocati “per i camerati in carcere”.
25 aprile 2010: durante la festa per il 65° anniversario della Liberazione, in piazza San Michele, gruppetti di giovani passano facendo i saluti romani, strappano volantini, sputano, mostrano spranghe nere ricoperte con la bandiera dell’Italia.
9 maggio 2010: due Bulldog davanti al Birrificio Bruton distruggono bicchieri e lanciano raudi.
16 maggio 2010: nuova aggressione al Bruton con conseguenze tragiche: un avventore perde l’occhio sinistro a causa di un bicchiere rotto, lanciato da due esponenti dei Bulldog (Adam Alexander Mossa e Stefano Vannucci, ora arrestati) ad altezza d’uomo in mezzo alla gente.
19 maggio 2010: scritte contro Digos e Magistratura dopo gli arresti dei Bulldog.
20 maggio 2010: finalmente una voce netta dalle istituzioni, è il presidente della Provincia Stefano Baccelli, che plaude all’azione della procura e della polizia, sperando che si possa chiudere così la fase delle violenze incontrollate.
23 maggio 2010: presidio di solidarietà del “coordinamento antifascista” per il ragazzo aggredito. È presente anche il presidente della Provincia che parla di “episodio di una gravità inaudita” e che “pur non volendo indicare precise responsabilità politiche” individua nell’episodio del 25 aprile 2001 l’inizio della spirale violenta.
Giugno 2010
Non si fa attendere la risposta a Baccelli del sindaco dell’epoca Pietro Fazzi (oggi consigliere comunale capogruppo di “Liberi e responsabili”) che critica la sua partecipazione al presidio antifascista in solidarietà a Sasha Lazzareschi, e aggiunge:
“Il Pd a parole vorrebbe chiudere con le frange dell’estrema sinistra, ma il conto elettorale è troppo caro, e così qua e là si riaprono le porte agli estremisti” e si interroga sul fatto se sia il caso per Baccelli di “ammettere un’imperdonabile leggerezza”.
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