a zonzo col canegiallo

“domattina faccio gli gnocchi con le patate dell’orto, iniziano a mettere i butti e non voglio sprecarle, se mi vieni a dare una mano poi ti pago in gnocchi!”

la proposta del mammuth mi era parsa ragionevole, così ho convinto HDC dell’impellente necessità di gnocchi e di mammuth.

HDC è stato comprensivo.

siamo arrivati appena in tempo, pelato le patate, schacciate sulla tavola di legno ereditata da nonno, ammirato il mammuth che impastava e faceva i necessari “biroldini” e poi, finalmente, il nostro insostituibile aiuto, tanto necessario quanto concettuale: passare ogni gnocco sul retro della grattugia per farci dentro l’incavo per il sugo.

ne abbiamo mangiati un quantitativo stimato per otto-dieci persone: eravamo in cinque.

quindi si è resa necessaria la passeggiatina nel gelo, per bloccare definitivamente ogni speranza digestiva.

a farneta ancora brilla la neve che a lucca non c’è più, alta, schiumosa, gelata.

Bella, il canegiallo del mammuth, voleva venire anche lei. e devo dire che è stata quasibrava, è venuta quando l’abbiamo chiamata, si è fatta portare al guinzaglio senza tirare, non ha fatto bizze di alcun tipo.

bravo canegiallo.

andare a giro con un cane, ancorchè giallo, è sempre fonte di soddisfazione.

intanto come diavolo farà a mettere le zampe nella neve e a non tremare di freddo…

e poi è bellissimo vedere la sua bocca allegra respirare spalancata e restituire all’aria una nuvoletta di vapore leggero, una nuvola di “dentro-di-cane” che vola fuori, mentre il cane sventola la coda e guarda il mondo come un monello con la fionda in tasca.

un cane nella neve non sa dove annusare, e allora lo fa ovunque, desiderando di mettere una goccia di pipì ogni due centimetri, cercando tracce perdute, guardando incredulo il campo bianco davanti a sé.

e il canegiallo poi sulla neve sembra quasi scuro, e corre, si allontana, finge di non sentire che lo si chiama, la furbona, ma alla fine si arrende e torna, si siede davanti a te come a chiedere “ecco, sono qui, che avevi da urlare tanto?”
e allora si accarezza, il canegiallo, su quella sua testona grande e gialla, dura come quella di un ciuchino, “bravo, canegiallo, sei venuto, bravo cane!”

e il canegiallo è contento e riparte nella neve.

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9 risposte a a zonzo col canegiallo

  1. hetschaap scrive:

    Una nuvola di “dentro-di-cane” è bellissimo!

  2. AD Blues scrive:

    A parte che a sentirti parlare di gnocchi di patate m’è venuta fame… e sono solo le 9 di mattina… :-(

    Non mi ero mai immedesimato nella parte del cane… Che terribile dev’essere per un essere che vive di odori e tracce finire immerso in un mondo dove queste sono assenti! E per un cane un po’ timoroso come il canegiallo poi!
    Meno male che almeno l’odore del mammuth ed il tuo erano presenze certe e rassicuranti…

    —Alex

  3. Bianca-Hamburg scrive:

    I canigialli hanno sempre la faccia buona.
    E gli gnocchi fatti in casa sono buoni da mori’.
    Ecco, ho detto la mia :-)

  4. pensierini scrive:

    Canegiallo è parente del golden retriever, per caso? Quello di mio suocero sì, è figlio della defunta golden dai cento figli, è di una dolcezza disarmante, lecca, scodinzola e fa le feste a chiunque entri in cortile, a noi addirittura mette le zampe sulle spalle e ci guarda negli occhi! Adesso con la neve fa proprio come il vostro, pipì in tutti gli angoli, annusa, affonda col muso, si rotola, è uno spasso vederlo!

    • letteredalucca scrive:

      no, ha tipo la testa di un husky, il corpo di un lupo, le orecchie come la punta di un tortellino scotto e ride come una scema quando si chiama. è una specie di incrocio di manhattan alle sette di sera, pura razza canegiallo, insomma! :D

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