omaggio a charles (dickens)

è stato buffo leggere nella posta la newsletter di letteratitudine su charles dickens.

“il bicentenario della nascita di charles dickens” si leggeva nella prima riga e a me è venuto in mente quando nel 2009 fracassavo a tutti gli zebedei col compleanno di un altro charles, il “mio” charles, nonno charles darwin.

e allora ho deciso di dedicare un post anche a charles dickens, e a tutti coloro che lo hanno letto e amato.

perchè io non lo ho amato subito, complice un libro della biblioteca delle elementari, rivestito con la carta da pacchi come tutti gli altri della biblioteca, etichettato con cura da una maestra antica, e recante il titolo: “la terribile e triste storia di oliviero twist, di carlo dickens”.

lo lessi e piansi, maledetto carlo dickens, pensavo, perchè fai passare tutte queste disavventure a un povero bambino inglese?

da piccola ero convinta, (e un pochino lo sono ancora) che le creature dei libri vivessero “veramente” e che una storia tragica fosse soprattutto colpa del suo ideatore, che i finali terribili di certe storie fossero responsabilità del sadismo del romanziere.

e così pensavo a carlo dickens come a un sadico vecchiaccio che sì, aveva scelto un bel finale per il povero oliviero, ma che prima gliene aveva fatto passare di tutti i colori.

poi alle superiori incontrai una professoressa speciale di inglese, tanto perfida quanto geniale, a volte spietata, spessissimo appassionata, accalorata, entusiasta divulgatrice della sua materia.

mi ha fatto soffrire a volte, ma le devo tanto, tanto tanto tanto e non so nemmeno se lo sa.

“la terribile e triste storia di oliviero twist” divenne semplicemente “oliver twist” e il libro era quello di narrativa di seconda superiore.

ne leggevamo in classe un capitolo e poi se ne parlava.

non dimenticherò mai che lei, alla lavagna, si mise a fare il disegno di mr bumble, facendosi leggere la descrizione, oppure che si mise a mimare il cuoco che picchiava oliver col mestolo perchè aveva detto “please, sir, I want some more…”

leggemmo tutto oliver twist, arrivammo finalmente in fondo a  quella selva di disgrazie e anche in fondo all’anno scolastico, portati per mano dalla professoressa di inglese, tutti sentivamo sui vestiti l’odore del carbone umido delle strade di londra e tutti imparammo che un silk handkerchief era un fazzoletto di seta.

e dickens si trasformò, ai miei occhi, dal perfido aguzzino al difensore della vita e della condizione di tutti gli oliviero twist.

il libro marrone delle elementari  si era trasformato in una bella e terribile storia, l’ingenuità della bimba era diventata la consapevolezza della ragazzina.

grazie alla professoressa di inglese e al suo amore per i colletti inamidati, le scarpe a mezzo tacco, le gonne sotto al ginocchio, e alla buona letteratura.

buon compleanno charles.

 

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11 risposte a omaggio a charles (dickens)

  1. 4ngelo scrive:

    Ma chome fai a l’eggere de’ libry così ghrossi sença nemmeno una figura!

    (Mystero!)

  2. paleomichi scrive:

    Io di Dickens ho letto e riletto fino a consumarlo David Copperfield. Mi metteva tristezza, mi faceva piangere, rabbrividire, inorridire, non era un libro per me, ma non potevo fare a meno di leggerlo.
    Evviva Dickens!

  3. hetschaap scrive:

    Sai che anche io ho la tua stessa sensazione riguardo ai libri e alla responsabilità dei loro autori? Da ragazzina chiusi Piccole donne con le lacrime agli occhi e maledissi la Alcott per aver fatto morire Beth, che era il mio personaggio preferito. Mi ci volle un mese per riprendere in mano il libro e finirlo. Ma, ancora oggi, un po’ la Alcott la odio. Per Beth.

    • Simona scrive:

      anch’io penso che i personaggi dei libri “esistano” veramente ogni volta che noi li leggiamo, e quante volte mi sono arrabbiata con i romanzieri per fatti che non avrebbero dovuto far succedere ai MIEI personaggi. Ogni volta che leggo un libro entro a far parte del mondo descritto, e vivo a fianco dei personaggi le vicende raccontate…sono matta, lo sò…

      • ant scrive:

        Ma no, è questo il bello! Vuoi mettere poi arrabbiarti a tal punto con l’autore da reinventarti mezza storia, per poi renderti conto che mettendo e spostando happy end, il libro finisce molto prima, anzi, alle volte non arriva oltre la decima pagina?

  4. AD Blues scrive:

    Io invece sono convinto che un po’ sadico lo era,,, ;-)

    Sia Oliver che David mi hanno fatto incazzare tanto. Mi domandavo perché mai dovessero vivere delle vicende così…

    —Alex

  5. crash scrive:

    ….bellissimo anche il film….visto alla tv. Ho avuto l’insegnante di italiano/latino come quella descritta da te: eccezionale..spiegava I Sepolcri del Foscolo come se vivesse realmente (lei) quel momento…una grande!

  6. marcoghibellino scrive:

    i personaggi dei libri, dei romanzi dei saggi storici di qualunque libro vivono davvero ed ogni volta che li rileggiamo allunghiamo la loro vita. A natale ho regalato a Ester, una delle figlie di una coppia di amici il Robinson Crusoe illustrato da Pericoli, è così bello che ne ho comprato una copia per me .
    http://www.daniloff-art.it/Artisti%20Priferiti/Tulio%20Pericoli/target0.html
    questa è Ester in sella a Bryston, ex trottatore rovinato da allebatori sporrtivi , che i suoi genitori hanno adottato grazie all’assoc. Horse Angels
    http://www.flickr.com/photos/76105729@N02/6835060461/

  7. pensierini scrive:

    Posso linkare questo post ad Allemanda (http://allemanda.blog.kataweb.it/), che raccoglie le testimonianze di ex alunni nel suo “Romper il vetro per uscire”? Sì, vero? Bene, adesso lo faccio… :mrgreen:

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